IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ E DEL SANO CONFRONTO DIALETTICO

Come è naturale esistono tanti punti di vista da cui osservare il concetto di libertà, forse addirittura uno per ogni persona vivente.
Ma cercheremo qui, di analizzare insieme le dinamiche di maggior interesse comune.
Da un punto di vista sociale la libertà totale è possibile solo quando si vive da eremiti,  senza contatti con gli altri esseri umani. Ma in questo caso la qualità della vita è molto scarsa.
Se si vive in una qualunque società invece, dovrà necessariamente esistere un minimo di cessione di libertà personale alla collettività.  Questo  per ottenere in cambio una alta qualità della vita, che potremmo sintetizzare come la massima disponibilità beni, servizi e buone relazioni umane, possibile.
Il vero problema a questo punto,  è il livello di efficienza di questo rapporto; che è molto basso nei sistemi dittatoriali o dove ci sono pochi ricchi e tanti poveri ed è alto nelle situazioni opposte.
Questo per il semplice motivo che l’economia reale si  sviluppata al meglio la dove è  maggiore è la percentuale della classe media tra tutti i cittadini.
Il motivo, a sua volta,  è ché  la classe media è quella che  sia che compra, che genera maggiormente,  beni e servizi.
Credo che un nostro obbiettivo debba essere ottenere il massimo in beni , servizi e buone relazioni umane, dando in cambio il minimo di limitazione della libertà personale.

Forse il rapporto ottimale prevede che tra le limitazioni esista anche una limitazione alla ricchezza, e quindi al potere sugli altri, o perfino, oltre grandi valori,  su governi  parlamenti, e le decisioni relative al bene comune.
Il problema è che in troppi, oggi, senza una necessaria visione d’insieme, ritengono invece questa limitazione troppo gravosa. Questi non considerano che avremmo invece, in cambio, un tale aumento di efficienza dell’intero sistema, da avviare una nuova età dell’oro, con enormi dividendi per tutti!
Alcuni addirittura, sono convinti che il super ricco sia utile alla la collettività, anche se questo è un grave errore.  Il  motivo è che questo, dopo che ha esaurito le spese necessarie al suo benessere , investe le restanti notevolissime risorse, non più nell’economia reale, ma in quella finanziario-speculativa, perché ad oggi, questa è di gran lunga più remunerativa.
inoltre, il lettore mi permetta, di farlo riflettere che limitare i redditi (tutti e di qualunque natura) come propone la teoria del “Bene comune” (  ex   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”), crea la precondizione per cui i detentori rilascino volontariamente sul mercato le attuali eccessive concentrazioni di ricchezza. E’ necessario di insistere perché questo è un punto davvero molto importante. Se come proponiamo, per un nuovo regime di tassazione IRPEF, non fosse possibile guadagnare più di un massimo (mettiamo 40.000 euro al mese); chi attualmente gestisce patrimoni importanti dopo breve si accorgerebbe che sarebbe sommerso dai costi e dal tempo speso per la gestione senza più averne proporzionati guadagni! 
Mettiamo il caso, ad esempio,  di un ipotetico  palazzinaro  che riscuote ogni mese un milione di euro dagli affitti dei suoi 1000 appartamenti, se di colpo non potesse guadagnare più di 40.000 euro al mese, non gli converrebbe più accollarsi le problematiche di 1000 appartamenti quando lo stesso identico reddito lo potrebbe ottenere con solo 10 appartamenti. Dopo una contrarietà iniziale,  gli converrebbe vendere 990 dei suoi appartamenti , che per lo stesso meccanismo andrebbero a raggrupparsi in gruppi di 10 a 100 nuovi piccoli/medi imprenditori.
il tutto genererebbe una crescita dell’economia reale per il semplice motivo che lo stesso guadagno attualmente concentrato in un unico imprenditore sarebbe suddiviso in 100 o più, aumentando i beni e servizi che questi richiedono al mercato dell’economia reale. attualmente l’unico imprenditore super ricco , quando ha comprato tutti i beni che gli servono , investe l’eccedenza nella finanza speculativa che come sappiamo aumenta in modo eccessivo e tossico la massa monetaria, creando un meccanismo di “drenaggio di valore” alla fonte che cosi verrebbe magistralmente contrastato!
Naturalmente questo non è che solo uno degli “effetti domino a catena” calcolati dalla nuova teoria economica e sociale, ma credo che anche questo sia un aspetto che molti non abbiano mai considerato e che concorre a creare la “visione d’insieme” necessaria per costruire insieme un mondo migliore.
Un abbraccio a chi mi legge.
Ermanno Cavallini

TREVI 2018, UN’OCCASIONE DI INCONTRO UNICA PER CHI VUOLE COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Dal 1 al 6 luglio 2018 si è svolto a Trevi in umbria , il seminario annuale dell’associazione   Aleph Umanistica , presieduta dal noto professore universitario    Mauro Scardovelli  .

Al seminario, in una sorta di alleanza tra diverse associazioni volte a costruire un mondo migliore, sia pur da diversi punti di vista, hanno partecipato anche l’associazione  “Darsi Pace”  presieduta dall’intellettuale di area cattolico-progressista Marco Guzzi, e l’associazione      “Attuare la costituzione”    del  presidente emerito della corte costituzionale Paolo Maddalena .

Anche io ho partecipato a questo evento che ho trovato estremamente interessante e piacevole sia per i temi trattati che per l’occasione d’incontro a livello nazionale con relatori di spessore e persone impegnate, nei modi più diversi, a costruire un mondo migliore.

All’inizio di ogni mattina dalle 07.30 alle 08.30 si è tenuta una sessione di gruppo di ginnastica biodinamica.

La pratica ha visto un gruppo variabile dalle 150 alle 200 persone lavorare su vari aspetti di se dalla capacità di dire no, all’incontro con il maschile ed il femminile sano, attraverso lavori corporei di gruppo da soli o piu spesso in gruppo.

Molto bella a questo proposito la pratica degli abbracci che ho trovato particolarmente indicata a creare la giusta energia per seguire al meglio le altre attività.

Dalle 09.30 alle 13.00 circa s è tenuta ogni mattina una conferenza interattiva con diversi relatori su diversi aspetti del processo per costruire un mondo migliore.

In particolar modo ho trovato particolarmente interessante il lavoro sui conflitti che ha permesso a tutti di sperimentare in diretta come è possibile superarli a favore di una elaborazione collettiva quantomai indispensabile per costruire un futuro positivo.

Si è parlato poi di salute, di approcci olistici, di filosofia, degli aspetti giuridici e costituzionali e di come operare per cambiare una società che ci propone oggi spesso modelli insani anche dal punto di vista psicologico.

Una settimana davvero intensa, con molto studio conclusasi l’ultima sera con una serata musicale in cui chi ha voluto si è potuto scatenare anche ballando.

