E’ POSSIBILE UNIRE DIVERSE ESPERIENZE PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE ?

Molti ricercatori oggi si chiedono se possa esistere un modo per unire i membri di un qualunque gruppo, professanti idee diverse ed in particolare  cittadini di una stessa nazione.

Dopo molte esperienze, ricerca e riflessione, penso che una risposta, se non assolutamente certa almeno altamente probabile, esista.

Questa consiste nella  promozione di un particolare “schema mentale di riferimento” o, se si preferisce, di un opportuno “ancoraggio mentale ”.

Naturalmente questo, per poter assolvere al suo compito, deve arrivare a coinvolgere almeno una maggioranza relativa dei componenti del gruppo in esame e soprattutto non deve essere né troppo rigido, né troppo vago, per poter

Città futura Neoliberista

creare quell’effetto sinergico necessario a portare avanti una strategia complessa a medio/lungo termine. Strategia quantomai necessaria a non lasciarci in balia di un incontrollato e caotico divenire della nostra realtà alla Blade Runner per intenderci,  ma a costruire invece un mondo realmente migliore per tutti e rispettoso dell’ambiente.

Città del mondo migliore

Questo “ancoraggio mentale” deve essere però solo uno schema di massima che lasci il necessario spazio al suo interno per poter creare diverse declinazioni che portino a vedere i problemi da innumerevoli punti di vista e a ideare quindi continuamente nuove soluzioni alle problematiche, spesso non prevedibili, che il nostro cammino verso un mondo migliore, inevitabilmente ci chiamerà a risolvere.

Questo “ancoraggio mentale” inoltre non andrà inteso come uno statico dogma , ma come un dinamico obbiettivo da aggiornare durante il percorso.

Gli aggiornamenti dovranno essere operati possibilmente in un contesto di intelligenza collettiva, dopo ogni sperimentazione sul campo, seguendo i dettami ispirati dal metodo scientifico ideato da Galileo Galilei nel 1600.

Questo metodo si sintetizza, nel nostro caso,  in quattro fasi: formulazione di una teoria, sperimentazione sul campo, analisi dei risultati e riformulazione (o conferma fino a prova contraria) di una nuova teoria secondo cui riconciare in un ciclo infinito.

E’ quindi fondamentale che questo “schema mentale di riferimento” non sia un dogma ma sia costantemente aggiornato in funzione delle esperienze e delle conoscenze fatte.

Come scrisse Albert Einstein in una lettera a Max Born “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; ma un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato.”

Se lo “schema mentale di riferimento” (che è sempre relativo e mai assoluto) proposto, viene adottato (almeno di massima) da un certo numero di persone, su queste tenderà  a formarsi una forma di  collante sociale che porta poi ad una ulteriore sinergia dalle grandi potenzialità.

La strategia comunicativa, in questo caso, ha lo scopo principale di diffondere l’ “ancoraggio mentale “, un po’ come fosse un “meme” o seme che poi germoglia ed evolve in modo diverso (ma con una base comune)  in persone diverse .

Studiando i sistemi complessi ho scoperto che questi sono “vivi” in una fase intermedia tra l’assoluto ordine e l’assoluto caos; due estremi che rappresentano entrambi la morte del sistema. In questa ottica propongo un nuovo schema mentale di riferimento che sia capace al tempo stesso di mettere in sinergia molte persone, lasciandole però libere di analizzare gli stessi problemi da molteplici punti di vista e quindi proporre soluzioni diverse tra loro.  Queste poi influenzeranno l’ulteriore evolversi dello schema mentale originale che si comporta a questo punto come un sistema in continua evoluzione.  Assolutamente non  statico ma vivo e dinamico, questo “ancoraggio mentale” sarà in  evoluzione continua  proprio come un essere vivente, una sorta di “figlio” i cui padri ideatori  sanno già  che potrebbe evolvere anche in direzioni da loro impreviste e in una certa misura,  incontrollabili. Credo che in questo si debba dimostrare fiducia in chi  prenderà il nostro testimone  sulla strada del progresso tecnologico ma soprattutto umano e sociale.

Questo “schema mentale di riferimento” è, per la nostra associazione,  la teoria del “BENE COMUNE” già Capitalismo a doppia valvola di sicurezza , che se volete potete ormai trovare con qualunque motore di ricerca o se preferite leggere in questo piccolo libro, concepito espressamente a fini divulgativi che rendiamo nella forma PDF liberamente e gratuitamente scaricabile al seguente link:

Scarica Gratis il nostro libro.

Sperando di aver proposto un interessante stimolo di riflessione, porgo a tutti noi l’augurio di vedere effettivamente l’aurora di un mondo migliore.

Ermanno Cavallini

REDDITO DI CITTADINANZA , QUESTO SCONOSCIUTO

Ancora un certo numero di cittadini è contrario a qualunque forma di reddito di cittadinanza.

le motivazioni di questa avversione sono diverse ma  principalmente due:  la mancanza (vera o presunta) di copertura finanziaria; e la convinzione che sia una misura assistenzialista e per questo nociva sia all’economia che all’individuo.  Individuo che secondo queste persone, sarebbe portato a “dormire sugli allori” .

Vediamo di riflettere insieme almeno su questi due aspetti :

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, qualcuno sostiene che è possibile recuperarla dagli sprechi e dai tagli alla politica. Forse per il prossimo anno potrebbe essere vero, oppure no, lo vedremo…

Ma una cosa è certa, se non si crea un meccanismo matematico automatico, legato al gettito fiscale complessivo, ogni anno saremo alle stesse polemiche, senza risolvere veramente il problema. Questo meccanismo è  previsto dalla teoria economica e sociale del “bene comune”, già   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” .

Per la seconda questione e cioè il fatto sia una misura assistenzialista,  possiamo dire che comunque verrebbe erogata solo a condizioni particolari;  tra queste,   impegnarsi a formarsi e ad accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro che gli verranno presentate dal centro per l’impiego. Per beneficiare del reddito di cittadinanza bisognerà partecipare ad un piano di reinserimento nel mondo del lavoro, si dovrà dimostrare che si impegnano almeno due ore al giorno per la ricerca di un lavoro e sarà necessario offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività, per un totale di 8 ore a settimana.  Tutto questo dopo una profonda riforma  dei centri per l’impiego, che oggi non sono certo in grado di assolvere alla funzione centrale che questo meccanismo prevede. Per ultimo è previsto addirittura il carcere per coloro che si approprieranno del reddito di cittadinanza impropriamente.

Detto questo dobbiamo però fare una riflessione più ampia e approfondita per capire veramente la questione.

Molti Credono ad una “meritocrazia apparente”, che in sostanza si traduce nel ragionamento per cui se uno è ricco comunque vuol dire che in qualche modo, ne ha merito;  cosa che in realtà non corrisponde al vero.

