LETTERA APERTA A DI MAIO E A TUTTI I PARLAMENTARI A 5 STELLE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

A circa un mese dall’applicazione concreta del reddito di cittadinanza è importante, soprattutto all’interno del movimento 5 stelle, fare un bilancio, dopo aver “provato su strada” la nuova misura a contrasto della povertà.

Anche al fine di raccogliere dati in prima persona su questa misura, pur sapendo che comunque ne avrei beneficiato molto poco (adesso lavoro in una cooperativa sociale con i minori non accompagnati e percepisco circa 600 euro al mese). Ho provato a fare domanda per il reddito di cittadinanza, forte del fatto che per il 2017 (anno di riferimento Isee richiesto) avevo un valore molto basso, inferiore a 8000 euro.

Dopo aver approcciato il sito appositamente aperto per la misura (www.redditodicittadinanza.gov.it ) ho compilato diligentemente tutti i quadri dopo aver letto tutte le informazioni di supporto.

la card su cui viene erogato il reddito di cittadinanza.

Devo dire che anche se lungo e articolato il processo si è rivelato tutto sommato semplice ed anche lineare; esprimo quindi un giudizio positivo pari a 7,5 su 10 per il portale e tutta la procedura connessa all’INPS che ci sta dietro.

Compilato il primo giorno utile, non avendo ancora ad oggi (14 maggio 2019) ricevuto alcuna risposta, mi reco alla competente sede INPS per avere chiarimenti.

Dopo circa due ore e mezza di attesa, causa apertura di uno solo dei tre sportelli (la fila era mediamente di 20 persone), parlo finalmente con una impiegata, devo dire, gentile e molto competente.

L’impiegata, scavando nella mia pratica, mi spiega che sebbene non abbia immobili di proprietà, viva in affitto e il mio Isee 2019 sia sotto la soglia prevista, non ho diritto al reddito di cittadinanza.

Il motivo è che superati questi primi paletti, ce ne sono altri interni relativi al DSU (somma dei redditi del nucleo familiare), che impongono uno sbarramento a circa 12.500 euro.

Io nel 2017 ero disoccupato ma la mia compagna ha e aveva un lavoro da impiegata, per cui la nostra DSU arriva a circa 20.000 euro ampiamente oltre lo sbarramento previsto.

Testato e capito bene il meccanismo, arriva la consapevolezza che il reddito di cittadinanza nella attuale forma, coglie e per di più in modo incompleto, solo uno dei previsti tre obbiettivi della misura.

Il reddito di cittadinanza, quando è stato concepito in seno al movimento 5 stelle di qualche anno fa (anche chi scrive partecipò in una qualche misura), doveva centrare quattro simultanei obbiettivi:

1) essere una misura di contrasto alla povertà

2) aumentare la capacità di spesa di una massa critica di “nuovi poveri” sufficiente a far ripartire l’economia interna italiana

3) rendere non più conveniente il lavoro nero e quindi far emergere l’economia sommersa e come conseguenza aumentare il gettito fiscale in entrata nelle casse dello stato, che a sua volta avrebbe sostenuto a lungo temine la misura stessa.

4) tutelare la dignità e la salute delle persone soprattutto all’interno dei nuclei familiari, dove anche chi fosse senza lavoro tornasse ad avere un reddito percepito come suo personale contributo al benessere della famiglia.

Con la attuale norma purtroppo, si raggiunge solo – e solo molto parzialmente – il primo obbiettivo.

Si dà atto che rispetto al precedente REI (reddito di inclusione) con il RDC (reddito di cittadinanza ) la gamma di poverissimi assistiti è aumentata, ma questa rimane assai sotto la soglia critica necessaria per innescare la crescita dell’economia reale che invece è stata prevista nella finanziaria!

Da attivista storico del movimento 5 stelle (iscritto a Rousseau del 2012) mi auguro fortemente per il bene del paese e del movimento stesso, che si abbia il coraggio, la lungimiranza e la saggezza di eliminare o almeno modificare il prima possibile lo sbarramento DSU (reddito complessivo del nucleo familiare). L’ipotesi è di eliminare del tutto questo ulteriore sbarramento (il DSU serve già a calcolare il modello ISEE).