Ma soprattutto è stata una occasione d’incontro con oltre 300 persone provenienti da Trento a Palermo che ha permesso a tutti di scambiare esperienze e opinioni volte a fornire una reale “visione d’insieme” della grande voglia di cambiamento a tutti i livelli oggi esistente in Italia.

Ermanno Cavallini

link, utili :

Associazione “DARSI PACE”

 

Associazione “ATTUARE LA COSTITUZIONE”

 

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Byoblu Video | Claudio Messora in dialogo con Mauro Scardovelli, Marco Guzzi e Paolo Maddalena

MOVIMENTO 5 STELLE, le sfide del futuro imminente.

Nessuno può negare che Il movimento 5 stelle, abbia compiuto un cammino straordinario,  superando i vecchi schemi mentali di riferimento e dimostrando concretamente che nuove vie per fare politica sono percorribili.

Grazie alla formidabile spinta iniziale di Grillo e  Gianroberto Casaleggio è passato in soli 10 anni, da deriso ed eccentrico movimento di piazza a rispettata e autorevole forza di governo.

Tuttavia le prove che dovrà affrontare non sono certo concluse  ed anzi se  al suo interno non si opererà con saggezza e prontezza, potrebbe paradossalmente rimanere vittima del suo stesso successo.

Il motivo è che fino ad ora il principale collante che ha tenuto insieme attivisti ed elettori provenienti dalle macerie delle vecchie ideologie è stata la critica ad un sistema che non è più a misura d’uomo ne funzionale al bene comune.

Ora che è arrivato al governo però, nasce la necessità di aggregare soprattutto  intorno ad una propositiva e coerente  visone di un mondo migliore da realizzare a medio-lungo termine.

Se non si riuscirà a fare questo passaggio, il rischio è che alla prima decisione difficile che inevitabilmente il governo dovrà prendere , una fetta importante di attivisti ed elettori che era focalizzata “contro” qualcosa o qualcuno, gli volti le spalle.

Da circa 6 anni sono iscritto alla piattaforma Rousseau e ho partecipato a numerose riunioni di attivisti sia a livello locale che provinciale e regionale.

In questi contesti  ho dovuto onestamente constatare, mio malgrado, come molti gruppi locali si comportino più come una lista civica che opera sotto l’ombrello mediatico del 5 stelle nazionale, che come una parte organica di un movimento di crescita culturale globale univoco, quale a detta degli stessi fondatori, il movimento 5 stelle dovrebbe tornare ad essere.

Spero con tutto il cuore che chi ha un potere reale (quasi mai  sempre visibile) nei gruppi locali, capisca e appoggi questa necessità, facendo e facendo fare, un passo indietro nelle prossime candidature,  a tutte le persone che pur brave sotto molti aspetti non hanno la sufficiente visone d’insieme, oggi indispensabile per una vera rivoluzione culturale.

Spero vivamente che abbiano al più presto fine le logiche da “cordata di amicizie” tanto care alla vecchia politica e che sono più funzionali a raggiungere e mantenere poltrone, che per dispiegare una vera rivoluzione culturale.

Queste dinamiche, connaturate al vecchio modo di far politica, rischiano oggi di avvelenare anche il movimento 5 stelle e snaturare il  suo ulteriore cammino.

Partendo da oggi, spero vivamente che tutti quelli che sono già stati eletti alla camera o al senato si rendano più visibili, cercando un contatto intenso e costante con la base che, attualmente,  non è purtroppo più quello del passato.

Scrivo queste cose perché semplicemente qualcuno all’interno del movimento ha il dovere di dirle e di proporre una autocritica costruttiva che, al di la delle facili tifoserie,  sarà sempre e comunque indispensabile, se vogliamo compiere un cammino di reale progresso e non replicare alla lunga dinamiche del passato.

Ermanno Cavallini

 

 

MIGLIORARE LA SOCIETÀ, le sfide che dovrà vincere il governo 5 stelle-lega per i prossimi anni.

Sebbene quello attuale non sia un governo esclusivamente del movimento 5 stelle, le aspettative di tantissimi italiani nei suoi confronti, sono elevatissime. Per non mandare deluse queste aspettative e creare un terribile effetto di disillusione che allontanerebbe ulteriormente i cittadini dalla politica, il governo dovrà necessariamente avviare dei cambiamenti strutturali, pensati per migliorare la società non solo a breve, ma soprattutto a medio e lungo termine.

Per realizzare un mondo migliore con una visione davvero, lungimirante serve adesso avere un “collante” che tenga insieme, e anzi rafforzi nel tempo, tutti quelli che oggi hanno votato il movimento 5 stelle. Un collante che non può più essere la sola, pur legittima, critica ai vecchi partiti o il pur necessario concetto di onestà, ma deve evolvere in una visione coerente di un mondo migliore.

Questo collante potrebbe essere la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” già   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”che raccoglie l’eredità di Olivetti, gli spunti di Stiglitz, di Papa Francesco e di diversi altri, formulando una nuova e inedita proposta organica, per una economia al servizio dell’uomo e non viceversa.

La proposta che è in realtà molto articolata, si basa sul concetto di “forbice sociale” (differenza tra ricchi e poveri) ad apertura variabile entro due “valvole di sicurezza” che ne evitano sia l’appiattimento che gli eccessi.

Questa “forbice sociale” secondo la teoria, non deve essere né troppo stretta (per non incorrere negli errori già sperimentati con i piani quinquennali di stalinista memoria), né troppo ampi (per evitare che le persone e i loro valori diventino esse stesse merci).

Cuore “tecnico” della proposta è un meccanismo matematico automatico che garantisce, attraverso un novo regime di tassazione delle persone fisiche (ex IRPEF) e una forma di reddito di cittadinanza, sempre e comunque in pareggio di bilancio della legge finanziaria che è stato inserito nella costituzione.

In questo modo il “pareggio di bilancio” da condizione limitante e prevalentemente negativa, si trasformerebbe finalmente in qualcosa di positivo.

Questa soluzione tra i tanti vantaggi, avrebbe anche quello di non produrre più ulteriore debito pubblico e, non ultimo, di creare un meccanismo “motivante” per l’intera classe dirigente del paese, che risulterebbe spinta a garantire anche il miglior benessere di tutti gli altri.

Un altro cardine basilare della nuova teoria è costruire una azione politica non più basata sulla massima ricchezza individuale raggiungibile e sul PIL, ma sulla massima qualità della vita e su indicatori come il Better Life Index dell’ OCSE.

Anche la tecnologia e in particolare la quarta rivoluzione industriale già in divenire, avrà un ruolo importante sul nostro prossimo futuro, e anche qui un governo a 5 stelle sarà chiamato, per non tradire se stesso, a prendere scelte strategiche.