Certo, alcuni ricchi ne hanno effettivamente merito, ne la ricchezza è disdicevole in se. Ma è anche vero che molte ricchezze personali derivano da logiche di clan o baronie varie, Oppure perché figli o comunque parenti di altri ricchi,  o ancora perché in qualche modo si sono arricchiti (in parte o in tutto) in modo illecito. Quindi possiamo direabbiamo una ricchezza che sappiamo senza timore di smentita che la ricchezza , soprattutto la grandissima ricchezza,  non è sempre eticamente legittima. Inoltre molti considerano il merito di un successo economico esclusivamente attribuibile all’individuo. Anche questo è falso , perché se è vero che molte ricchezze piccole o grandi, sono anche il frutto di talenti e del lavoro individuale; dall’altro è altrettanto vero che questi individui hanno potuto esprimere i propri talenti esclusivamente perché sono inseriti in una civiltà complessa, che permette di valorizzare questi talenti.

Per fare un esempio pensate al più grande capitano d’industria che conoscete, ora immaginatelo invece che nato ai nostri tempi, nato in una cultura preistorica, diciamo 10.000 anni fa, è certo che non avrebbe potuto valorizzare i suoi talenti se non quelli legati all’immediata sopravvivenza.

E quindi possiamo dire che una buona parte del successo di ogni “ricco” è da attribuirsi non solo a lui. ma soprattutto alla società intera in cui vive e lavora.

Da questa semplice riflessione si capisce come ogni “egoista” che sia sufficientemente intelligente e lungimirante non può che evolversi in altruista.

Altruista nel senso che anche per il suo bene, deve preoccuparsi del buon funzionamento e dell’efficienza dell’intero sistema sociale e non solo di chi è nelle sue immediate vicinanze.

In questa ottica il reddito di cittadinanza assume un valore strategico di una vera manovra economica.

Il motivo è che da un lato impedisce che cali la domanda di beni e servizi interni, con conseguente chiusura o riduzione di altre aziende dell’economia reale, dall’altro evita che si crei una casta di emarginati che ces

sarebbero in buona parte di dare un contributo attivo alla crescita culturale dell’intero “corpo sociale” e diventerebbero invece sia pur indirettamente una zavorra.

Aggiungiamoci poi che la quarta rivoluzione industriale, già in atto, da un lato aumenterà la disponibilità di beni e servizi, ma dall’altra creerà una percentuale crescente di “disoccupati sistemici”.

Questo per il motivo che serviranno sempre meno posti e ore di lavoro umano per produrre gli stessi beni e servizi, senza pensare poi, alle “buone relazioni sociali” che sono parte integrante della qualità della vita di ognuno di noi.

Questa è una terremoto culturale e psicologico in arrivo, di cui in molti ancora non si rendono conto, ma che dovrà necessariamente vedere ripensati molti concetti oggi dati per scontati, come ad esempio, l’identità e l’autostima dell’individuo legata al lavoro che fa, o la motivazione a creare contenuti costruttivi a favore dell’intera società.

Ci sarebbe ancora molto altro da dire, ma certe riflessioni per alcuni sono forse troppo dense , per cui al momento fermiamoci qui.

Invito chiunque legga questo breve articolo a lasciare qui sotto un suo libero commento o se crede anche una critica.

Vi invito anche a visitare la pagina della teoria del “bene comune” (gia Capitalismo a doppia valvola di sicurezza) al link qui sotto:

la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” conosciuta anche come “CAPITALISMO A DOPPIA VALVOLA DI SICUREZZA”

Un augurio di buona fortuna a tutti noi

Ermanno Cavallini

DAL CROLLO DI GENOVA LA NASCITA DI UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

Il crollo del ponte di Genova sembra scuotere coscienze rimaste a lungo inerti e, al di là delle comprensibili polemiche sugli aspetti immediati di aiuto e ricostruzione,  si scorgono i primi segni di un possibile cambiamento di tanti ancoraggi mentali fino ad oggi orientati al solo tornaconto economico.

Nel momento stesso  che si ventilano pubblicamente da parte del governo, possibili nazionalizzazioni di interi settori strategici per il bene comune, di fatto si inverte la tendenza che è stata preponderante negli ultimi decenni che ha visto cedere, a volte a prezzi stracciati, aziende e servizi pubblici al settore privato.

Se però da un lato ci si sta accorgendo che non sempre , almeno in alcuni settori, “privato è bello” , dall’altro dobbiamo prepararci per tempo alla buona gestione di una serie di servizi strategici che dovessero ritornare sotto il controllo pubblico.

Tutti ricordiamo bene la mala gestione di tante aziende pubbliche legate alla lottizzazione della vecchia politica; un rischio effettivamente ancora latente  che può essere disinnescato solo ed esclusivamente con una maggiore attenzione del cittadino medio verso tutto ciò che è pubblico e soprattutto verso i processi decisionali che si realizzano non solo nel governo e nelle camere ma in tutto il settore pubblico gestito da una miriade di funzionari “tecnici” ad ogni livello.

Solo se il comune cittadino sarà disponibile a dedicare almeno un po’ di tempo ogni giorno a tenersi aggiornato e approfondire le questioni pubbliche, potremo sperare in un governo migliore a lungo termine.

Come diceva Aristotele, infatti, “ogni popolo ha il governo che si merita”  e, anche avendo ipoteticamente un governo e un parlamento fatto da persone integerrime, questi in qualche modo verrebbero influenzati dal livello di consapevolezza popolare.

Quindi non abbiamo altra via d’uscita: se vogliamo costruire un mondo migliore dobbiamo elevare il livello  culturale e di consapevolezza del cittadino medio nostro vicino di casa.

Questa è un’ opera titanica quanto indispensabile  e a chi obbietta che non può dare risultati a breve , è forse il caso di ricordare che prima e meglio si piantano buoni semi e prima ne potremo vedere i frutti.

Quindi pieno rispetto e ammirazione per quei pochi che oggi si impegnano, con visione strategica, a innalzare il livello del cittadino medio italiano e del mondo.

Anche se oltre al rispetto, si dovrebbe contare su un effetto “contagio” che possa vedere  allargarsi per imitazione queste buone pratiche.

Come contributo della nostra associazione “nuovo orientamento culturale” a questo irrinunciabile impegno, permetteteci di donarvi  scaricabile al link :    Libro In omaggio ,     un piccolo libro dal taglio divulgativo che condensa una proposta per un mondo migliore  che, al di là della sua realizzazione o meno , è  anche e soprattutto  un ottimo strumento di riflessione e crescita del libero pensiero e della libera (ma indispensabile) partecipazione.

Ricordando che “la libertà non è star sopra ad un albero ma è partecipazione” un cordiale  augurio di buon impegno sociale a tutti noi.

Ermanno Cavallini

 

L’IMPORTANZA DI UN IMPEGNO PERSONALE PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Molti sono scontenti della realtà che viviamo e vorrebbero che si realizzasse un mondo migliore con un maggior grado di benessere psico-fisico per tutti. Molti meno sono quelli tra questi, che facendosi parte attiva del cambiamento, sono disposti a metterci del proprio perché questo mondo migliore si realizzi effettivamente.  Purtroppo oggi è molto diffusa l’ipocrisia di chi pensa che le cose miglioreranno da sole e non si impegna per contribuire in prima persona a far si che l’inevitabile divenire delle cose sia guidato verso un miglioramento effettivo.

Anche tra quei pochi che combattono in prima persona si assiste al problema dell’innamoramento  a priori per la soluzione che l’individuo ha escogitato e che logicamente pensa sia la migliore.

Pochissimi sono disponibili a mettersi in gioco partecipando ad un processo di intelligenza collettiva che, sebbene dalle potenzialità enormi, prevede che si sia disposti a superare e lasciarsi alle spalle,  ancoraggi psicologici che si dimostrassero superati o inadeguati.

