DE VITO e il movimento 5 stelle; trasformare la crisi in momento di ulteriore crescita.

Grosso è il disappunto dentro il movimento 5 stelle per il caso dell’ormai ex presidente dell’assemblea capitolina. Tuttavia è possibile e a mio avviso anche doveroso, trasformare questo momento di profondo imbarazzo in una formidabile occasione di crescita.

Tutte le persone più brillanti e creative della storia, nonostante le loro più diverse provenienze culturali e sociali, hanno però alcuni tratti in comune che è nel nostro interesse ben analizzare:

sono curiose, tenaci, visionarie, coraggiose, ottimiste, ma quello che più di tutto mi colpisce è che sembrano “immuni” all’insuccesso. Nel Movimento 5 stelle i primi due che indubbiamente corrispondono a questa descrizione sono proprio i fondatori: Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Certo, chi decide di muoversi nell’ambito dell’innovazione sceglie di lasciare i sentieri noti e di avventurarsi in territori inesplorati e questo, di per sé, inevitabilmente comporta dei rischi, ma anche, contemporaneamente, enormi margini di crescita ed evoluzione.

Questi personaggi, sono ben consapevoli che le sconfitte fanno parte del gioco e, con l’esperienza, sono diventati dei veri “maestri nell’arte del fallimento”.

Come ricorda una delle donne “fattesi da sole” più ricche del Regno Unito (Joanne K. Rowling): “È impossibile vivere senza aver fallito in qualcosa, a meno che non si viva così cautamente da non vivere per nulla, nel qual caso, il fallimento è implicito e scontato”.

Chiarito questo, come movimento 5 stelle, dobbiamo ora capire come fare tesoro di questo innegabile dolore e prendere i giusti provvedimenti, prima di tutto al nostro interno.

In oltre otto anni di attivismo nel movimento, non ho potuto non notare come accanto a persone ed atteggiamenti splendidi di grande valore, ci sia anche un “lato oscuro” che è forse il caso di analizzare e contrastare meglio.

Molti un po’ superficialmente si limitano a parlare solo degli aspetti positivi che pure rendono il movimento 5 stelle l’unico a mio avviso al momento degno di essere sostenuto. Purtroppo, se non affrontiamo anche con spirito costruttivo questi problemi, casi come quello di De Vito oggi rischiano di danneggiarci al punto tale da compromettere anche tutto il buono che nel movimento indubbiamente c’è.

Un problema a cui mettere subito mano è a mio avviso la “motivazione negativa alla poltrona” che, più o meno inconscia, porta troppi dentro il movimento, ad offrire la loro candidatura più per beneficio personale che per vero desiderio di contribuire ad un miglioramento della collettività.

In una intercettazione De Vito dice: “Marcè… dobbiamo sfruttarla ‘sta cosa… ci rimangono due anni”, diceva Mezzacapo, il 4 febbraio scorso, al numero due dell’amministrazione romana. Gli amici di una vita parlavano dell’attuale momento politico con il M5s al governo di Roma e dell’Italia e di quanto fosse importante giocarsi tutte le carte per far fortuna in “una congiunzione astrale… tipo l’allineamento della cometa di Halley”. Si legge nell’ordinanza del giudice “Entrambi appaiono consapevoli che in una logica di mercato, che è l’unica che essi comprendono e quella che dirige le loro condotte, la posizione di potere del pubblico ufficiale ha assunto in ragione della congiuntura favorevole un consistente valore che ne richiede un’adeguata gestione in un’ottica di gestione del profitto”.

Questo come cittadini deve farci profondamente riflettere. Essere ancora profondamente intrisi di una logica di mercato e non proiettati, anima e corpo, verso una visione coerente di un mondo migliore che vogliamo realizzare, inevitabilmente ci porterà alla sconfitta sia nostra che del movimento 5 stelle, qualora ne fossimo candidati o portavoce eletti.

Il provvedimento che forse va preso è di scoraggiare la candidatura soprattutto degli opportunisti, ma anche in via subalterna, di quelli che pur in buona fede, mancano di una visione d’insieme, adatta allo specifico ruolo per cui si propongono.

Si dice che un politico, così come oggi è concepito, pensi da qui alla fine del suo mandato, mentre uno statista invece da qui alle prossime tre generazioni; Forse è il caso che i canditati del movimento 5 stelle siano selezionati tra quelli che hanno la seconda attitudine più che la prima, soprattutto se si propongono a livello nazionale o europeo.

Inoltre credo che ogni buon portavoce del movimento 5 stelle, oltre a specifiche competenze già proprie, debba dimostrare una elevata capacità di auto formarsi per acquisire ogni conoscenza si rendesse necessaria durante il suo percorso al fine di poter al meglio conseguire la sua missione al servizio della collettività.

Purtroppo, nella mia esperienza pluriennale ho visto molti gruppi locali del movimento, pur contenenti valore, comportarsi più come una lista civica locale che utilizza l’ombrello pubblicitario del movimento 5 stelle che come parte integrante di un movimento a livello nazionale.

La cosa doppiamente grave è che anche tra i portavoce già eletti, accanto a figure di indubbio valore, ce ne sono alcuni che stanno li solo per scambi di favori in occulte e malintese cordate di amicizie. Ma quel che è peggio questi in genere, non hanno alcuna visione da statisti e non sono nemmeno tanto in grado di imparare dai loro errori e di auto formarsi. Credo che queste figure andrebbero nel movimento isolate dalla loro perversa filiera e in qualche modo espulse o rieducate secondo i veri valori del movimento 5 stelle.

Questi criteri sono Tanto più validi per i prossimi candidati ad ogni livello che a mio avviso, andranno selezionati anche sotto questa luce.