Negli scenari anticipati dal Word Economic Forum, nei prossimi 10-20 anni sorgeranno delle megalopoli, agglomerati urbani dell’ordine di decine di milioni di persone, dando alle città una importanza vicino a quella di una nazione poiché la quantità di persone che le abiterà sarà tale da giustificarne la necessità. I territori si prevede che si riorganizzeranno favorendo una nuova migrazione dalla campagna alla grande città. Quindi una megalopoli connessa e con IOT diventa una Smart City che entra in un circuito di governance più ampio.

Ogni singola intelligenza contribuirebbe al bene comune, ma con un vigile che potrebbe essere una IA governativa. Ci sarebbe tantissimo da scrivere, è una visione politica completa che guarda gli scenari nazionali e mondiali sia nell’immediato che nel lungo periodo.

Il transumanesimo democratico o Tecnoumanesimo è un pensiero che spinge appunto a riflettere in questa direzione.

Il movimento 5 stelle non dovrà dimenticare inoltre, che non potrà esserci “Bene comune” finché continueranno a esistere persone dipendenti economicamente e mentalmente, perciò dovrà adoperarsi al fine di creare condizioni atte a formare cittadini autonomi economicamente e mentalmente.

L’AUTONOMIA ECONOMICA dovrebbe comprendere due tipi di beni:

1. Reddito di cittadinanza, il cui ammontare è stato quantificato in 780 euro, ma che, secondo noi, merita ulteriori studi e valutazioni.

B. Servizi minimi (casa, utenze, farmaci, cure mediche, supporto sociale), anche questi da definire.

L’AUTONOMIA MENTALE dovrebbe comprendere tre tipi di beni.

1. Istruzione di base permanente accessibile ad ogni cittadino e ad ogni età.

2. Servizi pubblici di informazione da attivare in tutti i comuni, dove i cittadini potrebbero portare proprie informazioni di qualsiasi tipo o chiedere informazioni di qualsiasi tipo.

3. Educazione all’autonomia personale: a partire dalla scuola materna, tutti i cittadini dovrebbero essere educati e incentivati a tenere in ordine la propria persona e il proprio spazio e a fare sempre più cose in autonomia.

Per concludere, Pensiamo che veramente questo nuovo orientamento culturale potrebbe avere un ruolo strategico determinante nel velocizzare la realizzazione di un mondo davvero migliore per tutti, che è poi lo scopo finale legittimo di ogni forza politica, tanto più del movimento 5 stelle.

Se pensiamo poi all’eterogeneità di provenienza sia degli attivisti che degli elettori del movimento, capiamo come senza un “collante univoco a lungo termine” questi rischino di dividersi di fronte alle inevitabili decisioni difficili che un governo a 5 stelle dovrà prendere per tenere fede alle sue stesse premesse.

Ermanno Cavallini

Pietro Muni

Maximiliano Gambardella.

la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” conosciuta anche come “CAPITALISMO A DOPPIA VALVOLA DI SICUREZZA”

VOLONTARIATO A FAVORE DI UNA CLASSE MEDIA CHE SI STA IMPOVERENDO

Anche l’ISTAT  ormai lo dichiara apertamente, la classe media si sta lentamente ma inesorabilmente impoverendo.  Anche la timida ripresa a cui stiamo assistendo, va a migliorare per quattro parti su cinque  la condizione di chi sta meglio. Il risultato è un generale impoverimento della maggioranza dei cittadini italiani che però in gran parte nascondono la testa sopra la sabbia e si rifiutano di constatare questo processo.

Noi della associazione Nuovo orientamento culturale insieme alla associazione MO.Ma5 di Marotta di Mondolfo , cerchiamo di dare una mano rifornendo di frutta e verdura che normalmente andrebbe distrutta per regole della comunità europea, circa 130 famiglie di “nuovi poveri” residenti lungo la valle del fiume cesano.

Come potete vedere dalle foto, molti beneficiari svolgono anche opera di volontariato a favore di tutti in uno spirito di collaborazione non sempre presente nella nostra realtà quotidiana.

Le due vie di studio con  proposta di nuove teorie economiche e sociali e aiuto concreto a chi è più svantaggiato , sono per noi indispensabili per una positiva dinamica che ci aiuti a concepire prima e a realizzare poi un mondo migliore per tutti.

Un ringraziamento particolare ai tanti volontari e ai consiglieri regionali del movimento 5 stelle della regione marche che hanno voluto donare parte del loro stipendio per pagare l’affitto del magazzino, senza il quale questa opera di aiuto e costituzione di una rete sociale sarebbe stata molto più difficile.

Ermanno Cavallini

RIFLETTIAMO INSIEME SUL TERRIBILE ERRORE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA.

In queste ore l’Italia si è spaccata tra chi difende l’operato del presidente della repubblica Sergio Mattarella e chi invece lo accusa di anteporre gli interessi del mercato a quelli del popolo italiano e ne chiede addirittura la messa in stato di accusa.

Al di la dei pur importanti aspetti tecnico-giuridici e costituzionali, rimane il fatto che un presidente della repubblica anche in virtù del fatto che esprime l’unità nazionale, dovrebbe  mettere sempre e comunque  al primo posto il benessere del ‘intero  popolo italiano.

L’errore che sia il presidente che piu’ in generale troppi ancora fanno, è di considerare che il bene dei mercati, e soprattutto quello della finanza speculativa internazionale, sia automaticamente anche il bene del popolo italiano.

Per il mutato contesto che si è venuto a creare,  oggi non è più possibile assumere che il bene della finanza coincida sempe con il bene del popolonel suo insieme .

Anche il concetto per cui se aumenta il PIL e l’economia va bene, anche i più svantaggiati ne trarranno un beneficio , si è dimostrato ormai da anni, non piu’corrispondente al vero.

Come emerge dalla titanica ricerca del celebre economista Thomas Piketty,  negli anni del boom antecedenti la crisi finanziaria del 2008 negli USA , l’ 1% dei cittadini si era impadronito di più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale e tuttavia, mentre il PIL cresceva , la maggior parte dei cittadini vedeva diminuire il proprio tenore di vita. Ormai molti economisti hanno potuto rilevare un simile effetto anche nella attuale piccola “ripresa” europea ed in misura minore italiana.

Stiamo vivendo tempi nuovi e nuove sono le sfide alla democrazia; se ieri il nemico principale erano i totalitarismi di destra e sinistra, oggi sicuramente lo è un nuovo tipo di totalitarismo strisciante di tipo finanziario-speculativo.

Tra l’altro le ricerche di molti economisti riportati anche nel celebre libro  “il capitalismo del xxi secolo”, dimostrano che nel tempo i redditi da capitale sono sempre aumentati  rispetto a quelli da lavoro; fino ad attestarsi oggi in un rapporto medio di 5 a 1 ,  con proiezioni che li porteranno a 7 a 1 entro il 2100.