Altri puntano l’indice sui rischi che qualunque cambiamento inevitabilmente un minimo comporterebbe, scordando che in un mondo ormai divenuto un “sistema complesso”,  di certezze totali assolute semplicemente non se ne possono avere.

Ecco allora che diventa importante per non cadere in un colpevole immobilismo, scegliere tra le varie proposte quella che comporta il miglior miglioramento del sistema  correndo il minimo rischio e garantendo la massima compatibilità con l’attuale condizione di partenza.

Dopo molti anni di studi e confronto  è  da un processo di intelligenza collettiva , se pure in embrione, è nata la teoria economica e sociale del  “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” detta anche del “Bene comune” di cui vi invito a prendere visione anche con l’ausilio di qualunque motore di ricerca.

Una teoria che se bene è stata concepita con l’obbiettivo di essere al momento la migliore ,  già prevede che dovrà ulteriormente essere aggiustata in corso d’opera per le stesse caratteristiche del nostro mondo con la sempre più fitta rete di interazioni che presenta.

Se volete potete scaricare a questo link una copia gratuita del piccolo libro divulgativo di riferimento :   premi qui per scaricare una copia gratuita

Riassumendo, chi fa rischia inevitabilmente di sbagliare , ma chi attende inerte senza far nulla, o peggio pensa esclusivamente al suo bene più immediato, sicuramente sarà corresponsabile di ogni bruttura del mondo presente e futuro.

Un augurio a tutti noi di saper fare la scelta migliore

Ermanno Cavallini

IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ E DEL SANO CONFRONTO DIALETTICO

Come è naturale esistono tanti punti di vista da cui osservare il concetto di libertà, forse addirittura uno per ogni persona vivente.
Ma cercheremo qui, di analizzare insieme le dinamiche di maggior interesse comune.
Da un punto di vista sociale la libertà totale è possibile solo quando si vive da eremiti,  senza contatti con gli altri esseri umani. Ma in questo caso la qualità della vita è molto scarsa.
Se si vive in una qualunque società invece, dovrà necessariamente esistere un minimo di cessione di libertà personale alla collettività.  Questo  per ottenere in cambio una alta qualità della vita, che potremmo sintetizzare come la massima disponibilità beni, servizi e buone relazioni umane, possibile.
Il vero problema a questo punto,  è il livello di efficienza di questo rapporto; che è molto basso nei sistemi dittatoriali o dove ci sono pochi ricchi e tanti poveri ed è alto nelle situazioni opposte.
Questo per il semplice motivo che l’economia reale si  sviluppata al meglio la dove è  maggiore è la percentuale della classe media tra tutti i cittadini.
Il motivo, a sua volta,  è ché  la classe media è quella che  sia che compra, che genera maggiormente,  beni e servizi.
Credo che un nostro obbiettivo debba essere ottenere il massimo in beni , servizi e buone relazioni umane, dando in cambio il minimo di limitazione della libertà personale.

Forse il rapporto ottimale prevede che tra le limitazioni esista anche una limitazione alla ricchezza, e quindi al potere sugli altri, o perfino, oltre grandi valori,  su governi  parlamenti, e le decisioni relative al bene comune.
Il problema è che in troppi, oggi, senza una necessaria visione d’insieme, ritengono invece questa limitazione troppo gravosa. Questi non considerano che avremmo invece, in cambio, un tale aumento di efficienza dell’intero sistema, da avviare una nuova età dell’oro, con enormi dividendi per tutti!
Alcuni addirittura, sono convinti che il super ricco sia utile alla la collettività, anche se questo è un grave errore.  Il  motivo è che questo, dopo che ha esaurito le spese necessarie al suo benessere , investe le restanti notevolissime risorse, non più nell’economia reale, ma in quella finanziario-speculativa, perché ad oggi, questa è di gran lunga più remunerativa.
inoltre, il lettore mi permetta, di farlo riflettere che limitare i redditi (tutti e di qualunque natura) come propone la teoria del “Bene comune” (  ex   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”), crea la precondizione per cui i detentori rilascino volontariamente sul mercato le attuali eccessive concentrazioni di ricchezza. E’ necessario di insistere perché questo è un punto davvero molto importante. Se come proponiamo, per un nuovo regime di tassazione IRPEF, non fosse possibile guadagnare più di un massimo (mettiamo 40.000 euro al mese); chi attualmente gestisce patrimoni importanti dopo breve si accorgerebbe che sarebbe sommerso dai costi e dal tempo speso per la gestione senza più averne proporzionati guadagni! 
Mettiamo il caso, ad esempio,  di un ipotetico  palazzinaro  che riscuote ogni mese un milione di euro dagli affitti dei suoi 1000 appartamenti, se di colpo non potesse guadagnare più di 40.000 euro al mese, non gli converrebbe più accollarsi le problematiche di 1000 appartamenti quando lo stesso identico reddito lo potrebbe ottenere con solo 10 appartamenti. Dopo una contrarietà iniziale,  gli converrebbe vendere 990 dei suoi appartamenti , che per lo stesso meccanismo andrebbero a raggrupparsi in gruppi di 10 a 100 nuovi piccoli/medi imprenditori.
il tutto genererebbe una crescita dell’economia reale per il semplice motivo che lo stesso guadagno attualmente concentrato in un unico imprenditore sarebbe suddiviso in 100 o più, aumentando i beni e servizi che questi richiedono al mercato dell’economia reale. attualmente l’unico imprenditore super ricco , quando ha comprato tutti i beni che gli servono , investe l’eccedenza nella finanza speculativa che come sappiamo aumenta in modo eccessivo e tossico la massa monetaria, creando un meccanismo di “drenaggio di valore” alla fonte che cosi verrebbe magistralmente contrastato!
Naturalmente questo non è che solo uno degli “effetti domino a catena” calcolati dalla nuova teoria economica e sociale, ma credo che anche questo sia un aspetto che molti non abbiano mai considerato e che concorre a creare la “visione d’insieme” necessaria per costruire insieme un mondo migliore.
Un abbraccio a chi mi legge.
Ermanno Cavallini

TREVI 2018, UN’OCCASIONE DI INCONTRO UNICA PER CHI VUOLE COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Dal 1 al 6 luglio 2018 si è svolto a Trevi in umbria , il seminario annuale dell’associazione   Aleph Umanistica , presieduta dal noto professore universitario    Mauro Scardovelli  .

Al seminario, in una sorta di alleanza tra diverse associazioni volte a costruire un mondo migliore, sia pur da diversi punti di vista, hanno partecipato anche l’associazione  “Darsi Pace”  presieduta dall’intellettuale di area cattolico-progressista Marco Guzzi, e l’associazione      “Attuare la costituzione”    del  presidente emerito della corte costituzionale Paolo Maddalena .

Anche io ho partecipato a questo evento che ho trovato estremamente interessante e piacevole sia per i temi trattati che per l’occasione d’incontro a livello nazionale con relatori di spessore e persone impegnate, nei modi più diversi, a costruire un mondo migliore.

All’inizio di ogni mattina dalle 07.30 alle 08.30 si è tenuta una sessione di gruppo di ginnastica biodinamica.

