PERCHÉ È IMPORTANTE CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE RIMANGA AL GOVERNO FINO ALLA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA ANCHE PER CHI NON È SUO SIMPATIZZANTE.

Nonostante io sia un convinto sostenitore del movimento 5 stelle – e tanto più in questo particolare contesto – non ho alcuna difficoltà ad ammettere che molti 5 stelle sono ancora focalizzati su aspetti singoli e mancano di una vera visione d’insieme. Una visione coerente ed organica di un mondo migliore, senza la quale un vero viaggio, che porti ad una trasformazione strutturale della nostra società, non può procedere spedito.

Ma è altrettanto vero che nel movimento 5 stelle, sia i vertici che gli attivisti – oltre che onesti (e non è certo cosa da poco!)- sono la parte più dinamica e disposta a mettere in discussione molti vecchi ancoraggi psicologici che ci zavorrano pesantemente al passato.

Dobbiamo non solo votare e sostenere il M5S, ma soprattutto stimolare al suo interno un processo di trasformazione culturale: una trasformazione che conduca, anche, ad individuare il prossimo vero e più importante nemico nella grande finanza speculativa internazionale, che vede gruppi privati avere oggettivamente e spesso dietro le quinte, più potere di molti stati e governi, sul bene comune e alla fine sulla qualità delle nostre vite.

Fonte Rapporto Oxfam 2018

Se si ha chiaro il “vero scopo” di costruire un mondo migliore per tutti, meno competitivo e più collaborativo, senza abnormi diseguaglianze, si capisce anche, di conseguenza, su cosa mediare e su cosa no. Quale problema è causa e quale effetto delle sofferenze che gravano la vita di ognuno di noi.

Il movimento 5 stelle ha valore e deve rimanere al governo a prescindere dalle dinamiche politiche consuete, proprio perché costituisce la migliore opportunità per compiere un salto evolutivo.

Un miglioramento anche dell’immaginario collettivo, oggi spesso deviato, che influisce grandemente sul consenso e sulle scelte che oggi sono in vari modi pilotate da forze non sempre facilmente identificabili, ma non per questo meno potenti.

Migliorando ulteriormente la maturità e la consapevolezza del cittadino medio, migliorerà anche l’effettivo benessere dell’intera società.

Per riuscirci, però, oltre che rimanere al governo portando a termine tante importanti dinamiche e scongiurando il disastro di una finanziaria che potrebbe far salire l’IVA a livelli disastrosi, il Movimento 5 stelle deve anche utilizzare parte della sua capacità comunicativa non tanto, come fa Salvini, per inseguire la “pancia” del cittadino medio, quanto per aiutarlo ad auto-formarsi in un contesto di intelligenza collettiva.

In modo da consolidare una base elettorale che poi sarà determinante in occasione di riforme strutturali successive, ancora più importanti e, perciò ,ancora più critiche di quelle già iniziate.

Il movimento 5 stelle con i recenti miglioramenti della Piattaforma Rousseau ha già intrapreso questo cammino, che però è ancora troppo timido e a mio avviso va potenziato ulteriormente.

Prima si metterà in condizione il cittadino medio di partecipare ad un vero processo di intelligenza collettiva, prima lo si responsabilizzerà ulteriormente, vedendolo ritornare costruttivo verso una politica riformata e diversa da quella che oggi purtroppo conosciamo.

Per dirla in altri termini, è necessario che il movimento 5 stelle compia la scelta strategica, non di inseguire l’attuale status quo sul suo terreno, ma di portarlo su un suo nuovo e non convenzionale terreno che dobbiamo iniziare a costruirci.

Solo così si annullerà l’innegabile vantaggio di un sistema politico ormai incancrenito e allontanatosi dai suoi veri scopi.

Invito anche i lettori che non si sentono oggi appartenenti o simpatizzanti del movimento 5 stelle, a contribuire a questo processo di trasformazione e miglioramento collettivo con critiche costruttive.

Ricordo a tutti, ma soprattutto ai miei, che il movimento 5 stelle deve essere, come hanno ripetuto più volte sia Grillo che Casaleggio, “mezzo e non fine” per costruire un mondo migliore: alla fine non conterà la bandiera che ci sventola sulla testa, ma quanto saremo stati in grado di dare un contributo per realizzarlo. Questo è il “vero scopo” la cosa davvero importante che determinerà quale senso abbiano avuto le nostre vite.

Come associazione “Nuovo orientamento culturale”, cerchiamo di dare il nostro miglior contributo ad un processo di intelligenza collettiva che funzioni anche come “meme” e crei una nuova e maggiore consapevolezza diffusa della realtà come sistema complesso, ogni giorno più fittamente interconnesso.

Lo facciamo in molti modi, ma soprattutto con una innovativa teoria economica e sociale, che lungi dal ritenere perfetta, riteniamo però sia fondamentale per il prossimo salto evolutivo della società.

Un salto evolutivo e di coscienza condivisa che creerà a sua volta un muovo contesto in cui matureranno ulteriori e ancora migliori proposte.

La teoria oggi ribattezzata del “Bene comune” nasce dalla ulteriore evoluzione del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” , che crediamo sia un importante anello in un processo di crescita dell’intera società.

Consci che, come diceva Aristotele, alla fine solo un popolo divenuto migliore si meriterà ( e sarà in grado di proteggere), un governo effettivamente migliore.

Ermanno Cavallini

IL NUOVO GOVERNO CHE VERRÀ, L’IMPORTANZA DI COGLIERE UNA OPPORTUNITÀ.

Dopo le parole del ministro Matteo Salvini, si chiude una pagina importante del cammino dell’Italia e se ne apre un ‘altra densa di rischi ma anche opportunità. Certamente conteranno le scelte dei singoli politici, ma ancora di più conterà quello che chiederanno ad essi i loro elettori.

E’ vero infatti, che qualunque idea abbia un qualunque politico, questa, senza adeguato consenso popolare, non potrà essere concretamente attuata.

Certamente massicce azioni di lobby (spesso anche dietro le quinte), promosse dal grande potere economico, possono influenzare sia le azioni dei politici che il mutare dell’opinione pubblica che li supporta. Ed è per questo che il peso delle lobby economiche, almeno nelle scelte relative al bene comune, va visto con una certa diffidenza e, a mio avviso, in qualche modo limitato.

Non dobbiamo mai dimenticare, però, che in fondo la libertà – e dunque anche la responsabilità – di scelta è solo nostra, di noi comuni cittadini: siamo noi che, consapevolmente o meno, costruiamo il nostro futuro, buono o brutto che sia.

L’importanza di schierarsi e soprattutto di far sentire la propria voce presso chi abbiamo deciso di supportare, è spesso colpevolmente, sottovalutata da troppe persone.

E’ ora di assumersi l’impegno e la piena responsabilità di influire sulle pubbliche scelte, e non semplicemente rinchiudersi nella propria “isola umana” o nell’interesse illusoriamente privatistico.

Ormai la nostra qualità della vita come individui dipende in modo sempre crescente dal buono o cattivo funzionamento della società nel suo insieme.

E’ fondamentale che si partecipi tutti, fino all’ultimo dei cittadini, ad un processo di “intelligenza collettiva” che prevede anche fasi di analisi e di ripensamento di tante posizioni precostituite.

Posizioni che spesso hanno una loro validità solo in una visione ristretta, ma che viene meno, in presenza di una necessaria visione d’insieme del funzionamento della società.

Società che progredendo incessantemente, muta e assomiglia sempre di più ad un “corpo sociale”, una sorta di macro-essere semi consapevole, di cui come individui, siamo parte integrante.

Definita ora la nostra libertà/responsabilità di scelta andiamo a vedere cosa possiamo fare per meritarci un governo migliore, come diceva il celebre adagio di Aristotele.

Per prima cosa a mio avviso dobbiamo proporre e supportare un nuovo governo a guida Giuseppe Conte, che ha dimostrato doti di mediazione ed equilibrio non comuni sulla scena politica italiana da davvero moltissimi anni.

Conte inoltre è capace di catalizzare il consenso di un’area vasta quanto trasversale , sia di elettorato che di referenti internazionali, contribuendo a migliorare notevolmente l’immagine dell’Italia nel mondo.

Questo governo a mio avviso dovrebbe evitare elezioni troppo frettolose e premature sotto moltissimi aspetti.