Se questo da un lato aumenterà i costi della misura, dall’altro innescherà un “effetto domino” che non solo farà riprendere la crescita dell’economia reale interna, ma soprattutto genererà un supplemento di gettito fiscale indispensabile a sostenere nel tempo la misura stessa!

Infine (ma non per ultimo) l’aspetto sulla salute psicologica all’interno dei nuclei familiari di quella larga fetta di classe media che si è impoverita e continua ad impoverirsi, restando esclusa anche dal reddito di cittadinanza. Nuclei familiari che rischiano di non percepire nel Paese un cambiamento sufficiente e quindi di cambiare ancora preferenze di voto, non permettendo al movimento 5 stelle di completare le riforme strutturali necessarie.

In fede credo che questo oggi sia un rischio molto serio e prego Luigi Di Maio e tutti i parlamentari del movimento 5 stelle di prendere seriamente in esame la dinamica denunciata in questa lettera aperta.

Ermanno Cavallini

Attivista 5 stelle

responsabile ass. Nuovo Orientamento Culturale

13 risposte a “LETTERA APERTA A DI MAIO E A TUTTI I PARLAMENTARI A 5 STELLE SUL REDDITO DI CITTADINANZA”

  1. Sono d’accordo con te, parzialmente….la critica che mi sento di muovere è che anche chi non ha diritto al RDC dovrebbe comunque essere inserito in qualche modo nei corsi per la riqualificazione lavorativa, ad una certa età è difficile reinventarsi ma se ci si dà una possibilità possiamo farcela!!!

    1. Veramente Maria Piera Gennaro, i centri per l’impiego già lavorano per collocare i disoccupati. Non mi sembra logico che i navigator in arrivo e la riorganizzazione in atto, vada a beneficio solo dei percettori di reddito di cittadinanza. Mi aspetto che la capacita di collocare i disoccupati dei centri per l’impiego aumenti per tutti! mi illudo? vedremo…..

  2. L’obiettivo primario del RdC non è solo il reddito, fattore importante, ma soprattutto la “formazione” per l’assegnazione di un lavoro stabile. Piuttosto occorre chiedere al MISE che predisponga un tavolo di lavoro con tutte le Associazioni industriali, imprenditoriali ed economiche per creare un Piano di politica economica per affrontare il futuro collegato strettamente con la formazione professionale, la quale “deve” cominciare dalle scuole di II°grado. Superando ogni ostacolo di carattere ideologico, ma avendo come obiettivo la crescita ed il benessere della intera Nazione Italiana. Con tanto di procedure di qualità.

    1. Quello che dici Paolo Besso, è vero a breve/medio termine. Guardando poco più in là nel futuro gli obbiettivi cambiano. Molti studi suggeriscono che in un prossimo futuro, anche ottimizzando al massimo la collocazione lavorativa, sarà comunque presente una fascia di ” disoccupati sistemici”, creati dalla quarta rivoluzione industriale in atto. A lungo termine il vero problema non è tanto trovare un lavoro a tutti (che diventerà impossibile), ma creare le basi per una transizione indolore verso un mondo in cui ci dovranno essere anche altre forme di contributo alla collettività oltre al lavoro come oggi lo conosciamo.Sicuramente beni e servizi costeranno meno di oggi, perché richiederanno molte meno ore di lavoro umano. Per lo stesso identico motivo, ci saranno anche meno posti di lavoro a parità di beni e servizi prodotti. E questo è un problema che deve essere prevenuto per tempo.

  3. Sono d’accordo , non é esattamente come quello pensato in origine ma consideri che le proposte fatte, chiaramente, erano per un governo a 5*.
    Nel momento che si é dovuto dividere il potere con un altro partito che aveva altre proposte si son dovute dirottare risorse su altro, come la flat tax.
    Senza contare la lotta che han dovuto fare con l Europa x far uscire quei soldi..

    1. Quello che dici è assolutamente vero Al , ma questo non toglie che se il reddito di cittadinanza non modificherà i suoi parametri di accesso, rimarrà solo una misura assistenzialistica se pur molto migliore di quella del precedente governo. La cosa importante era farne anche una manovra economica e una forma di prevenzione per disturbi psicologici e psichiatrici che tra l’altro costeranno somme ingenti alla pubblica sanità. Con gli attuali parametri, purtroppo (e lo dico con dolore ), questi due obbiettivi strategici non verranno raggiunti.