La pratica ha visto un gruppo variabile dalle 150 alle 200 persone lavorare su vari aspetti di se dalla capacità di dire no, all’incontro con il maschile ed il femminile sano, attraverso lavori corporei di gruppo da soli o piu spesso in gruppo.

Molto bella a questo proposito la pratica degli abbracci che ho trovato particolarmente indicata a creare la giusta energia per seguire al meglio le altre attività.

Dalle 09.30 alle 13.00 circa s è tenuta ogni mattina una conferenza interattiva con diversi relatori su diversi aspetti del processo per costruire un mondo migliore.

In particolar modo ho trovato particolarmente interessante il lavoro sui conflitti che ha permesso a tutti di sperimentare in diretta come è possibile superarli a favore di una elaborazione collettiva quantomai indispensabile per costruire un futuro positivo.

Si è parlato poi di salute, di approcci olistici, di filosofia, degli aspetti giuridici e costituzionali e di come operare per cambiare una società che ci propone oggi spesso modelli insani anche dal punto di vista psicologico.

Una settimana davvero intensa, con molto studio conclusasi l’ultima sera con una serata musicale in cui chi ha voluto si è potuto scatenare anche ballando.

Ma soprattutto è stata una occasione d’incontro con oltre 300 persone provenienti da Trento a Palermo che ha permesso a tutti di scambiare esperienze e opinioni volte a fornire una reale “visione d’insieme” della grande voglia di cambiamento a tutti i livelli oggi esistente in Italia.

Ermanno Cavallini

link, utili :

Associazione “DARSI PACE”

 

Associazione “ATTUARE LA COSTITUZIONE”

 

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Byoblu Video | Claudio Messora in dialogo con Mauro Scardovelli, Marco Guzzi e Paolo Maddalena

MOVIMENTO 5 STELLE, le sfide del futuro imminente.

Nessuno può negare che Il movimento 5 stelle, abbia compiuto un cammino straordinario,  superando i vecchi schemi mentali di riferimento e dimostrando concretamente che nuove vie per fare politica sono percorribili.

Grazie alla formidabile spinta iniziale di Grillo e  Gianroberto Casaleggio è passato in soli 10 anni, da deriso ed eccentrico movimento di piazza a rispettata e autorevole forza di governo.

Tuttavia le prove che dovrà affrontare non sono certo concluse  ed anzi se  al suo interno non si opererà con saggezza e prontezza, potrebbe paradossalmente rimanere vittima del suo stesso successo.

Il motivo è che fino ad ora il principale collante che ha tenuto insieme attivisti ed elettori provenienti dalle macerie delle vecchie ideologie è stata la critica ad un sistema che non è più a misura d’uomo ne funzionale al bene comune.

Ora che è arrivato al governo però, nasce la necessità di aggregare soprattutto  intorno ad una propositiva e coerente  visone di un mondo migliore da realizzare a medio-lungo termine.

Se non si riuscirà a fare questo passaggio, il rischio è che alla prima decisione difficile che inevitabilmente il governo dovrà prendere , una fetta importante di attivisti ed elettori che era focalizzata “contro” qualcosa o qualcuno, gli volti le spalle.

Da circa 6 anni sono iscritto alla piattaforma Rousseau e ho partecipato a numerose riunioni di attivisti sia a livello locale che provinciale e regionale.

In questi contesti  ho dovuto onestamente constatare, mio malgrado, come molti gruppi locali si comportino più come una lista civica che opera sotto l’ombrello mediatico del 5 stelle nazionale, che come una parte organica di un movimento di crescita culturale globale univoco, quale a detta degli stessi fondatori, il movimento 5 stelle dovrebbe tornare ad essere.

Spero con tutto il cuore che chi ha un potere reale (quasi mai  sempre visibile) nei gruppi locali, capisca e appoggi questa necessità, facendo e facendo fare, un passo indietro nelle prossime candidature,  a tutte le persone che pur brave sotto molti aspetti non hanno la sufficiente visone d’insieme, oggi indispensabile per una vera rivoluzione culturale.

Spero vivamente che abbiano al più presto fine le logiche da “cordata di amicizie” tanto care alla vecchia politica e che sono più funzionali a raggiungere e mantenere poltrone, che per dispiegare una vera rivoluzione culturale.

Queste dinamiche, connaturate al vecchio modo di far politica, rischiano oggi di avvelenare anche il movimento 5 stelle e snaturare il  suo ulteriore cammino.

Partendo da oggi, spero vivamente che tutti quelli che sono già stati eletti alla camera o al senato si rendano più visibili, cercando un contatto intenso e costante con la base che, attualmente,  non è purtroppo più quello del passato.

Scrivo queste cose perché semplicemente qualcuno all’interno del movimento ha il dovere di dirle e di proporre una autocritica costruttiva che, al di la delle facili tifoserie,  sarà sempre e comunque indispensabile, se vogliamo compiere un cammino di reale progresso e non replicare alla lunga dinamiche del passato.

Ermanno Cavallini

 

 

MIGLIORARE LA SOCIETÀ, le sfide che dovrà vincere il governo 5 stelle-lega per i prossimi anni.

Sebbene quello attuale non sia un governo esclusivamente del movimento 5 stelle, le aspettative di tantissimi italiani nei suoi confronti, sono elevatissime. Per non mandare deluse queste aspettative e creare un terribile effetto di disillusione che allontanerebbe ulteriormente i cittadini dalla politica, il governo dovrà necessariamente avviare dei cambiamenti strutturali, pensati per migliorare la società non solo a breve, ma soprattutto a medio e lungo termine.

Per realizzare un mondo migliore con una visione davvero, lungimirante serve adesso avere un “collante” che tenga insieme, e anzi rafforzi nel tempo, tutti quelli che oggi hanno votato il movimento 5 stelle. Un collante che non può più essere la sola, pur legittima, critica ai vecchi partiti o il pur necessario concetto di onestà, ma deve evolvere in una visione coerente di un mondo migliore.

Questo collante potrebbe essere la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” già   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”che raccoglie l’eredità di Olivetti, gli spunti di Stiglitz, di Papa Francesco e di diversi altri, formulando una nuova e inedita proposta organica, per una economia al servizio dell’uomo e non viceversa.

La proposta che è in realtà molto articolata, si basa sul concetto di “forbice sociale” (differenza tra ricchi e poveri) ad apertura variabile entro due “valvole di sicurezza” che ne evitano sia l’appiattimento che gli eccessi.

Questa “forbice sociale” secondo la teoria, non deve essere né troppo stretta (per non incorrere negli errori già sperimentati con i piani quinquennali di stalinista memoria), né troppo ampi (per evitare che le persone e i loro valori diventino esse stesse merci).

Cuore “tecnico” della proposta è un meccanismo matematico automatico che garantisce, attraverso un novo regime di tassazione delle persone fisiche (ex IRPEF) e una forma di reddito di cittadinanza, sempre e comunque in pareggio di bilancio della legge finanziaria che è stato inserito nella costituzione.

In questo modo il “pareggio di bilancio” da condizione limitante e prevalentemente negativa, si trasformerebbe finalmente in qualcosa di positivo.