Aggiungiamo inoltre, che oggi il 97% della moneta circolante non è mai stata stampata ma è solo “flusso di cassa” e che anche  la attuale moneta “a corso legale “ non è coperta da alcun valore di garanzia sottostante. Detto questo, capiamo che l’attuale carta moneta è accettata da tutti solo perché lo stato la accetta in pagamento delle tasse.

Questi fatti, pur noti da tempo, purtroppo sfuggono ad un “immaginario collettivo” che ancora confonde la finanza speculativa con l’economia reale fatta di beni e servizi realmente fruibili.

Perfino Papa Francesco arriva a scrivere nell’enciclica LAUDATO SI che l’attuale economia sfrutta invece che servire  l’uomo e l’ambiente.

E’ per questi motivi che il presidente della repubblica italiana  e chiunque più in generale, ha la responsabilità di  anteporre l’interesse della nazione a quello di un “risparmio” che in realtà è quantitativamente concentrato solo in poche abbienti mani.

Inserire una forma di reddito di cittadinanza darebbe un colpo mortale a questi grandi interessi, perché verrebbe meno molta della loro capacità di ricatto verso i governi e gli organi istituzionali.

Questo è il motivo per cui a mio avviso Sergio Mattarella o per calcolo o per ignoranza, ha di fatto tradito l’interesse del popolo italiano.

Nel 2010, mentre la nazione lottava per superare una profonda recessione, l’1% dei cittadini guadagnava il 93% del reddito aggiuntivo creato dalla cosiddetta”ripresa”.

Costoro continuano a godere della migliore assistenza medica , della migliore educazione e dei benefici della ricchezza; ma il loro destino è legato a quello dell’altro 99% privato di tutto questo.

Stiamo vivendo tempi nuovi e nuove erano le sfide alla democrazia, se ieri il nemico principale erano i totalitarismi di destra e sinistra, oggi sicuramente lo è un nuovo tipo di totalitarismo strisciante di tipo finanziario-speculativo.

Tra l’altro le ricerche di molti economisti riportati anche nel “capitalismo del xxi secolo” dimostrano che nel tempo i redditi da capitale stanno sempre più aumentando rispetto a quelli da lavoro, attestandosi oggi in un rapporto medio di 5 a 1 e con proiezioni che li porteranno a 7 a 1 entro il 2100.

Perfino Papa Francesco arriva a scrivere nell’enciclica LAUDATO SI che l’attuale economia sfrutta invece che servire sia l’uomo che l’ambiente.

E’ per questi motivi che il presidente della repubblica italiana avrebbe dovuto anteporre l’interesse della nazione a quello di un “risparmio” che in realtà è quantitativamente concentrato solo in poche abbienti mani.

Infatti è si vero che anche i piccoli risparmiatori sono presenti in borsa, ma fungono prevalentemente da “ostaggi” dei grandissimi interessi internazionali.

Inserire una forma di reddito di cittadinanza darebbe un colpo mortale a questi grandi interessi, perché verrebbe meno molta della loro capacità di ricatto verso i governi e gli organi istituzionali.

Questo è il motivo per cui a mio avviso Sergio Mattarella o per calcolo o per ignoranza ha di fatto tradito l’interesse del popolo italiano.

UN AIUTO CONCRETO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA.

Da circa due anni una volta ogni 15 giorni, distribuiamo frutta e verdura che altrimenti sarebbe andata distrutta alle famiglie in difficoltà economica a causa della crisi che è divenuta ormai strutturale. La merce è quella dichiarata “eccedenza di produzione” dalle organizzazioni dei produttori  che viene pagata dalla comunità europea al prezzo di ingrosso come frutta di seconda scelta. Solo da pochi anni una nuova normativa ne permette la distribuzione gratuita; prima la frutta veniva semplicemente distrutta. Ovviamente deve essere garantita in ogni caso la tracciabilità in tutti i passaggi e i quantitativi , fino a raggiungere gli utenti finali che devono essere, nel nostro caso, famiglie con un modello isee non superiore a 6000 euro.

Anche se la frutta viene fornita gratis a associazioni che siano però iscritte ad un apposito albo, questa arriva presso dei magazzini di raccolta  in quantitativi notevoli (di solito un autotreno pieno) . Tutta la catena distributiva è ad esclusivo costo dei volontari che distribuiscono circa 20000 kg di frutta nel giro di due-tre giorni passando per vari livelli e  organizzazioni di volontariato.

Per circa un anno e mezzo ho personalmente gestito la logistica di un magazzino centrale e oggi invece mi occupo del trasporto da questi al magazzino periferico dell’associazione Mo.Ma.5 di cui pure sono ispiratore e socio nella misura di circa 120-150 casse a viaggio.

Questo risponde alla filosofia della nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” che affianca l’aiuto concreto alla proposta di stimoli di riflessione culturali.  Stimoli pubblicati anche sul presente blog ,  al fine di aumentare il livello di consapevolezza dei meccanismi economici in atto, da parte del comune cittadino e soprattutto di tutti i “nuovi poveri”.

Anche questa settimana abbiamo fatto un viaggio per consegnare carote insalata e verdura che altrimenti sarebbe andata distrutta a oltre 130 famiglie di “nuovi poveri” della valle del cesano, che nonostante la millantata ripresa economica continuano ad essere in forte difficoltà.
Grazie a tutti i numerosi volontari (alcuni essi stessi in difficoltà) che hanno dato una mano per la non facile distribuzione!

Spero vivamente che il nostro esempio sarà “copiato”  al più presto possibile in ogni altra località del paese, irrobustendo così una rete sociale dei cittadini verso i cittadini oggi quantomai importante.

 

Ermanno Cavallini

RECENSIONE: “LA CASA DI CARTA”, LA MIGLIORE SERIE TV DEL’ ANNO

Dal  titolo originale  “La casa de papel”  è la serie tv fenomeno ormai globale del momento.

Ideata da Álex Pina,  La serie originale ha avuto il suo debutto nel 2017  con l’emittente televisiva spagnola Antena 3 . Ogni episodio dura circa 40-45 minuti. In Italia è per ora visibile solo su  Netflix con un doppiaggio, davvero ben realizzato a Roma presso gli studi SDI Media e curato dal direttore di doppiaggio Lucio Saccone.

La serie parte con quella che sembra una normale rapina fatta alla zecca di stato spagnola, per poi trasformarsi gradualmente in un manifesto di profonda umanità a favore della gente comune . Scorrono una varietà di personaggi altamente simbolici , che vanno dal bullo di strada al padre di famiglia senza soldi per passare al giovanissimo hacker che si innamora di una donna impulsiva molto più grande di lui,  agli ex militari balcanici e al ladro seriale, o alla artista falsaria ed ex tossicodipendente . Per  finire con la figura del “professore” la mente geniale del colpo,  una persona in fondo molto mite, dall’infanzia e l’adolescenza costretta in un letto di ospedale e ora determinato nonostante la sua indole a realizzare il sogno del padre morto ammazzato.