Mi appello a questo fine ad ogni comune cittadino e non solo alla forza politica di cui sono, pur costruttivamente, critico sostenitore.

Che sia varato un governo semi-tecnico a guida Conte con chiunque ci stia, questo porterà a termine gli iter lasciati a metà e affronterà la finanziaria di autunno che è importantissima per gli sviluppi futuri non solo italiani.

Ci sarà tempo poi per una analisi più approfondita e il “corpo sociale” nel suo insieme avrà il tempo per riflettere su se stesso e decidere in modo ponderato il proprio futuro.

Indubbiamente Matteo Salvini è bravo come comunicatore e riesce a mutare le sue esternazioni inseguendo la “pancia” del suo elettorato. Non credo sia altrettanto capace come statista, né che abbia una vera visione d’insieme di un mondo migliore da realizzare. Salvini è probabilmente un buon tattico ma un pessimo stratega, continuamente tirato per la giacca da una miriade di pressioni sotto banco.

Questa impressione mi è nata non solo e non tanto da quello che dice ma dalla sua espressione mentre lo dice. Non ho potuto fare a meno infatti di scorgere un certo smarrimento nello sguardo di Salvini di fronte alle telecamere. Quasi come se dicesse a se stesso “ma siamo sicuri che non sto facendo un colossale errore? Speriamo che me la cavo…..”. Forse in effetti Salvini si sta trovando in una situazione più grande di lui, una situazione pericolosa che facilmente potrà sfuggirgli di mano mentre l’ha intrapresa credendo di poterla gestire. Speriamo almeno che i suoi elettori per primi glielo facciano capire.

Mi appello, infine – da ultimo ma non per minore importanza – a ciascun mio concittadino perché rifletta più a lungo termine sulla visione coerente di un mondo migliore che propone anche (ma non solo) l’associazione Nuovo Orientamento Culturale, di cui sono portavoce.

Potrete trovare la nostra proposta cliccando al seguente link: oppure leggendo il breve libro dal taglio volutamente divulgativo che abbiamo pubblicato dal provvisorio e controverso nome: Capitalismo a doppia valvola di sicurezza.

Con i migliori auguri di poter contribuire a costruire insieme un mondo migliore.

Ermanno Cavallini

Recensione serie televisiva Humans. 5 stelle per gestire il prossimo futuro.

Come i nostri lettori abituali già sanno, dedichiamo le nostre recensioni solo ed esclusivamente a film o serie tv dal particolare valore etico o che offrono spunti di riflessione per costruire un mondo migliore per tutti: obiettivo principale della nostra associazione no profit “Nuovo orientamento culturale” , che gestisce questo blog.

Oggi vi proponiamo la serie tv Humans, (reso graficamente HUM∀NS) , un grande successo inglese del 2015, a sua volta un rifacimento della originale serie svedese Real Humans del novembre 2011.

Niska, interpretata da Emily Berrington.
Synth programmato per essere una prostituta

Ambientata in un presente parallelo o più probabilmente nel nostro imminente futuro, la serie analizza l’universo di interrelazioni sociali e psicologiche tra noi esseri umani e la tecnologia. Una tecnologia che, evolvendo ulteriormente lo smartphone , giunge a offrirci addirittura dei robot-androidi domestici che in una certa misura imitano l’uomo.

Leo, interpretato da Colin Morgan.
È il figlio del programmatore che ha creato il codice che consente ai robot di sviluppare una propria libera volontà.

Il fatto che effettivamente nella nostra realtà esistano già notevoli studi e qualche prototipo di questa evoluzione tecnologica, unita al tema dei continui progressi dell’intelligenza artificiale e al progredire della quarta rivoluzione industriale, rende estremamente interessante questo prodotto multimediale, che può aiutarci a comprendere cosa dovremmo trovarci a gestire solo tra 10-20 anni.

La serie si articola in 3 stagioni, in cui si affrontano tematiche diverse ma collegate tra loro.

Nella prima serie si affronta soprattutto il tema di quali modifiche si generino in noi esseri umani , nell’interagire con questi androidi detti Synth, pensati soprattutto come assistenti domestici, badanti o ausilio per anziani.

Nella seconda serie si approfondisce il tema, già emerso progressivamente nella prima serie, di un manipolo di Synth modificati da uno scienziato geniale per colmare il trauma della morte del figlio e del suicidio conseguente della moglie.

Questi sei Synth, esternamente simili a milioni di altri, sono resi autocoscienti e capaci di provare sentimenti da un software di intelligenza artificiale creato dallo stesso scienziato.

In quella che al momento è l’ultima serie, si affronta il tema della interazione dell’uomo con il diverso, su scala di massa. Alla fine appare anche, solo accennato, il tema di una più vasta intelligenza artificiale nata e distribuita solo sulla rete internet e non interessata a risiedere, se non in minima parte, in un corpo fisico, tanto meno in un androide.

Tre diverse fazioni con tre diversi punti di vista da cui guardare il mondo e l’universo.

Premiata dalla critica sia per la regia che per l’alta qualità della sceneggiatura e per l’interpretazione del nutrito cast, la serie Humans ha registrato un record di ascolti sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti. In Italia è reperibile su Timvision o scaricabile in streaming su vari siti non ufficiali.

Consiglio caldamente la visione a chiunque voglia in qualche modo giungere meno impreparato di fronte ai prossimi cambiamenti tecnologici e invito a riflettere su quanto questa transizione sarebbe economicamente resa meno problematica se fosse attuata la teoria economica e sociale del BENE COMUNE, che già è stata pensata anche per questo tipo di interazioni uomo-tecnologia.

Ermanno Cavallini

FACEBOOK LANCIA LA LIBRA, LA LEGA VUOLE I MINI-BOT ED IL MOVIMENTO 5 STELLE HA ALLO STUDIO UN ULTERIORE TIPO DI MONETA COMPLEMENTARE LOCALE: scopriamo perché le grandi banche si oppongono solo agli ultimi due.

Pienamente operativa dal 2020, la “libra”- che non a caso prende il nome dall’unità di conto dell’impero romano (allora il più esteso conosciuto) – è una via di mezzo tra le cripto-valute (come i Bitcoin) e una moneta di emissione privata, non più ancorata direttamente a nessun governo.

Avrà la snellezza e la sicurezza della blockchain, ma sarà ancorata, nel suo valore, ad un paniere delle maggiori valute emesse dagli Stati, come il dollaro, l’euro e lo yen.

Oltre a Facebook, un apposito consorzio, dal nome Libra Association, riunisce anche altri 27 grandi nomi come Mastercard, Visa, Vodafone, Iliad, Booking, Uber, eBay, Spotify, PayPal, ma anche società che si occupano delle criptovalute come Coinbase, Anchorage, Xapo Holdings Ltd o Bison Trails: ciascuno di questi potrà da una parte integrare Libra nei servizi di cui già dispone e, dall’altra, svilupparne di dedicati. Tutti potranno utilizzare la nuova moneta mondiale privata, con le conseguenze che oggi molti non riescono nemmeno a prevedere.

Già questo potrebbe far capire come la portata di questo accordo sia di enorme impatto sulle nostre vite, ma ancora di più fa riflettere come mai le banche centrali tacciano, quando invece iniziative assai più limitate come i mini-bot proposti dalla lega, o la nuova moneta complementare nazionale allo studio tra i parlamentari del movimento 5 stelle, sono fin dal loro nascere ostacolate in ogni modo dal mondo della grande finanza speculativa internazionale.

La verità è che è in gioco il “dragaggio di valore” dall’economia reale a quella speculativa, che oggi garantisce, attraverso una serie di scatole cinesi, non solo la ricchezza, ma soprattutto il potere di un numero di ricchissimi sempre più concentrato.

Stiamo lentamente passando dalla democrazia ad una forma, seppure indiretta, di governo oligarchico mondiale, ma davvero pochi se ne stanno accorgendo.

Se questa nuova moneta elettronica mondiale non sarà riportata, fin dal suo nascere, sotto il controllo dei governi legittimi, in breve non solo ogni tipo di moneta complementare, ma perfino le valute ufficiali, diventeranno gradualmente obsolete rispetto a questa nuova moneta senza più confini.

Questa moneta privata globale, va nella direzione di consolidare un mondo dove pochi, sempre più ricchi e potenti, controllano masse sterminate di “nuovi poveri”, tenuti appositamente in questa condizione per essere ricattabili.