Questa soluzione tra i tanti vantaggi, avrebbe anche quello di non produrre più ulteriore debito pubblico e, non ultimo, di creare un meccanismo “motivante” per l’intera classe dirigente del paese, che risulterebbe spinta a garantire anche il miglior benessere di tutti gli altri.

Un altro cardine basilare della nuova teoria è costruire una azione politica non più basata sulla massima ricchezza individuale raggiungibile e sul PIL, ma sulla massima qualità della vita e su indicatori come il Better Life Index dell’ OCSE.

Anche la tecnologia e in particolare la quarta rivoluzione industriale già in divenire, avrà un ruolo importante sul nostro prossimo futuro, e anche qui un governo a 5 stelle sarà chiamato, per non tradire se stesso, a prendere scelte strategiche.

Negli scenari anticipati dal Word Economic Forum, nei prossimi 10-20 anni sorgeranno delle megalopoli, agglomerati urbani dell’ordine di decine di milioni di persone, dando alle città una importanza vicino a quella di una nazione poiché la quantità di persone che le abiterà sarà tale da giustificarne la necessità. I territori si prevede che si riorganizzeranno favorendo una nuova migrazione dalla campagna alla grande città. Quindi una megalopoli connessa e con IOT diventa una Smart City che entra in un circuito di governance più ampio.

Ogni singola intelligenza contribuirebbe al bene comune, ma con un vigile che potrebbe essere una IA governativa. Ci sarebbe tantissimo da scrivere, è una visione politica completa che guarda gli scenari nazionali e mondiali sia nell’immediato che nel lungo periodo.

Il transumanesimo democratico o Tecnoumanesimo è un pensiero che spinge appunto a riflettere in questa direzione.

Il movimento 5 stelle non dovrà dimenticare inoltre, che non potrà esserci “Bene comune” finché continueranno a esistere persone dipendenti economicamente e mentalmente, perciò dovrà adoperarsi al fine di creare condizioni atte a formare cittadini autonomi economicamente e mentalmente.

L’AUTONOMIA ECONOMICA dovrebbe comprendere due tipi di beni:

1. Reddito di cittadinanza, il cui ammontare è stato quantificato in 780 euro, ma che, secondo noi, merita ulteriori studi e valutazioni.

B. Servizi minimi (casa, utenze, farmaci, cure mediche, supporto sociale), anche questi da definire.

L’AUTONOMIA MENTALE dovrebbe comprendere tre tipi di beni.

1. Istruzione di base permanente accessibile ad ogni cittadino e ad ogni età.

2. Servizi pubblici di informazione da attivare in tutti i comuni, dove i cittadini potrebbero portare proprie informazioni di qualsiasi tipo o chiedere informazioni di qualsiasi tipo.

3. Educazione all’autonomia personale: a partire dalla scuola materna, tutti i cittadini dovrebbero essere educati e incentivati a tenere in ordine la propria persona e il proprio spazio e a fare sempre più cose in autonomia.

Per concludere, Pensiamo che veramente questo nuovo orientamento culturale potrebbe avere un ruolo strategico determinante nel velocizzare la realizzazione di un mondo davvero migliore per tutti, che è poi lo scopo finale legittimo di ogni forza politica, tanto più del movimento 5 stelle.

Se pensiamo poi all’eterogeneità di provenienza sia degli attivisti che degli elettori del movimento, capiamo come senza un “collante univoco a lungo termine” questi rischino di dividersi di fronte alle inevitabili decisioni difficili che un governo a 5 stelle dovrà prendere per tenere fede alle sue stesse premesse.

Ermanno Cavallini

Pietro Muni

Maximiliano Gambardella.

la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” conosciuta anche come “CAPITALISMO A DOPPIA VALVOLA DI SICUREZZA”

VOLONTARIATO A FAVORE DI UNA CLASSE MEDIA CHE SI STA IMPOVERENDO

Anche l’ISTAT  ormai lo dichiara apertamente, la classe media si sta lentamente ma inesorabilmente impoverendo.  Anche la timida ripresa a cui stiamo assistendo, va a migliorare per quattro parti su cinque  la condizione di chi sta meglio. Il risultato è un generale impoverimento della maggioranza dei cittadini italiani che però in gran parte nascondono la testa sopra la sabbia e si rifiutano di constatare questo processo.

Noi della associazione Nuovo orientamento culturale insieme alla associazione MO.Ma5 di Marotta di Mondolfo , cerchiamo di dare una mano rifornendo di frutta e verdura che normalmente andrebbe distrutta per regole della comunità europea, circa 130 famiglie di “nuovi poveri” residenti lungo la valle del fiume cesano.

Come potete vedere dalle foto, molti beneficiari svolgono anche opera di volontariato a favore di tutti in uno spirito di collaborazione non sempre presente nella nostra realtà quotidiana.

Le due vie di studio con  proposta di nuove teorie economiche e sociali e aiuto concreto a chi è più svantaggiato , sono per noi indispensabili per una positiva dinamica che ci aiuti a concepire prima e a realizzare poi un mondo migliore per tutti.

Un ringraziamento particolare ai tanti volontari e ai consiglieri regionali del movimento 5 stelle della regione marche che hanno voluto donare parte del loro stipendio per pagare l’affitto del magazzino, senza il quale questa opera di aiuto e costituzione di una rete sociale sarebbe stata molto più difficile.

Ermanno Cavallini

RIFLETTIAMO INSIEME SUL TERRIBILE ERRORE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA.

In queste ore l’Italia si è spaccata tra chi difende l’operato del presidente della repubblica Sergio Mattarella e chi invece lo accusa di anteporre gli interessi del mercato a quelli del popolo italiano e ne chiede addirittura la messa in stato di accusa.

Al di la dei pur importanti aspetti tecnico-giuridici e costituzionali, rimane il fatto che un presidente della repubblica anche in virtù del fatto che esprime l’unità nazionale, dovrebbe  mettere sempre e comunque  al primo posto il benessere del ‘intero  popolo italiano.

L’errore che sia il presidente che piu’ in generale troppi ancora fanno, è di considerare che il bene dei mercati, e soprattutto quello della finanza speculativa internazionale, sia automaticamente anche il bene del popolo italiano.

Per il mutato contesto che si è venuto a creare,  oggi non è più possibile assumere che il bene della finanza coincida sempe con il bene del popolonel suo insieme .

Anche il concetto per cui se aumenta il PIL e l’economia va bene, anche i più svantaggiati ne trarranno un beneficio , si è dimostrato ormai da anni, non piu’corrispondente al vero.

Come emerge dalla titanica ricerca del celebre economista Thomas Piketty,  negli anni del boom antecedenti la crisi finanziaria del 2008 negli USA , l’ 1% dei cittadini si era impadronito di più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale e tuttavia, mentre il PIL cresceva , la maggior parte dei cittadini vedeva diminuire il proprio tenore di vita. Ormai molti economisti hanno potuto rilevare un simile effetto anche nella attuale piccola “ripresa” europea ed in misura minore italiana.

Stiamo vivendo tempi nuovi e nuove sono le sfide alla democrazia; se ieri il nemico principale erano i totalitarismi di destra e sinistra, oggi sicuramente lo è un nuovo tipo di totalitarismo strisciante di tipo finanziario-speculativo.