Davvero interessante la metamorfosi del ruolo della polizia, che da apparentemente limpida tutrice dell’ordine, si trasforma poco a poco, quasi in una forza di occupazione, uno strumento di oppressione, essa stessa inconsapevole,  al servizio  di una nuova e invisibile tirannia economica. Rivelatore a questo fine,  il dialogo nell’ultima puntata della seconda serie del “professore”  che ci mette a conoscenza di reali ed assai più massicce “iniezioni di liquidità” fatte in modo illegittimo ma assolutamente legale,  dalla   BCE  negli anni recenti. Emissioni di denaro, letteralmente  “dal nulla” che sono realmente andati a favore solo delle grandi banche e che non sono mai arrivate all’economia reale e che hanno quindi favorito solo i più ricchi.

Una oligarchia invisibile che  sempre più tiene le masse di gente comune in stato di continuo ricatto attraverso un debito generato a tavolino per poter esercitare un potere effettivo che scavalchi di fatto quello degli stessi governi, ridotti perlopiù a loro fiancheggiatori inconsapevoli.

Molto toccanti le scene sulle note della nota canzone “bella ciao”,  insegnata del nonno partigiano al “professore” e trasmessa a tutta la banda come loro inno. Un Inno che poco a poco, trasformano i rapinatori in una sorta di partigiani che stampando una grande quantità di denaro, fanno una “iniezione di liquidità” all’economia reale, allentando la stretta dell’economia speculativa sulla gente comune e quindi, alla fine, aiutando non solo se stessi ma tutta la povera gente.

Oltre che una regia e una fotografia davvero molto azzeccata, questa produzione ha il grandissimo pregio di allargare la base di consapevolezza tra la gente comune, riguardo alle “truffe legalizzate” divenute ormai nuovo strumento sistemico di tirannia e di cui i più purtroppo non sono ancora consapevoli.

La direzione della nostra associazione ha deciso di inviare all’autore una copia della nuova teoria economica e sociale del “Bene comune” (Già capitalismo a doppia valvola di sicurezza) , naturale evoluzione del pensiero tramesso dalla sua opera.

Disponibile in modo gratuito anche per i nostri lettori una copia  in pdf dello stesso libro scaricabile qui:

Libro scaricabile Gratuitamente per i nostri lettori.

Un abbraccio e un saluto alla prossima recensione

Ermanno Cavallini

 

 

 

 

 

 

EMERGENZA BULLISMO? RIFLETTIAMO INSIEME SULLE CAUSE

In questi ultimi tempi si stanno infittendo i casi di Bullismo che emergono alla ribalta, ma questi non sono che la punta di un iceberg assai più vasto che ha radici complesse e di diversa natura.

Una delle cause del bullismo è anche un modello culturale eccessivamente competitivo e in buona misura edonistico che non esalta certo il rispetto di chi al momento, viene considerato come più debole.  Spesso nell’azione educativa dei genitori e a volte anche della scuola, manca la trasmissione della “visione d’insieme” della nostra società. Una società che a causa  (o per merito) delle diverse specializzazioni e dei vari ruoli, ci vede in qualche modo tutti legati l’uno all’altro.

La produzione di beni e servizi di cui oggi possiamo godere è infatti resa possibile solo da una serie di regole che permettono di limitare una selezione naturale solo dei più forti, cosa che permette, a sua volta, di far emergere i vari e molteplici talenti anche di chi forte non è. La nostra ormai è una società globalizzata, in cui il mondo a causa o per merito della tecnologia, diventa sempre più piccolo e integrato.

Ormai il mondo è una sorta di barca su cui noi tutti stiamo, se affonda a causa di chi si comporta male, ne consegue che inevitabilmente anche noi ne saremo toccati.

Man mano che la tecnologia collega sempre a minor costo i continenti, cresce l’interdipendenza tra i cittadini del mondo. Ma il problema è che molti non sono consapevoli di questi legami e tendono a vedersi come “isole umane”, comportandosi di conseguenza in modo di creare vantaggi prevalentemente solo per sé . Anche la scarsa fiducia nel futuro gioca un ruolo negativo molto importante, in quanto in un regime di incertezza si preferisce spesso vivere il “qui ed ora” senza pensare alle conseguenze future. Tutto questo ha una particolare ricaduta sui giovani che sempre più spesso si rifugiano in un mondo virtuale – attraverso computer,  tablet e telefonini – che limita la loro esperienza del mondo reale, in realtà assai più complesso di quello dei vari social network.

In molti casi registrati, il bullismo sembra prosperare soprattutto là dove esiste un vuoto di valori e di visione a lungo termine che, come abbiamo accennato, sembra caratterizzare le ultime generazioni. I media continuano a bombardare i giovani, trasmettono una visione eccessivamente competitiva e violenta del mondo.

Partendo poi dall’economia consumistica, si arriva a proporre come prioritaria la necessità di soddisfare i bisogni (veri o meno) dell’individuo, tralasciando completamente quelli della comunità ad ogni livello. Non solo la società ma anche la scuola e ogni contesto sociale diventa qualcosa “fuori da sé”, percepito come secondario rispetto ai bisogni, spesso illusori e indotti dell’individuo.

Questo spinge molti ragazzi a sentirsi più vittime che parti integranti della società e questo causa in alcuni di loro una risposta violenta o comunque inappropriata,  sia verso le istituzioni  che soprattutto verso chi è percepito come più debole.  Una reazione che, se nell’immediato risulta compensativa ad un equilibrio psicologico interno,  in realtà a medio/lungo termine è estremamente dannosa anche per l’individuo che la esprime.

Concludendo come sintesi di questa scarsa  visione dell’interazione sociale alla base di molte forme di bullismo,  potremmo ricordare la celebre frase attribuita ad Albert Einstein in cui afferma che ‘il mondo non va male tanto perché esiste chi sbaglia, quanto perché i giusti che vedono, tacciono e non fanno niente’.

Ermanno Cavallini

OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA; RIFLETTIAMO INSIEME SUI MECCANISMI DEL CONSENSO.

Mentre sto scrivendo questo articolo, il presidente della camera Roberto Fico, sta cercando di far accordare il movimento 5 stelle e il partito democratico per dare un governo al paese.

Fa riflettere che entrambe le forze politiche, in caso di accordo, potrebbero avere forti problemi con una larga parte dei loro elettori che già fanno trasparire in vario modo il loro dissenso.

Se nessun accordo capace di concretizzare una maggioranza necessaria verrà trovato, in autunno andremo a nuove elezioni.

Ma che risultato è possibile immaginare anche dai risultati di queste eventuali nuove elezioni?

A meno che una coalizione o, meglio ancora, una singola forza politica non  raggiunga il 51%, saremo in una situazione non molto diversa da quella attuale.