La nostra associazione propone una nuova teoria economica e sociale detta del BENE COMUNE (già “capitalismo a doppia valvola di sicurezza”) che va esattamente in una direzione opposta. Questa teoria è pensata per modellare il prossimo futuro su un mondo basato sul concetto di eguaglianza e intelligenza collettiva. Un mondo non più centrato sul profitto, ma sulla qualità della vita come valore centrale.

Temo che pochi si rendano conto di cosa sta succedendo e della portata delle dinamiche in atto, ma credo che chi è consapevole abbia il dovere morale e l’urgenza di far sentire la sua voce presso i parlamentari e i governi di ogni nazione. Il futuro dipende da noi, da ognuno di noi, sia nel bene che nel male.

Ermanno Cavallini.

I MINI-B.O.T. , CAPIAMO BENE TUTTE LE LORO IMPLICAZIONI.

il 28 maggio 2019 la Camera dei deputati ha approvato una mozione che impegna il governo a varare i cosiddetti minibot.  Questi  sono presenti  anche  nel contratto Lega-M5s  e perfino Forza Italia e altre forze politiche li hanno menzionati più volte in passato. Ma cerchiamo di capire perché questa mozione, approvata addirittura all’unanimità, ha creato a distanza di pochi giorni, improvvisi quanto clamorosi retromarcia di più soggetti politici e non.

Tutti sappiamo che ormai dai lontani anni ’70 nessuna moneta del mondo occidentale ha più un sottostante valore in beni materiali che rappresenta. Nessuna riserva di oro o di altri beni garantisce più, da molti anni, né la cartamoneta stampata, né le emissioni di moneta elettronica della BCE, quali il quantitative easingIl dollaro, come l’euro o lo yen, sono accettati fondamentalmente perché i rispettivi stati li designano moneta ufficiale e li accettano in pagamento delle tasse.

Precedentemente le monete erano “pagabili al portatore” mentre invece oggi sono a “corso forzoso” . Capito questo, si capisce bene come una espansione della massa monetaria, senza un eguale crescita dell’economia reale, fatta di beni e servizi realmente fruibili, di fatto, innesca un enorme drenaggio di valore a danno dell’economia reale e a vantaggio di quella finanziario-speculativa. Una massa enorme di moneta emessa dalle banche centrali, che finisce prevalentemente nel mondo delle grandi banche e dell’alta finanza e, solo in piccolissima misura, nell’economia reale che interessa il cittadino comune.

In questa realtà che si è venuta a creare, l’emissione, da parte dello stato italiano, di una importante quantità di MINI-BOT, con taglio “al portatore” da 5 a 500 euro senza né scadenza né rendimento, di fatto, pur non violando nessun trattato, creerebbe una sorta di moneta nazionale utilizzabile solo nel mercato interno e solo nell’economia reale. Quanto più questi MINI-BOT dovessero diffondersi, tanto più verrebbe a ridursi il drenaggio di valore verso l’economia speculativa, salvaguardando l’economia reale italiana.

Naturalmente tutti i più ricchi, che traggono profitto dalla grande finanza speculativa, non possono che tentare in tutti i modi di evitare questo tipo di misura, che vedrebbe diminuire il loro potere reale sulle altre persone. Ecco allora che iniziano già a “mettere le mani avanti” , utilizzando tutta la loro notevolissima influenza , per evitare che questa misura si faccia.

Ma chiariamo meglio cosa s’intende per “dragaggio di valore”, con un semplice esempio: mettiamo che i comuni cittadini vadano a spendere 100 euro in una struttura della grande distribuzione, controllata da un gruppo quotato in borsa, ad esempio un ipermercato. Di questi 100 euro spesi, solo 30 mediamente vengono spesi sul territorio, in stipendi o prodotti del luogo. Gli altri 70 andranno via dal territorio, in parte a grandi fornitori stranieri e in parte, attraverso le Borse dove questi colossi sono quotati, verso l’alta finanza speculativa. Se poi ci aggiungiamo che anche molti grandi fornitori sono pure S.p.A. , capiamo bene quanto denaro viene sottratto all’economia reale e finisce, attraverso la finanza speculativa, nelle tasche di pochi super-ricchi. In realtà molti altri meccanismi concorrono a sottrarre denaro all’economia reale a favore di quella speculativa, ma questo è sicuramente uno di quelli più importanti.

Naturalmente anche i MINI-BOT, qualora riuscissero a concretizzarsi, non sono che una misura provvisoria e incompleta per costruire un mondo migliore, capace anche di vincere le sfide poste dalla quarta rivoluzione industriale, ma comunque nella giusta direzione.

Una vera soluzione però, vinta questa prima battaglia, potrebbe concretizzarsi solo con un completo riassetto della tassazione, non delle proprietà ma dei redditi. Un modello come quello proposto da diverse teorie economiche e sociali tra cui quella del “BENE COMUNE” già “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”.

Ermanno Cavallini

Movimento 5 stelle, riflettiamo insieme sulla riorganizzazione in atto.

In questi giorni spesso si parla della riorganizzazione interna al movimento 5 stelle. Molti si lamentano della cattiva comunicazione tra base e vertici e dei “cerchi magici” che, a macchia di leopardo, un po’ su tutto il territorio nazionale, sono presenti. Un’ altra criticità emersa, arriva dalle lamentele di molti parlamentari del movimento che sentono mancargli la “borsa degli attrezzi” per svolgere pienamente il loro ruolo pubblico, semi imbavagliati come sono, da uno staff comunicazioni forse troppo rigido e poco elastico o comunque con tempi di reazione eccessivamente lunghi, almeno nei loro confronti. Un ulteriore problema è quello relativo all’utilizzo della capacità comunicativa verso il grande pubblico, utilizzata più per ricercare il consenso che per educare la base ad un minimo di partecipazione attiva e responsabile.

Il problema onestamente non è solo di alcune zone: io vivo a Fano, nelle marche ma sono toscano di nascita, e conosco anche i gruppi e le dinamiche a 5 stelle in toscana e, per motivi di lavoro, anche di altri territori. Un po’ dappertutto, un nucleo di persone con reali capacità organizzative e burocratiche si è accaparrato la direzione locale, a volte facendo bene, a volte meno. Questi, in effetti, vedendo il basso livello di partecipazione della base , anche per tirare avanti il carro, hanno preso, senza un ascolto della base, le decisioni che gli sembravano più giuste. Il problema è che anche questi gruppi oligarchici si sono convinti di avere una sufficiente visione strategica, quando, invece, la loro è solo una abilità tattica, buona forse solo per una lista civica locale, ma non per una forza politica distribuita sul territorio e addirittura al governo.

Non si può certo negare che questi “cerchi magici” di tipo oligarchico abbiano delle colpe, a volte anche gravi; ma va sempre ricordato che comunque hanno fatto anche delle cose buone, sia pure a livello locale. Quello che manca è un vero processo di intelligenza collettiva che spazi e integri dal livello locale a quello provinciale, poi regionale e infine nazionale. Questo si, è il vero problema! Risolto il quale, i “cerchi magici” perderebbero naturalmente di importanza. Per sintetizzare in una frase : Perché spariscano i cerchi magici è necessario che il popolo maturi e partecipi maggiormente . La nostra associazione “nuovo orientamento culturale” cerca di aiutare questo processo con diversi “stimoli di riflessione” di vario genere. Aderiamo, inoltre, ad ogni iniziativa promossa da chiunque in questa direzione.

Riguardo al problema dell’utilizzo strategico e non solo tattico della potenza comunicativa del movimento 5 stelle, auspichiamo che in futuro una parte delle energie sia impiegata a scopo educativo, per accrescere la capacità del cittadino comune di partecipare a processi di intelligenza collettiva realmente efficaci. A titolo puramente indicativo, basterebbe che solo il 15-20% del flusso dello staff comunicazioni nazionale verso i media, fosse impiegata a fini formativi del cittadino comune, mentre la restante parte , come adesso, potrebbe occuparsi di trasmettere tutte le cose che facciamo e preoccuparsi quindi di mantenere il consenso necessario a portare a temine le dinamiche iniziate.

Ermanno Cavallini

Darsi una nuova organizzazione interna, una occasione per il movimento 5 stelle.

Recentemente, nella mia veste di attivista del movimento 5 stelle, sto riflettendo sulla tematica che è emersa dopo il forte calo elettorale del 26 maggio.