Tra l’altro le ricerche di molti economisti riportati anche nel celebre libro  “il capitalismo del xxi secolo”, dimostrano che nel tempo i redditi da capitale sono sempre aumentati  rispetto a quelli da lavoro; fino ad attestarsi oggi in un rapporto medio di 5 a 1 ,  con proiezioni che li porteranno a 7 a 1 entro il 2100.

Aggiungiamo inoltre, che oggi il 97% della moneta circolante non è mai stata stampata ma è solo “flusso di cassa” e che anche  la attuale moneta “a corso legale “ non è coperta da alcun valore di garanzia sottostante. Detto questo, capiamo che l’attuale carta moneta è accettata da tutti solo perché lo stato la accetta in pagamento delle tasse.

Questi fatti, pur noti da tempo, purtroppo sfuggono ad un “immaginario collettivo” che ancora confonde la finanza speculativa con l’economia reale fatta di beni e servizi realmente fruibili.

Perfino Papa Francesco arriva a scrivere nell’enciclica LAUDATO SI che l’attuale economia sfrutta invece che servire  l’uomo e l’ambiente.

E’ per questi motivi che il presidente della repubblica italiana  e chiunque più in generale, ha la responsabilità di  anteporre l’interesse della nazione a quello di un “risparmio” che in realtà è quantitativamente concentrato solo in poche abbienti mani.

Inserire una forma di reddito di cittadinanza darebbe un colpo mortale a questi grandi interessi, perché verrebbe meno molta della loro capacità di ricatto verso i governi e gli organi istituzionali.

Questo è il motivo per cui a mio avviso Sergio Mattarella o per calcolo o per ignoranza, ha di fatto tradito l’interesse del popolo italiano.

Nel 2010, mentre la nazione lottava per superare una profonda recessione, l’1% dei cittadini guadagnava il 93% del reddito aggiuntivo creato dalla cosiddetta”ripresa”.

Costoro continuano a godere della migliore assistenza medica , della migliore educazione e dei benefici della ricchezza; ma il loro destino è legato a quello dell’altro 99% privato di tutto questo.

Stiamo vivendo tempi nuovi e nuove erano le sfide alla democrazia, se ieri il nemico principale erano i totalitarismi di destra e sinistra, oggi sicuramente lo è un nuovo tipo di totalitarismo strisciante di tipo finanziario-speculativo.

Tra l’altro le ricerche di molti economisti riportati anche nel “capitalismo del xxi secolo” dimostrano che nel tempo i redditi da capitale stanno sempre più aumentando rispetto a quelli da lavoro, attestandosi oggi in un rapporto medio di 5 a 1 e con proiezioni che li porteranno a 7 a 1 entro il 2100.

Perfino Papa Francesco arriva a scrivere nell’enciclica LAUDATO SI che l’attuale economia sfrutta invece che servire sia l’uomo che l’ambiente.

E’ per questi motivi che il presidente della repubblica italiana avrebbe dovuto anteporre l’interesse della nazione a quello di un “risparmio” che in realtà è quantitativamente concentrato solo in poche abbienti mani.

Infatti è si vero che anche i piccoli risparmiatori sono presenti in borsa, ma fungono prevalentemente da “ostaggi” dei grandissimi interessi internazionali.

Inserire una forma di reddito di cittadinanza darebbe un colpo mortale a questi grandi interessi, perché verrebbe meno molta della loro capacità di ricatto verso i governi e gli organi istituzionali.

Questo è il motivo per cui a mio avviso Sergio Mattarella o per calcolo o per ignoranza ha di fatto tradito l’interesse del popolo italiano.

UN AIUTO CONCRETO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA.

Da circa due anni una volta ogni 15 giorni, distribuiamo frutta e verdura che altrimenti sarebbe andata distrutta alle famiglie in difficoltà economica a causa della crisi che è divenuta ormai strutturale. La merce è quella dichiarata “eccedenza di produzione” dalle organizzazioni dei produttori  che viene pagata dalla comunità europea al prezzo di ingrosso come frutta di seconda scelta. Solo da pochi anni una nuova normativa ne permette la distribuzione gratuita; prima la frutta veniva semplicemente distrutta. Ovviamente deve essere garantita in ogni caso la tracciabilità in tutti i passaggi e i quantitativi , fino a raggiungere gli utenti finali che devono essere, nel nostro caso, famiglie con un modello isee non superiore a 6000 euro.

Anche se la frutta viene fornita gratis a associazioni che siano però iscritte ad un apposito albo, questa arriva presso dei magazzini di raccolta  in quantitativi notevoli (di solito un autotreno pieno) . Tutta la catena distributiva è ad esclusivo costo dei volontari che distribuiscono circa 20000 kg di frutta nel giro di due-tre giorni passando per vari livelli e  organizzazioni di volontariato.

Per circa un anno e mezzo ho personalmente gestito la logistica di un magazzino centrale e oggi invece mi occupo del trasporto da questi al magazzino periferico dell’associazione Mo.Ma.5 di cui pure sono ispiratore e socio nella misura di circa 120-150 casse a viaggio.

Questo risponde alla filosofia della nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” che affianca l’aiuto concreto alla proposta di stimoli di riflessione culturali.  Stimoli pubblicati anche sul presente blog ,  al fine di aumentare il livello di consapevolezza dei meccanismi economici in atto, da parte del comune cittadino e soprattutto di tutti i “nuovi poveri”.

Anche questa settimana abbiamo fatto un viaggio per consegnare carote insalata e verdura che altrimenti sarebbe andata distrutta a oltre 130 famiglie di “nuovi poveri” della valle del cesano, che nonostante la millantata ripresa economica continuano ad essere in forte difficoltà.
Grazie a tutti i numerosi volontari (alcuni essi stessi in difficoltà) che hanno dato una mano per la non facile distribuzione!

Spero vivamente che il nostro esempio sarà “copiato”  al più presto possibile in ogni altra località del paese, irrobustendo così una rete sociale dei cittadini verso i cittadini oggi quantomai importante.

 

Ermanno Cavallini

RECENSIONE: “LA CASA DI CARTA”, LA MIGLIORE SERIE TV DEL’ ANNO

Dal  titolo originale  “La casa de papel”  è la serie tv fenomeno ormai globale del momento.

Ideata da Álex Pina,  La serie originale ha avuto il suo debutto nel 2017  con l’emittente televisiva spagnola Antena 3 . Ogni episodio dura circa 40-45 minuti. In Italia è per ora visibile solo su  Netflix con un doppiaggio, davvero ben realizzato a Roma presso gli studi SDI Media e curato dal direttore di doppiaggio Lucio Saccone.

La serie parte con quella che sembra una normale rapina fatta alla zecca di stato spagnola, per poi trasformarsi gradualmente in un manifesto di profonda umanità a favore della gente comune . Scorrono una varietà di personaggi altamente simbolici , che vanno dal bullo di strada al padre di famiglia senza soldi per passare al giovanissimo hacker che si innamora di una donna impulsiva molto più grande di lui,  agli ex militari balcanici e al ladro seriale, o alla artista falsaria ed ex tossicodipendente . Per  finire con la figura del “professore” la mente geniale del colpo,  una persona in fondo molto mite, dall’infanzia e l’adolescenza costretta in un letto di ospedale e ora determinato nonostante la sua indole a realizzare il sogno del padre morto ammazzato.