Ma non ci scordiamo che alla fine di tutto, dietro ogni portavoce eletto ci sono gli elettori.

Come diceva Aristotele “Ogni popolo ha il governo che si merita” ed il popolo del movimento 5 stelle ovviamente non fa eccezione. Ma quali provvedimenti prendere allora?

Con questo articolo ne voglio proporre uno tra i tanti possibili: legare, almeno attraverso piattaforma Rousseau ,che vedrà a breve un sostanzioso miglioramento, gli eletti ai loro elettori.

Questo per risolvere il problema che ad oggi chi dà il voto ad un candidato, troppo spesso lo fa con leggerezza e senza sentirsi legato a chi con il suo voto sarà eletto. Propongo che con il nuovo sistema del voto certificato su Blockchain – che sarà a breve adottato – rimanga traccia almeno verso lo staff, di quali utenti hanno espresso il voto verso chi sarà effettivamente eletto, in modo che siano organizzati periodici incontri tra eletto e suoi elettori dove sia possibile un confronto nelle due reciproche direzioni.

In caso di débâcle del portavoce poi , questo legame potrebbe essere utilizzato per un momento di discussione ed elaborazione che coinvolga prima di tutto gli elettori della persona in questione. Questo non per malinteso spirito “giustizialista”, ma per favorire un processo di continua revisione e apprendimento degli stessi elettori, che vada nella direzione di un processo di “intelligenza collettiva”, asse portante del divenire del movimento 5 stelle futuro.

Naturalmente chi propone qualcosa deve lui per primo “testare” quello che propone, per cui visto che io sono uno di quelli che ha offerto la propria candidatura alle prossime europee, mi ripropongo io per primo, in caso di elezione, di offrirmi per realizare un percorso condiviso che porti a realizzare un simile meccanismo, ovviamente con tutte le opportune tarature che si rendessero necessarie durante la sperimentazione.

Credo sinceramente che il movimento 5 stelle sia una innovazione ed una opportunità unica nel panorama politico non solo italiano, ma anche europeo e forse mondiale. Tuttavia perché sviluppi del tutto un potenziale che ritengo ancora largamente inespresso, è necessario che non “muoia ancora adolescente” e possa diventare pienamente maturo. Per questo serve assolutamente che impari dai propri errori e prenda provvedimenti innovativi, anche se indubbiamente particolarmente forti in qualche caso.

Chiedo rispettosamente a chiunque legga questo articolo e voglia il bene non solo del movimento 5 stelle ma anche solo del paese, di esprimere nei commenti un proprio sincero pensiero.

Ermanno Cavallini

7 risposte a “DE VITO e il movimento 5 stelle; trasformare la crisi in momento di ulteriore crescita.”

  1. Sono d’accordo con lei, vedo anche all’interno del Movimento interessi e doppiogiochisti, è vero siamo esseri umani e possiamo anche sbagliare, ma ritengo che il Movimento debba controllare i suoi eletti anche dove sono diventati amministratori, il comportamento degli eletti nelle piccole realtà può mettere in cattiva luce il governo, che con tutti gli sforzi che sta facendo per attuare politiche a favore dei cittadini, sembra perdere consenso…..sono però convinta che quando le misure diventate legge entreranno in routine daranno i giusti risultati!!!

    1. Grazie del tuo intervento Maria Piera , in effetti penso anche io la stessa cosa, anche solo per logiche di visibilità pubblica (ma ci sono anche molti altri aspetti da considerare); ogni portavoce ad ogni livello, influisce con il suo operato sulla percezione verso le masse dell’intero movimento. quindi orge realizare un meccanismo di controllo incrociato sia tra i portavoce sia di questi da parte dei loro elettori.

  2. Ottime considerazioni e proposte , aggiungerei il concetto di rotazione continua e prefissata in ogni ruolo espletato proprio per consentire a tutti di acquisire nuove esperienze e non far incancrenire la miopia politica talvolta creatasi dalla posizione privilegiata acquisita.

  3. Ermanno, sono d’accordo in minima parte con quello che dici.
    A mio avviso dovreste cambiare TOTALMENTE l’idea del “rappresentate”. E’ un ruolo disegnato centinaia di anni fa e che oggi è largamente superato. Se uno vuol fare bene un lavoro politico da “rappresentante” dovrebbe avere 30 anni di studio talmente è complessa la società attuale. Ed essere onesto.
    Cose quasi impossibile, perchè o si corre la giornata a “stringere mani”, a promettere la luna per farsi eleggere o si studia.
    La soluzione?
    Esiste un istituto che si chiama I.C. Intelligenza Collettiva.
    Ogni candidato forma una equipe di persone prese da dentro e fuori il movimento (non sto parlando del comitato elettorale), il meglio delle competenze locali che lo accompagneranno per tutta la candidatura. Il gruppo è il sovrano delle decisioni prese in collettivo.
    Deve essere il “gruppo” (nei fatti) che sta intorno al candidato la mente, e la fonte decisionale (magari ogni membro può partecipare a più di un staff così si crea anche uniformità di idee).
    Così si crea una intelligenza collettiva che è superiore anche alla somma dei singoli. (oltre a ridurre al minimo la corruzione) .
    Questo è meglio della piattaforma Rousseau! o meglio la piattaforma andrebbe formata intorno alla I.C.

    1. Grazie del tuo commento Antonio Savino, trovo che il tuo intervento fornisca delle idee interessanti anche se francamente, mi sembri un po troppo negativo sulla piattaforma Rousseau che evolvendosi può e deve a mio avviso, dare un sacco di servizi anche al formarsi di gruppi di I.C. che comunque necessitano di qualcosa che faciliti e ordini l’interazione dei gruppi. per il resto complimenti per la concretezza della proposta su cui sicuramente rifletterò.

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