Sia dai vertici che dai gruppi comunali come anche alle riunioni provinciali, a cui ho recentemente partecipato, emerge la necessità forte di darsi una nuova struttura organizzativa interna.

Il movimento 5 stelle vuole e deve darsi una struttura che coniughi efficienza organizzativa e tempi di reazione rapidi per fronteggiare situazioni sempre nuove, con la necessità di un reale processo di intelligenza collettiva.

Tutti, alle riunioni di qualunque livello, vogliono che sia migliorata la comunicazione e l’interscambio sia dai vertici fino alla base, come dalla base verso tutti i livelli superiori.

Tuttavia, nonostante una marea di interventi a cui ho assistito, sembra che nessuno abbia davvero e fino in fondo chiaro come questo si possa ottenere.

A questo punto vorrei lanciare una idea innovativa e che credo potrebbe essere risolutiva.

Perché, partendo dai parlamentari o dal capo politico del movimento, non indiciamo un pubblico bando, aperto sia alle università che a qualunque altra risorsa della società civile fino al singolo cittadino, per un progetto operativo di struttura organizzativa che supporti al meglio possibile l’intelligenza collettiva, da adottare nel movimento stesso?

Sarebbe un grande esperimento sociale e scientifico, che potrebbe sorprenderci positivamente nei risultati, oltre le nostre più rosee aspettative. Potremmo trasformare addirittura quello che oggi è un problema in un punto di forza.

Si potrebbe pubblicare un bando che, con scadenza di 30 giorni, raccolga tutte le proposte possibili.

Alla fine del mese concesso, una commissione interna al movimento 5 stelle, sceglierà le 10 migliori proposte emerse che saranno poi ovviamente messe al voto sulla piattaforma Rousseau, magari coll’innovativo sistema di voto duale che permette risultati molto superiori ai metodi di voto convenzionali.

La piattaforma Rousseau potrebbe, anzi, avere un ruolo determinante anche nel raccogliere e via via filtrare le varie proposte, prevedendo anche una fase intermedia di discussione e confronto, per permettere a tutta la base di riflettere e anche imparare da un civile confronto reciproco.

Simili mezzi sono noti all’estero come Open innovation e sono già utilizzati da anni anche in alcune grandi organizzazioni, che vanno dal mondo aziendale fino a quello della ricerca scientifica.

Un esempio di questo è la celebre piattaforma on line Innocentine che, grazie alla varietà di punti di vista presenti, ha risolto problemi che i più quotati staff specialistici non erano riusciti a districare.

La visione dei problemi “a molti occhi” in diversi casi è la chiave della soluzione dove i sistemi convenzionali hanno fallito.

Questo fenomeno passa sotto più definizioni, alcuni lo chiamano “Innovazione Aperta”, altri lo chiamano “Crowdsourcing”, ma in ogni caso è risultato molto efficace.

Gli studiosi dell’innovazione Lars Bo Jeppesen  e Karim R. Lakhani  hanno analizzato oltre 160 problemi scientifici postati su questa piattaforma, tutti grossi ostacoli per le strutture e le istituzioni proponenti; su questi sono risultate 49 le soluzioni considerate soddisfacenti. La “folla” eterogenea ha risolto circa il 30% di tutti i problemi proposti, ed è risultato che le persone con una maggiore lontananza di esperienza nel campo teorico del problema dato, avevano maggiori probabilità di risolverlo.

Direi che potrebbe essere una iniziativa assolutamente in linea con lo spirito del movimento 5 stelle che non vuole e non può essere troppo simile ad un partito convenzionale, ma trova soluzioni dove altri non le vedono.

per approfondimenti ulteriori, cliccare su questo link:

Ermanno Cavallini

MOVIMENTO 5 STELLE, RISULTATI ELETTORALI 2019; LE CORREZIONI ORA NECESSARIE

E’ innegabile che il movimento 5 stelle abbia avuto un calo elettorale che deve far riflettere.

Noi attivisti del movimento non dobbiamo ora limitarci a una sorta di “tifo” a oltranza; ma sforzarci di dare un nostro contributo costruttivo.

L’idea è di comportarci come cellule di un più vasto processo di Intelligenza collettiva.

In questa ottica, mai distruttiva e sempre costruttiva, mi permetto di dare il mio contributo anche come ex presidente dell’associazione disoccupati della provincia di Pesaro-Urbino e come operatore in ambito sociale.

In ordine di importanza uno dei primi punti che dovremmo correggere è quello relativo ai meccanismi burocratici interni all’INPS che determinano l’assegnazione o meno del reddito di cittadinanza. Attualmente moltissimi voti sono andati persi appunto per il motivo che quando un cittadino povero ma non poverissimo va a presentare domanda, viene falciato dallo sbarramento (ai più ignoto ) del DSU a 12.500 euro.

Questo in pratica, determina che non si raggiunge la massa critica di persone che trasformano ( come nei progetti originali di Beppe Grillo e Casaleggio ), la misura da un mero mezzo di contrasto alla povertà a una vera e propria manovra economica strutturale, intesa a aumentare i consumi e a far ripartire l’economia reale interna al paese.

Se infatti non otteniamo che una quantità adeguata di classe media impoverita riprenda a poter spendere, non ripartirà la domanda interna di beni e servizi, che a sua volta genera sia nuovi posti di lavoro che un ulteriore gettito fiscale. Gettito fiscale che, grazie ad un fattore di trascinamento moltiplicativo, sarebbe poi in grado di finanziare nel tempo lo stesso aumento di riceventi il reddito di cittadinanza.

Molti non sanno che attualmente il PIL del nostro paese (che peraltro non costituisce automaticamente un indicatore di benessere), beneficia di una produzione che oggi va soprattutto all’estero, ma che non si rivolge in maniera sufficiente all’interno del paese.

L’azione correttiva da fare come forza di governo è eliminare, o almeno momentaneamente raddoppiare a 23000 euro annui, lo sbarramento della DSU (somma dei redditi familiari) nella procedura, burocratica, di assegnazione del reddito di cittadinanza; la somma dei redditi familiari, infatti, è già considerata ai fini della definizione dell’Indicatore ISEE.

Questa misura, che potremmo definire di immediato “pronto soccorso”, consentirebbe non solo, di incidere davvero sulla lotta alla povertà ma contemporaneamente di innescare una ripresa economica assai più vasta e strutturale. Inoltre questo, permetterebbe anche di ridurre il disagio psicologico (quando non psichiatrico) dentro molte famiglie, generando oltre che una diminuzione delle spese sanitarie nazionali, anche un forte senso di efficacia per l’azione di governo del Movimento 5 stelle, che riporterebbe tantissimi voti dalla parte del movimento stesso.

Oltre a questa misura immediata, poi è necessario potenziare dentro le dinamiche decisionali del movimento 5 stelle, l’aspetto visionario che era ben rappresentato nelle origini da Gianroberto Casaleggio, uno dei padri senza il quale forse oggi il movimento 5 stelle nemmeno esisterebbe.

Attualmente, infatti, si è assistito ad una corsa solo in parte giusta, verso le “competenze”. Scordando che un “competente” se da un lato ha delle conoscenze utili, dall’altro è portato a vedere i problemi da punti di vista convenzionali, mentre invece molti problemi sono risolvibili in maniera brillante solo cambiando l’approccio mentale . A questo proposito celebre la frase di Albert Einstein “ per risolvere un problema serve un approccio mentale diverso da quello che lo ha creato.

A parità di intelligenza e preparazione, inoltre, ha assai più possibilità di trovare nuove soluzioni ai problemi del paese chi ha nel suo curriculum esperienze variegate. Chi ha fatto sia l’operaio, che il quadro che il dirigente e anche il libero professionista, magari operando in settori diversi tra loro, ha una maggiore possibilità di “inventare” nuove soluzioni ai problemi italiani e forse del mondo intero. E’ prova della validità di questo approccio il successo che sta avendo il celebre sito Innocentive e le molte altre iniziative simili che stanno sbocciando in tutto il mondo e persino in Cina.

Ed è esattamente questo che serve, in questo momento di riflessione, al Movimento 5 stelle, perché di persone competenti ma ‘convenzionali’, per fortuna ne abbiamo già a sufficienza.