Davvero interessante la metamorfosi del ruolo della polizia, che da apparentemente limpida tutrice dell’ordine, si trasforma poco a poco, quasi in una forza di occupazione, uno strumento di oppressione, essa stessa inconsapevole,  al servizio  di una nuova e invisibile tirannia economica. Rivelatore a questo fine,  il dialogo nell’ultima puntata della seconda serie del “professore”  che ci mette a conoscenza di reali ed assai più massicce “iniezioni di liquidità” fatte in modo illegittimo ma assolutamente legale,  dalla   BCE  negli anni recenti. Emissioni di denaro, letteralmente  “dal nulla” che sono realmente andati a favore solo delle grandi banche e che non sono mai arrivate all’economia reale e che hanno quindi favorito solo i più ricchi.

Una oligarchia invisibile che  sempre più tiene le masse di gente comune in stato di continuo ricatto attraverso un debito generato a tavolino per poter esercitare un potere effettivo che scavalchi di fatto quello degli stessi governi, ridotti perlopiù a loro fiancheggiatori inconsapevoli.

Molto toccanti le scene sulle note della nota canzone “bella ciao”,  insegnata del nonno partigiano al “professore” e trasmessa a tutta la banda come loro inno. Un Inno che poco a poco, trasformano i rapinatori in una sorta di partigiani che stampando una grande quantità di denaro, fanno una “iniezione di liquidità” all’economia reale, allentando la stretta dell’economia speculativa sulla gente comune e quindi, alla fine, aiutando non solo se stessi ma tutta la povera gente.

Oltre che una regia e una fotografia davvero molto azzeccata, questa produzione ha il grandissimo pregio di allargare la base di consapevolezza tra la gente comune, riguardo alle “truffe legalizzate” divenute ormai nuovo strumento sistemico di tirannia e di cui i più purtroppo non sono ancora consapevoli.

La direzione della nostra associazione ha deciso di inviare all’autore una copia della nuova teoria economica e sociale del “Bene comune” (Già capitalismo a doppia valvola di sicurezza) , naturale evoluzione del pensiero tramesso dalla sua opera.

Disponibile in modo gratuito anche per i nostri lettori una copia  in pdf dello stesso libro scaricabile qui:

Libro scaricabile Gratuitamente per i nostri lettori.

Un abbraccio e un saluto alla prossima recensione

Ermanno Cavallini

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA BULLISMO? RIFLETTIAMO INSIEME SULLE CAUSE

In questi ultimi tempi si stanno infittendo i casi di Bullismo che emergono alla ribalta, ma questi non sono che la punta di un iceberg assai più vasto che ha radici complesse e di diversa natura.

Una delle cause del bullismo è anche un modello culturale eccessivamente competitivo e in buona misura edonistico che non esalta certo il rispetto di chi al momento, viene considerato come più debole.  Spesso nell’azione educativa dei genitori e a volte anche della scuola, manca la trasmissione della “visione d’insieme” della nostra società. Una società che a causa  (o per merito) delle diverse specializzazioni e dei vari ruoli, ci vede in qualche modo tutti legati l’uno all’altro.

La produzione di beni e servizi di cui oggi possiamo godere è infatti resa possibile solo da una serie di regole che permettono di limitare una selezione naturale solo dei più forti, cosa che permette, a sua volta, di far emergere i vari e molteplici talenti anche di chi forte non è. La nostra ormai è una società globalizzata, in cui il mondo a causa o per merito della tecnologia, diventa sempre più piccolo e integrato.

Ormai il mondo è una sorta di barca su cui noi tutti stiamo, se affonda a causa di chi si comporta male, ne consegue che inevitabilmente anche noi ne saremo toccati.

Man mano che la tecnologia collega sempre a minor costo i continenti, cresce l’interdipendenza tra i cittadini del mondo. Ma il problema è che molti non sono consapevoli di questi legami e tendono a vedersi come “isole umane”, comportandosi di conseguenza in modo di creare vantaggi prevalentemente solo per sé . Anche la scarsa fiducia nel futuro gioca un ruolo negativo molto importante, in quanto in un regime di incertezza si preferisce spesso vivere il “qui ed ora” senza pensare alle conseguenze future. Tutto questo ha una particolare ricaduta sui giovani che sempre più spesso si rifugiano in un mondo virtuale – attraverso computer,  tablet e telefonini – che limita la loro esperienza del mondo reale, in realtà assai più complesso di quello dei vari social network.

In molti casi registrati, il bullismo sembra prosperare soprattutto là dove esiste un vuoto di valori e di visione a lungo termine che, come abbiamo accennato, sembra caratterizzare le ultime generazioni. I media continuano a bombardare i giovani, trasmettono una visione eccessivamente competitiva e violenta del mondo.

Partendo poi dall’economia consumistica, si arriva a proporre come prioritaria la necessità di soddisfare i bisogni (veri o meno) dell’individuo, tralasciando completamente quelli della comunità ad ogni livello. Non solo la società ma anche la scuola e ogni contesto sociale diventa qualcosa “fuori da sé”, percepito come secondario rispetto ai bisogni, spesso illusori e indotti dell’individuo.

Questo spinge molti ragazzi a sentirsi più vittime che parti integranti della società e questo causa in alcuni di loro una risposta violenta o comunque inappropriata,  sia verso le istituzioni  che soprattutto verso chi è percepito come più debole.  Una reazione che, se nell’immediato risulta compensativa ad un equilibrio psicologico interno,  in realtà a medio/lungo termine è estremamente dannosa anche per l’individuo che la esprime.

Concludendo come sintesi di questa scarsa  visione dell’interazione sociale alla base di molte forme di bullismo,  potremmo ricordare la celebre frase attribuita ad Albert Einstein in cui afferma che ‘il mondo non va male tanto perché esiste chi sbaglia, quanto perché i giusti che vedono, tacciono e non fanno niente’.

Ermanno Cavallini

OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA; RIFLETTIAMO INSIEME SUI MECCANISMI DEL CONSENSO.

Mentre sto scrivendo questo articolo, il presidente della camera Roberto Fico, sta cercando di far accordare il movimento 5 stelle e il partito democratico per dare un governo al paese.

Fa riflettere che entrambe le forze politiche, in caso di accordo, potrebbero avere forti problemi con una larga parte dei loro elettori che già fanno trasparire in vario modo il loro dissenso.

Se nessun accordo capace di concretizzare una maggioranza necessaria verrà trovato, in autunno andremo a nuove elezioni.

Ma che risultato è possibile immaginare anche dai risultati di queste eventuali nuove elezioni?

A meno che una coalizione o, meglio ancora, una singola forza politica non  raggiunga il 51%, saremo in una situazione non molto diversa da quella attuale.

Credo che a questo punto noi elettori, abbiamo tutti il dovere di riflettere in modo più approfondito sul modo e le dinamiche che utilizziamo per esprimere il nostro voto.

Il primo problema è che abbiamo una massa ancora troppo grande di cittadini che non vota. Alle ultime elezioni del 4 marzo è rimasto a casa circa il 24% degli aventi diritto. Oltre 12 milioni di elettori quindi si è sottratto , quindi, al diritto/dovere di partecipare ad un processo di “intelligenza collettiva” quantomai importante per il futuro di tutti. Un mancanza che determina inevitabilmente uno spostamento degli equilibri politici, che poi, con un effetto a catena, determina a sua volta molte scelte che influenzeranno, anche pesantemente, la qualità della vita di tutti, e quindi anche quella di chi non ha votato. Sottraendosi al voto alcuni pensano di mandare un segnale di protesta, ma in realtà portano acqua al mulino di chi tenta di manipolare la politica in un senso o nell’altro.