Credo che a questo punto noi elettori, abbiamo tutti il dovere di riflettere in modo più approfondito sul modo e le dinamiche che utilizziamo per esprimere il nostro voto.

Il primo problema è che abbiamo una massa ancora troppo grande di cittadini che non vota. Alle ultime elezioni del 4 marzo è rimasto a casa circa il 24% degli aventi diritto. Oltre 12 milioni di elettori quindi si è sottratto , quindi, al diritto/dovere di partecipare ad un processo di “intelligenza collettiva” quantomai importante per il futuro di tutti. Un mancanza che determina inevitabilmente uno spostamento degli equilibri politici, che poi, con un effetto a catena, determina a sua volta molte scelte che influenzeranno, anche pesantemente, la qualità della vita di tutti, e quindi anche quella di chi non ha votato. Sottraendosi al voto alcuni pensano di mandare un segnale di protesta, ma in realtà portano acqua al mulino di chi tenta di manipolare la politica in un senso o nell’altro.

Subito dopo viene il problema di quella parte di cittadini (affatto trascurabile) che vota con estrema leggerezza, senza informarsi a sufficienza e senza avere quindi la necessaria “visione d’insieme”.  Una visione organica delle interazioni nella nostra società , che sola, permette di cogliere meccanismi,  spesso lontani dal comune cittadino. Interazioni complesse  che inevitabilmente finiscono, prima o poi, per condizionare la qualità della vita di tutti.  A molti sfugge infatti che la nostra realtà è divenuta ormai un   “sistema complesso”  in cui economia, politica, immaginario collettivo e molti altri fattori si intrecciano fino a produrre la quantità di beni, servizi e buone relazioni sociali disponibili.

In molti è ancora molto forte, purtroppo, l’illusione che pensare a ciò che è di “immediata convenienza personale”, non determini poi effetti negativi più a lungo termine di cui in seguito anche loro saranno vittima.

Per fare un esempio, pensiamo al voto di scambio dato per ottenere o mantenere un posto pubblico, scavalcando altri candidati più efficienti e idonei al ruolo. Nell’immediato si otterrà, come individui, il posto pubblico tanto ambito, ma a lungo termine la stessa regola applicata a tutto il comparto determinerà un calo pauroso dell’efficienza dei servizi offerti, danneggiando tutti e quindi anche se stessi.

Altro deleterio effetto di questa dinamica delle “cordate di amicizie” è che nei posti chiave, non verranno tendenzialmente inseriti i più capaci ma i più “fedeli” al boss o alla cordata di amicizie del momento.

Questo paradossalmente spesso, allontana i più intelligenti e capaci dai ruoli che gli spetterebbero, per il semplice motivo che una persona troppo intelligente e capace tende a ragionare con la testa propria e ad essere nel tempo meno fedele al potente di turno che lo ha messo in quel posto. Questo meccanismo è inoltre, parte della dinamica che favorisce la corruzione ad ogni livello, di cui poi ci si lamenta come se non dipendesse, sia pur indirettamente, dal nostro voto.

Per ultimi lascio il gruppo, non meno dannoso, dei votanti faziosi a oltranza. Quelli che votano una certa forza politica a prescindere da come opera, in virtù di un malsano senso di appartenenza, solo perché cambiare il proprio “ancoraggio psicologico” ha per loro un costo troppo alto e metterebbe in crisi il loro equilibrio psicologico interno.

Questi ultimi in alcuni casi arrivano perfino a negare l’evidenza dei fatti,e questo non sempre perché poco intelligenti o incapaci, ma perché non possono accettare che alcuni dei fondamenti su cui hanno costruito buona parte della loro visione del mondo e di se stessi, non sia effettivamente valida.

Concludendo. vorrei esortare tutti noi comuni cittadini non solo a migliorarci per poter poi esprimere un voto più consapevole, ma anche ad adoperarsi, in una sorta di “volontariato culturale”, per aiutare il nostro prossimo a fare altrettanto,  contribuendo così  a migliorare anche il nostro mondo.

Per perseguire una qualità della nostra vita di singoli che, non dimentichiamolo mai, è più frutto dell’interazione di una civiltà complessa intorno a noi, che dei meriti personali pur cospicui che come singoli potremmo avere.

Ad esempio pensiamo cosa sarebbero diventati tanti grandi talenti, anche imprenditoriali, se fossero nati in una tribù primitiva, non avrebbero certo esprimere i loro talenti !

Da questo semplice ragionamento dobbiamo comprendere che solo la complessa civiltà  intorno a noi permette ai singoli di esprimere i propri talenti  e quindi dobbiamo sempre tenere ben presente che i singoli devono almeno metà del proprio successo all’esistenza di un contesto sociale in cui possono operare.

Solo migliorando il funzionamento e l’efficienza dell’intera civiltà in cui viviamo, potremo aumentare il nostro benessere personale a lungo termine.

Forse questa è la maggiore consapevolezza che dovrebbe guidare ogni cittadino quando si occupa di politica e quindi del “Bene comune”.

Ermanno Cavallini

VOLONTARIATO E STUDIO, DUE ATTIVITÀ COMPLEMENTARI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Anche ieri come accade ogni 15 giorni,  Ermanno Cavallini come  volontario  della  associazione “Nuovo orientamento culturale”  guida un furgone che porta al magazzino dell’associazione   MO.MA.5 a Marotta di Mondolfo , oltre 100 casse di frutta e verdura che altrimenti andrebbero distrutte a causa delle regole della comunità europea sul controllo dei mercati .

Mo.MA.5 grazie ai suoi entusiasti e infaticabili volontari e volontarie, distribuisce il giorno seguente nel suo nuovo magazzino in via  Litoranea al n.317  di Marotta di Mondolfo ,  frutta,  verdura  e pane, a oltre  130 famiglie in difficoltà economica  lungo  una direttrice che segue il fiume Cesano su su, fino a Pergola, dove è in apertura un ulteriore magazzino viveri .

Il criterio seguito per le consegne è quello del modello ISEE che non deve superare i 6000 euro per famiglia.  Grande  sforzo e cura  viene posto nel garantire la tracciabilità, come richiesto dagli stessi regolamenti della comunità europea.

Ormai sono diversi anni che questa attività a sostegno della crescente fetta di cittadini italiani “impoveriti” viene svolta , eppure ci siamo resi conto che senza un parallelo e complementare lavoro di crescita culturale, questa attività pur nobile , rischia di essere solo una precaria “pezza”  alla situazione in cui moltissime famiglie pian piano stanno slittando. Ci siamo resi conto che con il solo pane  purtroppo i problemi non si risolvono.

Ecco allora che questo stesso  blog che state leggendo vuol essere un parallelo strumento  per  fornire  “stimoli di riflessione” che  aiutino a lenire il disorientamento in cui questa grande massa di ex classe media, divenuti “nuovi poveri” si trova, ma soprattutto  per  porre  i presupposti,  per costruire un mondo migliore davvero per tutti.