Per finire, come collante per una azione di governo a lungo termine del movimento 5 stelle, serve una nuova teoria economica e sociale, che dopo l’innovazione del “non statuto” costituisca una sorta di “non ideale” utile a trattenere i voti di tutti quelli che inevitabilmente, resteranno delusi da alcune decisioni che il governo 5 stelle dovrà per forza di cose, prendere e che si riveleranno giuste solo a distanza di tempo. Questo “non ideale” può essere la teoria economica e sociale del “Bene Comune” già del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” di cui offriamo in maniera del tutto gratuita una copia al seguente link: http://www.nuovorientamentoculturale.it/scarica-gratis-il-nostro-libro/

Ermanno Cavallini

LETTERA APERTA A DI MAIO E A TUTTI I PARLAMENTARI A 5 STELLE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

A circa un mese dall’applicazione concreta del reddito di cittadinanza è importante, soprattutto all’interno del movimento 5 stelle, fare un bilancio, dopo aver “provato su strada” la nuova misura a contrasto della povertà.

Anche al fine di raccogliere dati in prima persona su questa misura, pur sapendo che comunque ne avrei beneficiato molto poco (adesso lavoro in una cooperativa sociale con i minori non accompagnati e percepisco circa 600 euro al mese). Ho provato a fare domanda per il reddito di cittadinanza, forte del fatto che per il 2017 (anno di riferimento Isee richiesto) avevo un valore molto basso, inferiore a 8000 euro.

Dopo aver approcciato il sito appositamente aperto per la misura (www.redditodicittadinanza.gov.it ) ho compilato diligentemente tutti i quadri dopo aver letto tutte le informazioni di supporto.

la card su cui viene erogato il reddito di cittadinanza.

Devo dire che anche se lungo e articolato il processo si è rivelato tutto sommato semplice ed anche lineare; esprimo quindi un giudizio positivo pari a 7,5 su 10 per il portale e tutta la procedura connessa all’INPS che ci sta dietro.

Compilato il primo giorno utile, non avendo ancora ad oggi (14 maggio 2019) ricevuto alcuna risposta, mi reco alla competente sede INPS per avere chiarimenti.

Dopo circa due ore e mezza di attesa, causa apertura di uno solo dei tre sportelli (la fila era mediamente di 20 persone), parlo finalmente con una impiegata, devo dire, gentile e molto competente.

L’impiegata, scavando nella mia pratica, mi spiega che sebbene non abbia immobili di proprietà, viva in affitto e il mio Isee 2019 sia sotto la soglia prevista, non ho diritto al reddito di cittadinanza.

Il motivo è che superati questi primi paletti, ce ne sono altri interni relativi al DSU (somma dei redditi del nucleo familiare), che impongono uno sbarramento a circa 12.500 euro.

Io nel 2017 ero disoccupato ma la mia compagna ha e aveva un lavoro da impiegata, per cui la nostra DSU arriva a circa 20.000 euro ampiamente oltre lo sbarramento previsto.

Testato e capito bene il meccanismo, arriva la consapevolezza che il reddito di cittadinanza nella attuale forma, coglie e per di più in modo incompleto, solo uno dei previsti tre obbiettivi della misura.

Il reddito di cittadinanza, quando è stato concepito in seno al movimento 5 stelle di qualche anno fa (anche chi scrive partecipò in una qualche misura), doveva centrare quattro simultanei obbiettivi:

1) essere una misura di contrasto alla povertà

2) aumentare la capacità di spesa di una massa critica di “nuovi poveri” sufficiente a far ripartire l’economia interna italiana

3) rendere non più conveniente il lavoro nero e quindi far emergere l’economia sommersa e come conseguenza aumentare il gettito fiscale in entrata nelle casse dello stato, che a sua volta avrebbe sostenuto a lungo temine la misura stessa.

4) tutelare la dignità e la salute delle persone soprattutto all’interno dei nuclei familiari, dove anche chi fosse senza lavoro tornasse ad avere un reddito percepito come suo personale contributo al benessere della famiglia.

Con la attuale norma purtroppo, si raggiunge solo – e solo molto parzialmente – il primo obbiettivo.

Si dà atto che rispetto al precedente REI (reddito di inclusione) con il RDC (reddito di cittadinanza ) la gamma di poverissimi assistiti è aumentata, ma questa rimane assai sotto la soglia critica necessaria per innescare la crescita dell’economia reale che invece è stata prevista nella finanziaria!

Da attivista storico del movimento 5 stelle (iscritto a Rousseau del 2012) mi auguro fortemente per il bene del paese e del movimento stesso, che si abbia il coraggio, la lungimiranza e la saggezza di eliminare o almeno modificare il prima possibile lo sbarramento DSU (reddito complessivo del nucleo familiare). L’ipotesi è di eliminare del tutto questo ulteriore sbarramento (il DSU serve già a calcolare il modello ISEE).

Se questo da un lato aumenterà i costi della misura, dall’altro innescherà un “effetto domino” che non solo farà riprendere la crescita dell’economia reale interna, ma soprattutto genererà un supplemento di gettito fiscale indispensabile a sostenere nel tempo la misura stessa!

Infine (ma non per ultimo) l’aspetto sulla salute psicologica all’interno dei nuclei familiari di quella larga fetta di classe media che si è impoverita e continua ad impoverirsi, restando esclusa anche dal reddito di cittadinanza. Nuclei familiari che rischiano di non percepire nel Paese un cambiamento sufficiente e quindi di cambiare ancora preferenze di voto, non permettendo al movimento 5 stelle di completare le riforme strutturali necessarie.

In fede credo che questo oggi sia un rischio molto serio e prego Luigi Di Maio e tutti i parlamentari del movimento 5 stelle di prendere seriamente in esame la dinamica denunciata in questa lettera aperta.

Ermanno Cavallini

Attivista 5 stelle

responsabile ass. Nuovo Orientamento Culturale

ANANDA, TRA ORIENTE E OCCIDENTE UNA POSSIBILE SINTESI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Come sanno bene i nostri lettori, la nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” è costantemente in cerca di realtà da cui si possa trarre qualche spunto per costruire un mondo realmente migliore. Lo scopo di queste missioni esplorative è anche quello di mettere in contatto tra loro realtà che, sia pur nella diversità, tendono ad un progresso umano e sociale di cui, a nostro avviso, oggi c’è un estremo bisogno.

Oggi parleremo dell’associazione ANANDA , una delle realtà storiche di questo settore che ormai vanta più di trent’anni di attività solo in Italia.

Dopo aver concordato una visita in un giorno feriale (nei festivi sono sommersi di attività dedicate ad un pubblico esterno con corsi, seminari e molte altre attività di vario genere), ci rechiamo presso la sede italiana della loro rete di comunità nel comune di Nocera Umbra, in via Montecchio, al numero 61.

La nostra delegazione in visita esplorativa.

Appena giunti, veniamo accolti da Deodan, nome assunto, al proprio ingresso nella comunità, dall’incaricato alle pubbliche relazioni (che svolge anche altri compiti).

Gentilissimo ed estremamente disponibile, si offre subito alle nostre varie curiosità sulla loro realtà.

Deodan ci illustra le varie attività di ANANDA; a sinistra Angela Marcantognini parte della nostra delegazione.

Su nostra richiesta ci racconta come, da impiegato di una grande azienda per la gestione dei condomini, compie un percorso che, per gradi, lo porta a trasferirsi in una delle numerose case vicine alla struttura ricettiva di Ananda e a trovare qui anche un nuovo lavoro.

Deodan precisa che guadagnava molto bene con il vecchio lavoro e che stava pure facendo carriera, ma non aveva tempo per sé e si sentiva immerso in una dinamica che profondamente non lo appagava.

Da sinistra: Deodan di ANANDA, Loris Asoli di Comunità Nuovo Mondo ed io di Nuovo orientamento culturale.

Racconta che, appena messo piede ad Ananda, sentì subito di essere toccato da qualcosa di più grande, qualcosa che, fino a quel momento, era mancato nella sua vita.

Deodan continua oggi a coltivare la sua passione come arbitro di calcio che aveva fin da giovanissimo e, a testimonianza della ottima integrazione di Ananda con il territorio, sta anche candidandosi in una lista civica di uno dei comuni limitrofi.

ANANDA immersa nella natura.