Subito dopo viene il problema di quella parte di cittadini (affatto trascurabile) che vota con estrema leggerezza, senza informarsi a sufficienza e senza avere quindi la necessaria “visione d’insieme”.  Una visione organica delle interazioni nella nostra società , che sola, permette di cogliere meccanismi,  spesso lontani dal comune cittadino. Interazioni complesse  che inevitabilmente finiscono, prima o poi, per condizionare la qualità della vita di tutti.  A molti sfugge infatti che la nostra realtà è divenuta ormai un   “sistema complesso”  in cui economia, politica, immaginario collettivo e molti altri fattori si intrecciano fino a produrre la quantità di beni, servizi e buone relazioni sociali disponibili.

In molti è ancora molto forte, purtroppo, l’illusione che pensare a ciò che è di “immediata convenienza personale”, non determini poi effetti negativi più a lungo termine di cui in seguito anche loro saranno vittima.

Per fare un esempio, pensiamo al voto di scambio dato per ottenere o mantenere un posto pubblico, scavalcando altri candidati più efficienti e idonei al ruolo. Nell’immediato si otterrà, come individui, il posto pubblico tanto ambito, ma a lungo termine la stessa regola applicata a tutto il comparto determinerà un calo pauroso dell’efficienza dei servizi offerti, danneggiando tutti e quindi anche se stessi.

Altro deleterio effetto di questa dinamica delle “cordate di amicizie” è che nei posti chiave, non verranno tendenzialmente inseriti i più capaci ma i più “fedeli” al boss o alla cordata di amicizie del momento.

Questo paradossalmente spesso, allontana i più intelligenti e capaci dai ruoli che gli spetterebbero, per il semplice motivo che una persona troppo intelligente e capace tende a ragionare con la testa propria e ad essere nel tempo meno fedele al potente di turno che lo ha messo in quel posto. Questo meccanismo è inoltre, parte della dinamica che favorisce la corruzione ad ogni livello, di cui poi ci si lamenta come se non dipendesse, sia pur indirettamente, dal nostro voto.

Per ultimi lascio il gruppo, non meno dannoso, dei votanti faziosi a oltranza. Quelli che votano una certa forza politica a prescindere da come opera, in virtù di un malsano senso di appartenenza, solo perché cambiare il proprio “ancoraggio psicologico” ha per loro un costo troppo alto e metterebbe in crisi il loro equilibrio psicologico interno.

Questi ultimi in alcuni casi arrivano perfino a negare l’evidenza dei fatti,e questo non sempre perché poco intelligenti o incapaci, ma perché non possono accettare che alcuni dei fondamenti su cui hanno costruito buona parte della loro visione del mondo e di se stessi, non sia effettivamente valida.

Concludendo. vorrei esortare tutti noi comuni cittadini non solo a migliorarci per poter poi esprimere un voto più consapevole, ma anche ad adoperarsi, in una sorta di “volontariato culturale”, per aiutare il nostro prossimo a fare altrettanto,  contribuendo così  a migliorare anche il nostro mondo.

Per perseguire una qualità della nostra vita di singoli che, non dimentichiamolo mai, è più frutto dell’interazione di una civiltà complessa intorno a noi, che dei meriti personali pur cospicui che come singoli potremmo avere.

Ad esempio pensiamo cosa sarebbero diventati tanti grandi talenti, anche imprenditoriali, se fossero nati in una tribù primitiva, non avrebbero certo esprimere i loro talenti !

Da questo semplice ragionamento dobbiamo comprendere che solo la complessa civiltà  intorno a noi permette ai singoli di esprimere i propri talenti  e quindi dobbiamo sempre tenere ben presente che i singoli devono almeno metà del proprio successo all’esistenza di un contesto sociale in cui possono operare.

Solo migliorando il funzionamento e l’efficienza dell’intera civiltà in cui viviamo, potremo aumentare il nostro benessere personale a lungo termine.

Forse questa è la maggiore consapevolezza che dovrebbe guidare ogni cittadino quando si occupa di politica e quindi del “Bene comune”.

Ermanno Cavallini

VOLONTARIATO E STUDIO, DUE ATTIVITÀ COMPLEMENTARI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Anche ieri come accade ogni 15 giorni,  Ermanno Cavallini come  volontario  della  associazione “Nuovo orientamento culturale”  guida un furgone che porta al magazzino dell’associazione   MO.MA.5 a Marotta di Mondolfo , oltre 100 casse di frutta e verdura che altrimenti andrebbero distrutte a causa delle regole della comunità europea sul controllo dei mercati .

Mo.MA.5 grazie ai suoi entusiasti e infaticabili volontari e volontarie, distribuisce il giorno seguente nel suo nuovo magazzino in via  Litoranea al n.317  di Marotta di Mondolfo ,  frutta,  verdura  e pane, a oltre  130 famiglie in difficoltà economica  lungo  una direttrice che segue il fiume Cesano su su, fino a Pergola, dove è in apertura un ulteriore magazzino viveri .

Il criterio seguito per le consegne è quello del modello ISEE che non deve superare i 6000 euro per famiglia.  Grande  sforzo e cura  viene posto nel garantire la tracciabilità, come richiesto dagli stessi regolamenti della comunità europea.

Ormai sono diversi anni che questa attività a sostegno della crescente fetta di cittadini italiani “impoveriti” viene svolta , eppure ci siamo resi conto che senza un parallelo e complementare lavoro di crescita culturale, questa attività pur nobile , rischia di essere solo una precaria “pezza”  alla situazione in cui moltissime famiglie pian piano stanno slittando. Ci siamo resi conto che con il solo pane  purtroppo i problemi non si risolvono.

Ecco allora che questo stesso  blog che state leggendo vuol essere un parallelo strumento  per  fornire  “stimoli di riflessione” che  aiutino a lenire il disorientamento in cui questa grande massa di ex classe media, divenuti “nuovi poveri” si trova, ma soprattutto  per  porre  i presupposti,  per costruire un mondo migliore davvero per tutti.

Non solo pane, ma anche idee nuove  e un diverso punto di vista da cui guardare il mondo per capire cosa sta realmente succedendo alla nostra società. L’importanza di Capire che dobbiamo anche cambiare le “regole del gioco”  e di conseguenza  modificare il nostro comportamento  per il futuro.

Scrivo queste righe perché sono convinto che un  cambiamento anche in un singolo uomo può portare nel tempo al cambiamento di un folto gruppo e in fine di tutta la società.

Nel frattempo oltre 400 persone in difficoltà usufruiscono di questo servizio assolutamente gratuito fatto dalla  gente per la gente, pensato perché “nessuno deve rimanere indietro” .

Non mi stancherò mai di proporre a chi fa politica ad ogni livello, di venire a “sporcarsi le mani” con le nostre attività di volontariato, in fede,  credo che acquisirebbero una maggiore “visione d’insieme” e riuscirebbero assai meglio nella loro missione.

Ermanno Cavallini