M5S , Appello alle nostre coscienze prima che sia troppo tardi.

Ormai da qualche tempo si assiste a continue defezioni e distinguo tra i parlamentari del movimento 5 stelle , e anche la base onestamente, ne è disorientata.

Tutto sembra scivolare verso una parabola discendente , che salvo vistosi cambi di rotta ,(più che di leadership) , difficilmente potrà vedere un secondo governo 5 stelle dopo questi tre anni.

Ed è un vero peccato perché il movimento 5 stelle è indubbiamente stata la migliore e più potente novità sul panorama politico non solo italiano dell’ultimo decennio.

Urge trovare quel collante ideale che, passati dall’opposizione al governo, sembra ormai smarrito.

Già in tempi non sospetti, diversi di noi attivisti, riuniti nell’associazione “nuovo orientamento culturale”, avevano messo in guardia i vertici, circa l’errore comprensibile, ma alla lunga fatale, di definirsi un movimento post ideologico.

La verità è che noi abbiamo assolutamente bisogno di una nuova ideologia che funga da collante oltre le comprensibili diversità e le amicizie o le inimicizie personali.

Certo non ci serve una riedizione delle vecchie ideologie che tanti danni hanno fatto in passato, ma qualcosa di completamente nuovo e capace di limitare alla fonte gli eccessi sempre possibili.

Qualcosa però che funga da collante tra le varie anime, oggi sempre meno unite, del movimento 5 stelle.

Esattamente serve qualcosa che dia una visione coordinata e coerente del mondo migliore che vogliamo realizzare, diciamo che ci serve una ideologia 2.0 auto-regolante e auto-evolvente.

Un faro unico che nel breve e medio termine ci tenga tutti uniti.

Naturalmente non vuole essere un credo cieco, ed è perfino scontato che numerose correzioni saranno necessarie in corso d’opera, come per ogni vera innovazione che si rispetti. Ma è qualcosa che potrà tenere unito l’equipaggio della nave a 5 stelle, lungo una navigazione che non può che essere densa di difficoltà.

Sperando che non sia ormai troppo tardi , sono a riproporre con forza questa idea.

Naturalmente sono tante le “ideologie 2.0” che potremmo adottare , ma a questo punto la cosa più importante è averne una utilizzabile subito, piuttosto che avere quella perfetta quando ormai sarà troppo tardi.

Per questo motivo, mettendoci la faccia, sono a riproporre la teoria economica e sociale del “Bene comune” (già capitalismo a doppia valvola di sicurezza) che un gruppo di circa 2000 attivisti ha concepito appositamente pensando alle necessità del movimento 5 stelle e dell’Italia in questo difficile momento storico di veloci e a volte imprevedibili cambiamenti.

Permettetemi di far dono a chiunque ci stia leggendo, di un piccolo libro, dal taglio volutamente divulgativo,. Il frutto di una elaborazione collettiva che alcuni di noi ormai portano avanti da oltre 10 anni.

Qui sotto il link da cui ognuno di voi può scaricare del tutto gratuitamente una versione in PDF, o in alternativa, ordinare al solo prezzo di costo, una copia cartacea su diverse piattaforme online :

nel caso di copia cartacea voglio precisare che questa sarà stampata solo dopo il vostro ordine in modo da avere il minimo impatto ambientale possibile.

Questo appello non è rivolto solo ai vertici, ma soprattutto a chi è o è stato, un normale elettore del movimento 5 stelle, perché in fondo tutto dipende da noi, da ciascuno di noi, e partendo da adesso.

Ermanno Cavallini

REDDITO DI CITTADINANZA, AGGIORNAMENTI E IMPORTANTI CONSIDERAZIONI.


Ad oggi le domande di reddito di cittadinanza stanno affluendo secondo uno schema che ci può dire molto circa la realtà dei “nuovi poveri” in Italia, al di la dei luoghi comuni.

Su circa 122.000 domande giunte al 12 marzo, 19.055 sono state fatte online e 102.914 recandosi direttamente agli sportelli di Poste Italiane. In entrambi i casi non viene prestata assistenza alla compilazione se non quella in formato elettronico. Assistenza che invece è prestata da personale in carne ed ossa dalla rete nazionale degli sportelli CAF che hanno registrato nello stesso periodo, ben 219.000 tra domande fatte e appuntamenti richiesti per la compilazione assistita.

