REDDITO DI CITTADINANZA, INDISPENSABILE MA NON SUFFICIENTE:

La quarta rivoluzione industriale in arrivo, con i suoi robot e le sue intelligenze artificiali, presenta diversi aspetti sia di grandi opportunità che di problematiche molto serie da affrontare per tempo.

Tra le problematiche, le due principali sono la diminuzione sia di posti di lavoro che di stipendio per la maggioranza degli esseri umani.

Questi due negativi effetti saranno determinati dall’aumento del divario tra poveri e ricchi  già in atto, che sarà accelerato ulteriormente a causa dell’aumento di produttività portata dalle macchine.

Un aumento di produttività che secondo molti studi tra cui quello   della federazione di no profit internazionale Oxfam per il 2016  , produrrà con l’attuale sistema economico redditi non  equamente redistribuiti,  ma che andranno anzi a favore di un numero via via più ristretto di “ricchissimi”.

Questa situazione è in continuo sviluppo come indica anche il successivo Rapporto Oxfam del 2017 .

Se per il bene dell’intera società, il “pronto soccorso” a breve è una forma di reddito di cittadinanza, la cura a lungo termine è limitare, attraverso una opportuna orchestrazione di leggi e politiche fiscali, la forbice sociale che si pone come fattore chiave centrale su cui costruire ogni nuova strategia per il futuro.

Una cosa che sfugge a molti, infatti,  è che ogni ricchezza personale superiore a certi grandi valori, non dà più tanto e solo benessere a chi la possiede, ma gli consegna un potere eccessivo di manipolazione del prossimo e, oltre certi grandi valori,  su tutta la collettività e soprattutto sul sistema politico che è quello tra l’altro,  vara nuove leggi!

Sappiamo tutti bene che con l’attuale sistema economico il “bene comune” viene spesso tralasciato, quando non esplicitamente  danneggiato, a favore di un maggiore profitto personale o aziendale, a seconda dei casi.

Questo meccanismo perverso va disinnescato non tanto attraverso una serie di divieti o imposizioni – oltre tutto spesso, se non sempre, inefficaci o insufficienti – ma rendendo “non più conveniente” arricchirsi oltre certi grandissimi valori.

Se non si comprende l’importanza estrema, per l’economia reale, di questo secondo e meno evidente aspetto, anche l’eventuale adozione di una forma di reddito di cittadinanza non risolverà che solo per un limitato periodo una problematica strutturale che deve essere affrontata invece alla radice, facendo in modo che l’economia sia al servizio dell’uomo e non viceversa.

Naturalmente la forbice sociale non deve essere nemmeno troppo chiusa, altrimenti si cade in meccanismi simili a quelli già sperimentati nel comunismo di tipo stalinista o simili, con un crollo massiccio della produzione di beni e servizi conseguente.

Il buon funzionamento prima della società e di conseguenza  dell’economia,  sta in una opportuna limitazione sia verso il basso che verso l’alto, del divario tra poveri e ricchi, introducendo nell’attuale economia due “valvole di sicurezza” lasciando però un discreto margine di oscillazione tra queste due tutele per il bene comune.

Queste due “valvole di sicurezza” sono in prospettiva,  anche l’unico vero sistema per redistribuire l’aumento di produttività portato dalle macchine, che – in mancanza di quelle valvole – porterà altrimenti  in modo lento ma continuo, a una struttura sociale sempre meno democratica;  in cui una sempre più ristretta oligarchia economica dominerà su masse sterminate di ex classe media, resa gradualmente sempre più povera e quindi “ricattabile”.

Questa tendenza emerge con forza dagli diversi studi di famosi  economisti come Thomas Piketty   con il suo    “Il capitale del XXI secolo” o il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz con il suo “La grande frattura”   e molti altri meno noti al grande pubblico ma con studi che da diversi punti di vista concorrono ad un lento processo di “intelligenza collettiva” che ci indica quale sarà il nostro futuro in mancanza di una adeguata presa di coscienza.

Quello che sfugge a molti però è che, anche al di là di valutazioni etiche – di cui non si può certo negare l’importanza -,  anche la produzione di beni, servizi e innovazione,  in questo nuovo divenire oligarchico, inevitabilmente alla lunga crollerà.

E questo succederà se la stragrande maggioranza della popolazione non sarà messa in condizione, a causa di una eccessiva poverà, di dare il proprio contributo al progresso evolutivo della società.

Il combinarsi del negativo effetto economico e culturale  sarà devastante in questa ipotesi;  consegnando prima l’occidente e poi il mondo intero ad una  età oscura di cui è difficile valutare la durata e la portata storica.

La cura, a nostro avviso, esiste ed è la nuova teoria economica e sociale del    “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” reperibile ormai tramite qualunque motore di ricerca.

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Ermanno Cavallini

2 risposte a “REDDITO DI CITTADINANZA, INDISPENSABILE MA NON SUFFICIENTE:”

  1. Se si trovano piu di mille euro mene x 500.000 immigrati che fanno 5 cento milioni mese piu tanti altri costi ,tipo medicine ospedale tribunali x i reati eccc eccc, se non si vogliono aiutare è solo un problema politico,,,,,fra un po faranno votare molti di queste persone immigrati,,, mentre noi italiani x protesta non andiamo a votare,,,,,,,,,,dopo non ci possiamo lamentare,,,, piu info piu democrazia piu partecipazione non si vince scappando ma combattere x risolvere problemi,,. Anni 70/80/90/ le categorie scioperavano x avere poche lire in piu. Fate un po i conti a casa vostra, piangono i bambini,,gli uomini lottano………o,no,????

    1. Grazie del tuo commento Egidio, in effetti credo anche io che abbiamo il dovere di rimanere e lottare, ma in modo assolutamente non-violento. La vera battaglia sta nel diffondere delle idee con rispetto e passione.

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