Non solo pane, ma anche idee nuove  e un diverso punto di vista da cui guardare il mondo per capire cosa sta realmente succedendo alla nostra società. L’importanza di Capire che dobbiamo anche cambiare le “regole del gioco”  e di conseguenza  modificare il nostro comportamento  per il futuro.

Scrivo queste righe perché sono convinto che un  cambiamento anche in un singolo uomo può portare nel tempo al cambiamento di un folto gruppo e in fine di tutta la società.

Nel frattempo oltre 400 persone in difficoltà usufruiscono di questo servizio assolutamente gratuito fatto dalla  gente per la gente, pensato perché “nessuno deve rimanere indietro” .

Non mi stancherò mai di proporre a chi fa politica ad ogni livello, di venire a “sporcarsi le mani” con le nostre attività di volontariato, in fede,  credo che acquisirebbero una maggiore “visione d’insieme” e riuscirebbero assai meglio nella loro missione.

Ermanno Cavallini

 

 

 

 

 

 

RECENSIONE : REALISMO CAPITALISTA di Mark Fisher

Un libro davvero sorprendente, in cui  Mark Fisher  mette a nudo molte dinamiche autodistruttive dell’attuale sistema capitalistico e che sfata il mito che vede come “non immaginabile” un possibile e migliore, sistema di diversa natura.

Assai lontano dall’apologia dei vecchi sistemi comunisti di stampo sovietico,  che anzi sono pesantemente criticati; questo libro evidenzia come i disturbi mentali ed i deficit di attenzione giovanili molto diffusi nelle nuove generazioni, non siano che un effetto indotto da un turbo-capitalismo senza più frontiere che di fatto costringe per una serie di meccanismi concatenati le persone verso  una vera  e propria “Isola Umana” dove si perde di vista l’aspetto sociale e sistemico della nostra intera civiltà.

Un “isola umana” in cui le persone anche inconsapevolmente si trovano rinchiuse , costrette in un orizzonte prevalentemente edonistico e teso solo alla soddisfazione di desideri personali. Desideri  che tra l’altro, corrispondono sempre meno ai bisogni realmente necessari delle persone.

Molto interessante la parte in cui l’autore trae dalla sua esperienza di insegnante nelle scuole medie superiori inglesi, la questione del deficit di attenzione che si rileva in maniera particolare  negli adolescenti e il tema della burocrazia che perdendo di vista gli scopi per cui è stata creata finisce per lavorare in gran parte solo per se stessa, spingendo operatori ed utenti in un mondo sempre più lontano dai reali bisogni delle persone.

Anche il mondo dell’azienda che riduce le persone a numeri ne esce pesantemente criticata, soprattutto nelle dinamiche sempre più diffuse dei Call Center,  che vedono operatori dalla possibilità di interazione volutamente limitata, non in grado di fornire risposte diverse da quelle delle tabelle a loro rigidamente imposte da un livello dirigenziale che mai si fa coinvolgere  dai bisogni reali dell’utente finale.

Dei Call Center che in pratica fanno lavorare l’utente tenendolo al telefono piu nell’interesse dell’azienda che dovrebbe dargli servizi che in quello di loro stessi.

In conclusione un libro assolutamente da leggere , che rafforza ulteriormente la consapevolezza di dover  ricercare i nuove soluzioni organizzative, filosofiche e politiche.

un libro e un pensiero che sembra fatto apposta per confermare la necessità di nuove teorie  economiche e sociali , come appunto quella teoria del “Bene comune” , gia  “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” che porta avanti da tempo la nostra associazione.

Ermanno Cavallini

 

 

LA NECESSITA’ DI CAMBIARE LE REGOLE PER ADATTARSI AL NUOVO CONTESTO CHE SI E’ VENUTO A CREARE

Oggi viviamo in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente;  naturalmente questo ha sia aspetti positivi che negativi, ed è indubbiamente vero che questi legami non possono essere ignorati, soprattutto quando cerchiamo di mettere in atto misure per costruire un mondo migliore e, quindi, in ogni contesto “politico” inteso nel senso più alto del termine.

Purtroppo il disorientamento oggi è tale che in molti, addirittura,  non condividono nemmeno lo stesso concetto di “mondo migliore”  verso cui tendere.

Per avere un solido punto di partenza potremmo definire il concetto come la massima disponibilità, per tutti i cittadini, di beni, servizi e buone relazioni sociali. Solo la compresenza di questi tre parametri fondamentali, infatti, costituisce la base minima indispensabile per garantire la migliore qualità della vita.

Qualità della vita che, a differenza della massima ricchezza individuale oggi normalmente perseguita,  può garantire un vivere pieno e realizzato, non solo individuale ma anche collettivo.

Ma ritorniamo alle aumentate connessioni del mondo moderno e agli incrementati effetti di interazione tra le diverse sue parti: rispetto al passato il nostro benessere individuale dipende, in percentuale, assai di più dalla collettività globale che dalle condizioni più vicine alla nostra esperienza quotidiana.

Oggi l’impoverimento della classe media, ad esempio, è indipendente dal comune di residenza e dipende in modo crescente da caratteristiche nazionali se non continentali o mondiali.

Questa presa di coscienza ci fa mettere in discussione molte “certezze ” del passato e rende necessario anche stabilre un set di regole, in parte nuove e diverse da quelle del passato.

Regole in passato molto importanti, oggi non hanno piu senso e nuovi contesti emergenti richiedono un cambio di paradigma e di regole da mettere in campo.

Uno dei tanti esempi di questo è il problema della vendita libera di armi, anche da guerra , retaggio storico e addirittura costituzionale, degli Stati Uniti d’America. Una regola che aveva senso duecento anni fa oggi costituisce un tremendo pericolo come hanno potuto sperimentare migliaia di studenti, purtroppo uccisi o feriti nelle loro scuole da folli che troppo facilmente dispongono di armi.

Tuttavia, nonostante l’evidenza, la lobby delle armi, grazie al suo indubbio potere anche economico, riesce a imporre a 300 milioni di nordamericani la propria volontà, contro innumerevoli proteste popolari in tutto il paese.

Siamo di fronte alla necessità di limitare, se non vietare, la vendita delle armi: eppure un relativamente piccolo numero di uomini di potere riesce, anche con strumenti di manipolazione di massa, a imporre il proprio volere.

Un volere agganciato a “schemi mentali di riferimento”, che vanno immediatamente in crisi quando lo studente ucciso a scuola da un pazzo armato di AK 47 è il proprio figlio. Improvvisamente diventa evidente e perfino banale ciò che prima non lo era…

Allo stesso modo dobbiamo onestamente denunciare un altro enorme problema, oggi esistente, quello della ristretta èlite di persone talmente ricche da acquisire potere manipolativo su governi e parlamenti.