Quindi niente ressa che qualcuno erroneamente aveva previsto ma numeri non certo di poco conto.

la card su cui sarà erogata e anonima.

Una riflessione interessante è portata dal dato di domande per regione che vede prime praticamente a pari merito Campania e Lombardia con a seguire Sicilia, Lazio e Piemonte.

Si dimostra quindi completamente errata l’aspettativa di molti che volevano al sud la massima quantità di domande, associando forse, una dimensione prevalentemente assistenzialistica al provvedimento. Emerge chiaramente come la povertà, a volte anche tra chi lavora, ormai sia un problema nazionale e non del solo sud .

Emerge anche come chi lavori in nero eviti di fare domanda, per non correre il rischio degli accertamenti e delle pesanti sanzioni (c’è anche il penale) .

Molti non ci hanno ancora riflettuto, ma questo dato se incrociato con chi si dichiara povero (ma non fa domanda di reddito di cittadinanza) permette anche di far emergere almeno una buona fetta dell’evasione fiscale! E di chi in sostanza lavora a nero.

Questo nel prossimo futuro potrebbe portare importanti sviluppi, confermando ancora una volta che ormai il “sistema complesso realtà” in cui viviamo è fittamente interconnesso , e come si debba ragionare piu per “effetto domino” nell’azione di governo che per soli provvedimenti di limitazione o incentivo diretti.

Creo che questa sia una importante lezione non solo per la politica ma anche per una fetta di opinione pubblica che aveva considerato con superficialità e pregiudizio il reddito di cittadinanza in se.

Da aggiungere poi che l’avanzare dell’intelligenza artificiale e dell’automazione nel mondo produttivo e dei servizi, ha già iniziato a far calare le ore di lavoro umane necessarie per fornire gli stessi beni e servizi del passato . Un calo che moltissime ricerche scientifiche ci dicono aumenterà molto (forse addirittura in modo esponenziale) nel prossimo futuro; creando di fatto il problema di una fascia di “disoccupati sistemici” a cui sarà necessario trovare comunque un occupazione, per utilizzare comunque il loro contributo a favore della società anche se in forme nuove e anche inedite.

Insomma vedremo in buona parte tramontare il mito del “fannullone” e sorgere quello dello “smarrito per assenza di identità”. Molti non ci pensano infatti ma il lavoro oltre che il reddito fornisce un altro importantissimo ingrediente necessario all’equilibrio di tante persone, il loro ruolo nella società e nella vita.

Ho avuto modo di toccare con mano questo aspetto , quando sono stato per due anni presidente di una associazione di disoccupati a livello provinciale. Il servizio che aveva più successo non era quello della distribuzione alimentare gratuita, come ci aspettavamo, ma invece i gruppi di supporto psicologico gratuiti per i problemi di depressione (o peggio) che si sono cominciati a manifestare anche in chi pur perso il lavoro, non aveva immediati problemi economici.

Anche gli equilibri familiari vengono toccati da questo aspetto, spesso purtroppo,dai più sottovalutato.

Quando non si è assistito al rompersi vero e proprio delle coppie, si è diffuso un profondo disagio con implicazione a volte anche di salute mentale, nelle famiglie.

Questo è solo un esempio di quanto sia vero ormai che la nostra società sia sempre più fittamente interconnessa e quanto in definitiva, si debba provvedere al bene comune per garantire il proprio.

Un concetto per molti nuovo e verso cui provano una certa avversità a causa delle inerzie mentali di una vita. Le persone più attente e intelligenti ormai stanno capendo che dobbiamo abbandonare l’idea di “isola umana” in cui oggi ci troviamo e adottare un ancoraggio mentale che invece ci considera principalmente come parte di qualcosa di più grande.

A questo bisogno risponde la nuova teoria economica e sociale del BENE COMUNE già Capitalismo a doppia valvola di sicurezza che la nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” porta avanti ormai da anni.

Al link qui sotto una pagina esplicativa e il libro pubblicato nel 2016:

Ermanno Cavallini