In quella che ormai è diventata una tavola rotonda, presento la nostra associazione e gli altri che mi hanno voluto accompagnare, tra cui Loris Asoli che a sua volta illustra la realtà della Comunità Nuovo Mondo, di cui è socio fondatore.

In breve, si realizza un fitto scambio di esperienze tra le nostre tre associazioni, arricchendoci tutti reciprocamente.

Finita questa fase veniamo invitati a pranzo nella loro struttura, che offre un’ottima cucina vegetariana. Un pasto lungo e amichevole dove facciamo la conoscenza praticamente di tutti i dirigenti di Ananda, che ci spiegano bene sia il funzionamento della struttura, che i loro vari ruoli nel contesto: chi si occupa di amministrazione, chi di raccolta fondi, altri ancora delle tre aziende agricole, dei vari corsi di Ananda yoga o delle accademie artistiche qui presenti.

Ci raccontano dell’asilo e della scuola elementare – per il momento situati in altri comuni Umbri – che seguono il loro metodo; veniamo anche presentati ai due direttori spirituali.

ANANDA-Assisi è un centro con funzioni ricettive, spirituali e culturali, intorno a cui si sviluppa una comunità residenziale diffusa nel raggio di alcuni chilometri, con appartamenti e case.

Ci riferiscono che sta partendo una ulteriore attività agricola, con oltre settantacinque ettari aggiuntivi, in cui si realizzerà, finalmente, il tanto atteso eco-villaggio, costruito secondo i migliori dettami della bioedilizia e della sostenibilità.

Visitiamo successivamente una delle tre aziende agricole, gestite dalla loro fondazione, nei cui laboratori di trasformazione ci fanno assaggiare dei biscotti di loro produzione, davvero ottimi.

Attualmente, lavorano ad Ananda circa ottanta persone, di cui sessanta residenti nelle immediate vicinanze.

Le piattaforme per le tende immerse nella natura.

Ananda-Assisi è il terminale europeo di una rete composta da altre sei comunità principali negli Stati Uniti, una in India, più una miriade di altre realtà minori in tutto il mondo.

Ananda-Assisi, costituisce il centro europeo di diffusione degli insegnamenti del loro fondatore Swami Kriyananda, a sua volta discepolo diretto di Paramhansa Yogananda, il celebre autore di Autobiografia di uno yogi .

La nostra delegazione in visita al tempio di ANANDA, sopra il quale, insieme a quella di altri Maestri, campeggia anche l’ immagine di Gesù, che è considerato uno dei loro profeti,

I membri residenti di Ananda si impegnano a portare la spiritualità in ogni aspetto della loro vita: lavoro, famiglia, rapporti interpersonali, educazione dei figli, autoguarigione, arte, musica, creatività, come risolvere i problemi e superare le crisi e molto altro.

Prima di congedarci dai nostri ospiti, abbiamo fatto dono a tutta la comunità, attraverso Deodan, del link da cui scaricare la nostra teoria economica e sociale, a nostro avviso assolutamente complementare all’attività del centro che abbiamo avuto il piacere di visitare.

È stata una piacevolissima esperienza e, quando le condizioni saranno favorevoli, pensiamo di ritornare ad Ananda per uno dei loro seminari di approfondimento.

Ermanno Cavallini

responsabile ass. Nuovo Orientamento culturale.

MOVIMENTO 5 STELLE : L’IMPORTANZA DI SALVAGUARDARE UN FUTURO A LUNGO TERMINE.


Il Movimento 5 stelle per la sua storia e per le sue caratteristiche, al di la dell’aspetto politico, costituisce un importante esperimento sociale sulla scena non solo italiana, ma data la crescente interconnessione mondiale, addirittura globale.

L’avvio iniziale dato a Milano il 4 ottobre 2009 dalla componente visionaria di Gianroberto Casaleggio, unita al genio comunicativo e alla risonanza mediatica data da Beppe Grillo, ha permesso di generare un partito politico e poi parte di un governo che oggi influenza non solo la realtà di uno stato, ma anche l’immaginario collettivo dei suoi cittadini.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio a italia5 stelle di Imola

Analizzando il meccanismo principale delle origini, troviamo che l’elemento visionario ha giocato un ruolo essenziale nel modificare attraverso l’immaginario collettivo anche gli schemi mentali di riferimento di molti cittadini. Cittadini che da riconoscersi con la destra (visione del mondo incentrata sull’individuo) o con la sinistra (visione del mondo incentrata sulla collettività) , tendono oggi a confluire verso una visione integrata e con pari importanza dei due aspetti.

Sempre analizzando la componente visionaria, possiamo notare come questa, in una dinamica a breve, abbia creato più problemi che vantaggi in una azione politica, per il motivo che non è funzionale ad ottenere consenso a breve termine.

La stessa Componente è stata però determinante per modificare i desiderata del cittadino medio a medio termine (5-10 anni) e quindi a modificare il suo voto, creando appunto i presupposti per una progressiva ascesa del movimento 5 stelle nei consensi.

Perché l’elemento visionario possa svolgere la sua funzione tuttavia, è necessario che questo sia proposto al grande pubblico con una cera continuità e da diversi punti di vista in diversi contesti, cosa che ha fatto egregiamente Beppe Grillo con la sua indiscussa capacità comunicativa.

Ricapitolando possiamo dire che sono necessari sia gli aspetti visionari che quelli che cercano consenso a breve. Questi devono essere attentamente bilanciati per garantire il successo.

Un eccesso dell’aspetto visionario porta ad un crollo dei consensi a breve, principalmente perché la parte del cittadino medio meno lungimirante, non vede la soluzione dei problemi che percepisce a breve.

Un eccesso invece di “ricerca del consenso” porta il movimento a dare risposte solo a breve, che alla lunga creeranno inevitabilmente, danni indotti a medio/lungo termine, creando nell’elettore il convincimento che il movimento 5 stelle sia un partito, in fondo, come tutti gli altri.

Per capire questo secondo aspetto, che non è sempre intuitivo, si pensi in ambito aziendale a cosa succede se un venditore si affida unicamente agli obiettivi trimestrali: per arrivare al target, farà di tutto, anche mentire o offrire sconti eccessivi. Pensiamo adesso ad un venditore che ha come Visione quella di “essere il partner di fiducia dei miei clienti per offrire loro serenità e performance”. Questo venditore si prenderà del tempo per ascoltare veramente i clienti, mandare loro informazioni e non solo offerte, consigliare loro il prodotto migliore, non quello più costoso. La differenza è enorme.

Tornando all’importanza dell’aspetto visionario che dopo la morte di Gianroberto Casaleggio si sta diluendo in maniera preoccupante sotto la “soglia di funzionamento”, ricordiamo che gli obiettivi non sono tutto e anzi, a volte sono il nostro più grande ostacolo.

Per dimostrarlo prendiamo a prestito alcune esperienze dal mondo imprenditoriale.

La Coca Cola, ad esempio, ha bandito la pubblicazione dei risultati trimestrali, poiché influenzavano troppo decisioni a breve termine che potevano danneggiare l’azienda nel lungo termine.

La Environmental Protection Agency americana ha eliminato la modalità di goal-setting che utilizzava perché le aziende si concentravano solamente sugli obiettivi a breve termine, mettendo in campo azioni che in realtà danneggiavano l’ambiente, pur rispettando i principi dettati dall’Agenzia Ambientale.

Il nostro approccio alla vita, per obiettivi se non integrato da una componente visionaria, può essere un ostacolo, figuriamoci per un movimento politico che si prefigge di cambiare , in meglio, il mondo!

Il funzionamento solo per obiettivi della nostra vita e della politica convenzionale, ci ha fatto dimenticare la capacità più straordinaria che abbiamo, quella che ci ha fatto evolvere fino ad oggi: la capacità di essere visionari.

Solo che non l’abbiamo mai usata veramente e siamo convinti che “visionari” siano persone come Steve Jobs o Richard Branson.

il fondatore di Virgin Group

In realtà, noi comunichiamo i nostri sogni, i nostri desideri, le nostre speranze, i nostri piani, prima di tutto attraverso le immagini. Le vediamo davanti a noi. Quando una mamma con il bimbo ancora nella pancia si preoccupa già se troverà lavoro un giorno, sta usando la sua personale capacità di Visione. Solo che lo sta facendo per preoccuparsi, noi invece dobbiamo utilizzarla per costruire un cambiamento strutturale della società.