  4. il 28 maggio 2019 ho sfratto esecutivo x morosita sono invalido al 80% dove andro’ mi accampero nel palazzo del comune di marino( amministrato da m5s )? non avrete piu il mio voto PER AVERE I 280 EURO CONTRIBUTO X L AFFITTO RDC DEVO PRIMA AVERE UN CONTRATTO E I SOLDI X CONTRATTO DA DOVE LI PRENDO?

    1. Guarda Fabio se la situazione è quella che dici , ti consiglio caldamente di andare dall’assistente sociale del tuo comune. Ci sono anche altri modi con cui un comune aiuta i suoi cittadini, forse è il caso di attivarli.

  5. Si devono fare controlli seti davanti alle sale bingo, centri scommesse, sale giochi perché non è giusto che certa gente percepisca il reddito di cittadinanza e poi vada a giocare anche se non ufficialmente con i soldi della carta gioca quindi non ha bisogno bisognerebbe controllare i frequentatori di questi posti non è giusto mantenere i vizi a questi soggetti ora parassiti dello stato trovate un sistema per fare questi controlli per dare il reddito di cittadinanza a chi ne ha veramente bisogno e certo non pensa al gioco ma alle spese urgenti ed importanti.

    1. Quello che dici Elisa è assolutamente vero, anche se non investe tanto l’aspetto strategico ma quello di salute pubblica del reddito di cittadinanza. In effetti il gioco d’azzardo ormai ha una pericolosità sociale, psicologica e anche psichiatrica, paragonabile al mondo delle droghe. da gioco d’azzardo si sviluppa spesso una vera e propria tossicodipendenza.

  6. Speriamo cambino veramente la dsu xche mio marito a ereditato un terzo della casa della mamma che ancora e in vita dopo la.morte del padre. Quindi abitata da lei e un undicesimo di una catapecchia del.nonno sempre x lo stesso motivo nonostante noi nn percepiamo nulla anzi paghiamo solo le tasse ci fanno reddito lo.stesso i buoni fruttiferi dei miei figli a 18 anni ma uno ne a 11 l.altra 6 mi fanno reddito,ma che senso a tutto qst ? Oggi siamo 2 disoccupati con 2 figli quindi spero cambi modo di calcolare il.tutto.grazie.

  7. Mi fa rabbia pensare che dei parassiti giochino alle spalle dello Stato e magari chi ne ha bisogno si vede negato tutto o gli danno poco so per certo quanto detto prima dovrebbero controllare non è giusto che dobbiamo mantenere il vizio a questi parassiti.

  8. E’ inutile presentare un ISEE che poi è relativo a redditi percepiti due anni prima…. Ed è proprio così perché l’ISEE2019 fa riferimento ai redditi del 2017! Questo problema crea di per sé un errore nella distribuzione dei soldi, un errore di attribuzione non di poco conto.

    La gente ha bisogno di sentirsi coperta le spalle dallo Stato. Se sorgono dei problemi ora , una persona ha diritto di ottenere un aiuto ora! Non fra mesi e con i parametri di due anni fa!

    Prendiamo il caso di uno che ha lavorato 10 mesi nel 2017 per 1000 euro al mese e poi basta nel 2018! Oggi non avrebbe diritto al reddito di cittadinanza perchè il suo ISEE2019, relativo all’anno 2017, è troppo alto! Questo è solo un esempio. I parametri del reddito di cittadinanza dovrebbero essere calcolati in tempo reale, cioè in base alla situazione del momento.

    Questo calcolo su base dati “obsoleta” non fa altro che generare altra ingiustizia che va poi ad alimentare in maniera indiretta la criminalità. Lo Stato invece deve dare una certa sicurezza, e uno Stato che si comporta così non la da la sicurezza!

    La gente poi deve arrangiarsi in altro modo: questo non fa altro che aumentare la criminalità, il lavoro nero, l’ingiustizia, la sfiducia nello Stato… e la caduta dell’economia…

    Ho scritto un articolo più completo qui: https://matthewpasini.wixsite.com/websitepoint/home/reddito-di-cittadinanza-alcuni-problemi

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