Una ristretta cerchia di persone (ad oggi 8 persone gudagnano come metà della popolazione globale),  che di fatto, hanno la possibilità di viziare il processo stesso di formazione delle leggi, creandovi dentro “scappatoie” per garantirsi un potere se pur indiretto, sempre crescente e difficilmente contrastabile.

Anche un bambino capirebbe che una collettività funzionante non può permettere che dei privati prendano scelte che condizionano l’intera collettività e condizionano il raggiungimento del “bene comune”.

E’ per questo che a mio avviso è giunto il tempo di cominciare a discutere pubblicamente di un tetto oltre il quale non sia più possibile arricchirsi, di un “reddito massimo socialmente sostenibile”, sufficientemente alto da garantire un pieno benessere personale e la spinta a imprendere, ma da impedire anche che la collettività rimanga alla mercè di interessi privati, sempre più scollegati dalla realtà del cittadino comune.

Questo reddito massimo socialmente sostenibile, insieme ad un reddito minimo di cittadinanza, è previsto dalla teoria economica e sociale del “Bene Comune”, prima denominato “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”,  che prevede tra l’altro, anche di agganciare in modo dinamico il valore di questa soglia al pareggio di bilancio dello stato.

Per approfondire la teoria ecco un link utile:

 

la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” conosciuta anche come “CAPITALISMO A DOPPIA VALVOLA DI SICUREZZA”

Ermanno Cavallini

COSA SERVE PER GARANTIRE UNA GOVERNABILITÀ DEL PAESE A 5 STELLE

E’ un fatto incontrovertibile che alle recenti elezioni il movimento 5 stelle è risultato il primo partito in assoluto ad avere il consenso degli italiani.
Le aspettative di un  possibile  prossimo governo a 5 stelle sono ovviamente elevatissime, tuttavia per realizzare un mondo migliore con una visione lungimirante serve adesso avere un “collante” che tenga insieme, e anzi rafforzi nel tempo, tutti quelli che oggi hanno votato il movimento 5 stelle. 
Questo collante potrebbe essere la teoria economica e sociale del “BENE COMUNE” già   “capitalismo a doppia valvola di sicurezza” ,  che raccoglie l’eredità di Olivetti, gli spunti di Stiglitz, di Papa Francesco e di diversi altri, formulando una nuova e inedita proposta organica, per una economia al servizio dell’uomo e non viceversa.
La proposta che è in realtà molto articolata, si basa sul concetto di “forbice sociale” ( differenza tra ricchi e poveri) ad apertura variabile entro due “valvole di sicurezza” che ne evitano sia l’appiattimento che gli eccessi.
Questa “forbice sociale” secondo la teoria, non deve essere né troppo stretta (per non incorrere negli errori già sperimentati con i piani quinquennali di stalinista memoria), né troppo ampi (per evitare che le persone e i loro valori diventino esse stesse merci).
Cuore “tecnico” della proposta è un meccanismo matematico automatico che garantisce, attraverso un novo regime di tassazione delle persone fisiche (ex IRPEF) e una forma di reddito di cittadinanza, sempre e comunque  il pareggio di bilancio della legge finanziaria che è stato inserito nella costituzione.
In questo modo il “pareggio di bilancio” da condizione limitante e prevalentemente negativa, si trasformerebbe finalmente in qualcosa di positivo.

Questa soluzione tra i tanti vantaggi, avrebbe anche quello di non produrre più ulteriore debito pubblico e, non ultimo, di creare un meccanismo “motivante”

per l’intera classe dirigente del paese a garantire anche il miglior benessere  di tutti gli altri.

Un altro cardine basilare della nuova teoria è costruire una azione politica non più basata sulla massima ricchezza individuale raggiungibile e sul PIL, ma sulla massima qualità della vita e su indicatori come il  Better Life Index   dell’ OCSE.
Penso che veramente questo nuovo orientamento culturale  potrebbe avere un ruolo strategico determinante nel velocizzare la realizzazione di un mondo davvero migliore per tutti, che è poi lo scopo finale legittimo di ogni forza politica,  tanto più del  movimento 5 stelle.
Se pensiamo poi a l’eterogeneità di provenienza sia degli attivisti che degli elettori del movimento, capiamo come senza un “collante univoco a lungo termine” questi rischino di dividersi di fronte alle inevitabili decisioni difficili che un governo a 5 stelle dovrà prendere per tenere fede alle sue sue stesse premesse.
Ermanno Cavallini
 
 

IL TERRIBILE ERRORE STRATEGICO DI NON ANDARE A VOTARE

Sono gli ultimi giorni prima delle elezioni,  scrivo per invitare a riflettere tutti i molti indecisi, di quale madornale errore sia non andare a votare.

Molti raccontano, forse più a se stessi che a gli altri,  che domenica non andranno a votare come forma di protesta, perché, dicono loro, non si sentono rappresentati. Ma io mi chiedo quanto veramente  questi si sono impegnati per essere rappresentati ?  la risposta, quando è onesta, è ‘molto poco’ o forse per niente.

John Fitzgerald Kennedy  ebbe a dire   ” Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, chiedi cosa puoi fare tu per il tuo Paese.” Personalmente, credo che questa sia un buon punto di partenza per contribuire al bene comune e costruire un mondo migliore . 

Tutti sappiamo che nella vita si dà e si riceve e che non è possibile solo prendere. Il problema è che in troppi invece che CITTADINI responsabili di uno stato, in fondo si sentono CLIENTI della classe politica o comunque di una idea vaga e nebulosa di collettività, più simile ad una azienda che a una casa comune.

Tutti, in fondo al loro cuore, sanno che se non andranno a votare, il loro “non voto” andrà a favore  di alcuni partiti, che già hanno una “macchina del consenso” spesso clientelare, rodata da anni di pratica.

Quindi è FALSO che sia una forma per esprimere il proprio dissenso, o meglio lo è in via molto subordinata e soprattutto dannosa; principalmente è un tentativo di non prendersi nessuna responsabilità di quello che potrà avvenire, un po’ come fece Ponzio Pilato con Gesù Cristo.

Ma non schierarsi, non prendersi alcuna responsabilità per quello che potrà essere l’evolversi della situazione, a mio avviso, è una precisa COLPA e anche un atto di “vigliaccheria morale”, un tentativo di non esporsi,  di rimanere eterno adolescente, quando invece scegliere è un preciso dovere, se non altro morale, di ogni persona adulta.

Albert Einstein ebbe a dire “Il Mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che fanno del male, ma  a causa di coloro che guardano  senza far niente”.

Credo che avesse ragione, per cui vi prego, votate chi volete in piena libertà ma ANDATE A VOTARE! Se non lo farete sarete corresponsabili di ogni male futuro che ogni governo eletto potrà fare.

Per aiutare la riflessione vi propongo questo breve video tratto dal film “Benvenuto presidente” del 2013 :

Ermanno Cavallini