La Visione ha grandi vantaggi, perché ci racconta una direzione, un risultato veramente emozionante, autentico, che sentiamo nostro; è il motore che spinge le persone ad essere sempre innovative, a dare il massimo, a crederci fino in fondo, e soprattutto nel caso della politica, permette ad un elettore di rimanere fedele ad un movimento anche quando questo, prende qualche scelta che lui non condivide!

La Visione ti permette di creare la tua stella polare senza limitazioni, un obiettivo realistico, ma ambizioso. Normalmente invece quando definiamo obiettivi, pensiamo subito a quello che “possiamo” fare: nessuno però avrebbe mai raggiunto la cima dell’Everest, o la luna, con questo ragionamento. La teoria del BENE COMUNE (Già Capitalismo a doppia valvola di sicurezza) ad esempio, Come obiettivo a breve per il Movimento 5 stelle, è impossibile, ma come Visione, è perfetta, perché dà al movimento una direzione precisa che costituisce anche un prezioso collante per la sua base elettorale.

A questo fine, sarebbe opportuno che la capacità comunicativa del movimento 5 stelle fosse usata non solo per ottenere consenso , ma in un 20% circa per diffondere una visione coerente di un mondo migliore futuro che vogliamo realizzare. In modo che questa componente possa fungere anche da aspetto “educativo” del cittadino medio, come già avvenne quando era attiva la coppia Beppe Grillo-Gianroberto Casaleggio.

Credo anche che il capo politico dovrebbe introdurre fin da subito, nei capi lista di sua scelta, accanto a figure che portano consenso e capacità tecnica almeno un 20% di figure più visionarie in modo da ricostruire in qualche modo, dentro il movimento la dinamica a cui assolveva Gianroberto Casaleggio quando era in vita.

Pubblico questo articolo non certo per danneggiare il movimento 5 stelle ma al contrario per stimolarlo a dare il meglio di se stesso, come sono convinto che possa fare.

Ermanno Cavallini

DE VITO e il movimento 5 stelle; trasformare la crisi in momento di ulteriore crescita.

Grosso è il disappunto dentro il movimento 5 stelle per il caso dell’ormai ex presidente dell’assemblea capitolina. Tuttavia è possibile e a mio avviso anche doveroso, trasformare questo momento di profondo imbarazzo in una formidabile occasione di crescita.

Tutte le persone più brillanti e creative della storia, nonostante le loro più diverse provenienze culturali e sociali, hanno però alcuni tratti in comune che è nel nostro interesse ben analizzare:

sono curiose, tenaci, visionarie, coraggiose, ottimiste, ma quello che più di tutto mi colpisce è che sembrano “immuni” all’insuccesso. Nel Movimento 5 stelle i primi due che indubbiamente corrispondono a questa descrizione sono proprio i fondatori: Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Certo, chi decide di muoversi nell’ambito dell’innovazione sceglie di lasciare i sentieri noti e di avventurarsi in territori inesplorati e questo, di per sé, inevitabilmente comporta dei rischi, ma anche, contemporaneamente, enormi margini di crescita ed evoluzione.

Questi personaggi, sono ben consapevoli che le sconfitte fanno parte del gioco e, con l’esperienza, sono diventati dei veri “maestri nell’arte del fallimento”.

Come ricorda una delle donne “fattesi da sole” più ricche del Regno Unito (Joanne K. Rowling): “È impossibile vivere senza aver fallito in qualcosa, a meno che non si viva così cautamente da non vivere per nulla, nel qual caso, il fallimento è implicito e scontato”.

Chiarito questo, come movimento 5 stelle, dobbiamo ora capire come fare tesoro di questo innegabile dolore e prendere i giusti provvedimenti, prima di tutto al nostro interno.

In oltre otto anni di attivismo nel movimento, non ho potuto non notare come accanto a persone ed atteggiamenti splendidi di grande valore, ci sia anche un “lato oscuro” che è forse il caso di analizzare e contrastare meglio.

Molti un po’ superficialmente si limitano a parlare solo degli aspetti positivi che pure rendono il movimento 5 stelle l’unico a mio avviso al momento degno di essere sostenuto. Purtroppo, se non affrontiamo anche con spirito costruttivo questi problemi, casi come quello di De Vito oggi rischiano di danneggiarci al punto tale da compromettere anche tutto il buono che nel movimento indubbiamente c’è.

Un problema a cui mettere subito mano è a mio avviso la “motivazione negativa alla poltrona” che, più o meno inconscia, porta troppi dentro il movimento, ad offrire la loro candidatura più per beneficio personale che per vero desiderio di contribuire ad un miglioramento della collettività.

In una intercettazione De Vito dice: “Marcè… dobbiamo sfruttarla ‘sta cosa… ci rimangono due anni”, diceva Mezzacapo, il 4 febbraio scorso, al numero due dell’amministrazione romana. Gli amici di una vita parlavano dell’attuale momento politico con il M5s al governo di Roma e dell’Italia e di quanto fosse importante giocarsi tutte le carte per far fortuna in “una congiunzione astrale… tipo l’allineamento della cometa di Halley”. Si legge nell’ordinanza del giudice “Entrambi appaiono consapevoli che in una logica di mercato, che è l’unica che essi comprendono e quella che dirige le loro condotte, la posizione di potere del pubblico ufficiale ha assunto in ragione della congiuntura favorevole un consistente valore che ne richiede un’adeguata gestione in un’ottica di gestione del profitto”.

Questo come cittadini deve farci profondamente riflettere. Essere ancora profondamente intrisi di una logica di mercato e non proiettati, anima e corpo, verso una visione coerente di un mondo migliore che vogliamo realizzare, inevitabilmente ci porterà alla sconfitta sia nostra che del movimento 5 stelle, qualora ne fossimo candidati o portavoce eletti.

Il provvedimento che forse va preso è di scoraggiare la candidatura soprattutto degli opportunisti, ma anche in via subalterna, di quelli che pur in buona fede, mancano di una visione d’insieme, adatta allo specifico ruolo per cui si propongono.

Si dice che un politico, così come oggi è concepito, pensi da qui alla fine del suo mandato, mentre uno statista invece da qui alle prossime tre generazioni; Forse è il caso che i canditati del movimento 5 stelle siano selezionati tra quelli che hanno la seconda attitudine più che la prima, soprattutto se si propongono a livello nazionale o europeo.

Inoltre credo che ogni buon portavoce del movimento 5 stelle, oltre a specifiche competenze già proprie, debba dimostrare una elevata capacità di auto formarsi per acquisire ogni conoscenza si rendesse necessaria durante il suo percorso al fine di poter al meglio conseguire la sua missione al servizio della collettività.

Purtroppo, nella mia esperienza pluriennale ho visto molti gruppi locali del movimento, pur contenenti valore, comportarsi più come una lista civica locale che utilizza l’ombrello pubblicitario del movimento 5 stelle che come parte integrante di un movimento a livello nazionale.

La cosa doppiamente grave è che anche tra i portavoce già eletti, accanto a figure di indubbio valore, ce ne sono alcuni che stanno li solo per scambi di favori in occulte e malintese cordate di amicizie. Ma quel che è peggio questi in genere, non hanno alcuna visione da statisti e non sono nemmeno tanto in grado di imparare dai loro errori e di auto formarsi. Credo che queste figure andrebbero nel movimento isolate dalla loro perversa filiera e in qualche modo espulse o rieducate secondo i veri valori del movimento 5 stelle.

Questi criteri sono Tanto più validi per i prossimi candidati ad ogni livello che a mio avviso, andranno selezionati anche sotto questa luce.

Ma non ci scordiamo che alla fine di tutto, dietro ogni portavoce eletto ci sono gli elettori.

Come diceva Aristotele “Ogni popolo ha il governo che si merita” ed il popolo del movimento 5 stelle ovviamente non fa eccezione. Ma quali provvedimenti prendere allora?

Con questo articolo ne voglio proporre uno tra i tanti possibili: legare, almeno attraverso piattaforma Rousseau ,che vedrà a breve un sostanzioso miglioramento, gli eletti ai loro elettori.

Questo per risolvere il problema che ad oggi chi dà il voto ad un candidato, troppo spesso lo fa con leggerezza e senza sentirsi legato a chi con il suo voto sarà eletto. Propongo che con il nuovo sistema del voto certificato su Blockchain – che sarà a breve adottato – rimanga traccia almeno verso lo staff, di quali utenti hanno espresso il voto verso chi sarà effettivamente eletto, in modo che siano organizzati periodici incontri tra eletto e suoi elettori dove sia possibile un confronto nelle due reciproche direzioni.

In caso di débâcle del portavoce poi , questo legame potrebbe essere utilizzato per un momento di discussione ed elaborazione che coinvolga prima di tutto gli elettori della persona in questione. Questo non per malinteso spirito “giustizialista”, ma per favorire un processo di continua revisione e apprendimento degli stessi elettori, che vada nella direzione di un processo di “intelligenza collettiva”, asse portante del divenire del movimento 5 stelle futuro.

Naturalmente chi propone qualcosa deve lui per primo “testare” quello che propone, per cui visto che io sono uno di quelli che ha offerto la propria candidatura alle prossime europee, mi ripropongo io per primo, in caso di elezione, di offrirmi per realizare un percorso condiviso che porti a realizzare un simile meccanismo, ovviamente con tutte le opportune tarature che si rendessero necessarie durante la sperimentazione.

Credo sinceramente che il movimento 5 stelle sia una innovazione ed una opportunità unica nel panorama politico non solo italiano, ma anche europeo e forse mondiale. Tuttavia perché sviluppi del tutto un potenziale che ritengo ancora largamente inespresso, è necessario che non “muoia ancora adolescente” e possa diventare pienamente maturo. Per questo serve assolutamente che impari dai propri errori e prenda provvedimenti innovativi, anche se indubbiamente particolarmente forti in qualche caso.

Chiedo rispettosamente a chiunque legga questo articolo e voglia il bene non solo del movimento 5 stelle ma anche solo del paese, di esprimere nei commenti un proprio sincero pensiero.

Ermanno Cavallini

REDDITO DI CITTADINANZA, AGGIORNAMENTI E IMPORTANTI CONSIDERAZIONI.


Ad oggi le domande di reddito di cittadinanza stanno affluendo secondo uno schema che ci può dire molto circa la realtà dei “nuovi poveri” in Italia, al di la dei luoghi comuni.

Su circa 122.000 domande giunte al 12 marzo, 19.055 sono state fatte online e 102.914 recandosi direttamente agli sportelli di Poste Italiane. In entrambi i casi non viene prestata assistenza alla compilazione se non quella in formato elettronico. Assistenza che invece è prestata da personale in carne ed ossa dalla rete nazionale degli sportelli CAF che hanno registrato nello stesso periodo, ben 219.000 tra domande fatte e appuntamenti richiesti per la compilazione assistita.

Quindi niente ressa che qualcuno erroneamente aveva previsto ma numeri non certo di poco conto.

la card su cui sarà erogata e anonima.

Una riflessione interessante è portata dal dato di domande per regione che vede prime praticamente a pari merito Campania e Lombardia con a seguire Sicilia, Lazio e Piemonte.

Si dimostra quindi completamente errata l’aspettativa di molti che volevano al sud la massima quantità di domande, associando forse, una dimensione prevalentemente assistenzialistica al provvedimento. Emerge chiaramente come la povertà, a volte anche tra chi lavora, ormai sia un problema nazionale e non del solo sud .

Emerge anche come chi lavori in nero eviti di fare domanda, per non correre il rischio degli accertamenti e delle pesanti sanzioni (c’è anche il penale) .

Molti non ci hanno ancora riflettuto, ma questo dato se incrociato con chi si dichiara povero (ma non fa domanda di reddito di cittadinanza) permette anche di far emergere almeno una buona fetta dell’evasione fiscale! E di chi in sostanza lavora a nero.

Questo nel prossimo futuro potrebbe portare importanti sviluppi, confermando ancora una volta che ormai il “sistema complesso realtà” in cui viviamo è fittamente interconnesso , e come si debba ragionare piu per “effetto domino” nell’azione di governo che per soli provvedimenti di limitazione o incentivo diretti.

Creo che questa sia una importante lezione non solo per la politica ma anche per una fetta di opinione pubblica che aveva considerato con superficialità e pregiudizio il reddito di cittadinanza in se.

Da aggiungere poi che l’avanzare dell’intelligenza artificiale e dell’automazione nel mondo produttivo e dei servizi, ha già iniziato a far calare le ore di lavoro umane necessarie per fornire gli stessi beni e servizi del passato . Un calo che moltissime ricerche scientifiche ci dicono aumenterà molto (forse addirittura in modo esponenziale) nel prossimo futuro; creando di fatto il problema di una fascia di “disoccupati sistemici” a cui sarà necessario trovare comunque un occupazione, per utilizzare comunque il loro contributo a favore della società anche se in forme nuove e anche inedite.

Insomma vedremo in buona parte tramontare il mito del “fannullone” e sorgere quello dello “smarrito per assenza di identità”. Molti non ci pensano infatti ma il lavoro oltre che il reddito fornisce un altro importantissimo ingrediente necessario all’equilibrio di tante persone, il loro ruolo nella società e nella vita.

Ho avuto modo di toccare con mano questo aspetto , quando sono stato per due anni presidente di una associazione di disoccupati a livello provinciale. Il servizio che aveva più successo non era quello della distribuzione alimentare gratuita, come ci aspettavamo, ma invece i gruppi di supporto psicologico gratuiti per i problemi di depressione (o peggio) che si sono cominciati a manifestare anche in chi pur perso il lavoro, non aveva immediati problemi economici.

Anche gli equilibri familiari vengono toccati da questo aspetto, spesso purtroppo,dai più sottovalutato.

Quando non si è assistito al rompersi vero e proprio delle coppie, si è diffuso un profondo disagio con implicazione a volte anche di salute mentale, nelle famiglie.

Questo è solo un esempio di quanto sia vero ormai che la nostra società sia sempre più fittamente interconnessa e quanto in definitiva, si debba provvedere al bene comune per garantire il proprio.

Un concetto per molti nuovo e verso cui provano una certa avversità a causa delle inerzie mentali di una vita. Le persone più attente e intelligenti ormai stanno capendo che dobbiamo abbandonare l’idea di “isola umana” in cui oggi ci troviamo e adottare un ancoraggio mentale che invece ci considera principalmente come parte di qualcosa di più grande.

A questo bisogno risponde la nuova teoria economica e sociale del BENE COMUNE già Capitalismo a doppia valvola di sicurezza che la nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” porta avanti ormai da anni.

Al link qui sotto una pagina esplicativa e il libro pubblicato nel 2016:

Ermanno Cavallini

Persone in difficoltà , auto realizzazione e interesse sociale .

Da alcuni anni e dopo esperienze molto diverse, ho scelto di lavorare nel settore della disabilità e del disagio sociale. In questo ruolo che ormai svolgo da diversi anni, mi rendo conto ogni giorno di più di quanto sia importante, per chi si trova a vivere qualunque forma di handicap, poter trovare una via per autorealizzarsi. Naturalmente il lavoro è la principale fonte non solo di autorealizzazione ma anche di inclusione sociale quanto mai importante in questi casi.

Spesso, però, le persone in difficoltà non riescono a svolgere da sole il lavoro che pure si è riusciti in qualche modo a trovare, e questo a causa sia degli impedimenti fisici ma anche psicologici, quando non psichiatrici della loro condizione.

Ecco allora che assume una grande importanza qualunque aiuto che non metta però a rischio l’autostima di queste persone. E’ infatti fondamentale che si consolidi un equilibrio psicologico interno che permetta di poter compiere un percorso di vita simile a quelle di una persona qualunque.

Un altro aspetto molto importante da considerare è il contributo che queste persone possono dare al resto della società e non solo, come spesso si pensa, che la società può dare a loro. Una persona con problemi psicologici, psichiatrici o con vari tipi di handicap fisici, è portatrice di punti di vista da cui guardare il “sistema complesso realtà” inconsueti e spesso di grande valore per il resto della società.

Seneca già nel I secolo d.C. scriveva che “nessun genio fu mai senza follia” e da allora anche molti casi di grandi geni hanno confermato la stessa tesi.

A titolo di esempio, è noto che Newton era prossimo alla paranoia, Goethe oscillava tra depressione e stato maniacale e Van Gogh soffriva di psicopatia. Anche se, a dire il vero, la condizione economica agiata, salvò i primi due dal manicomio che invece toccò al terzo.

Isaac Newton

Nei primi anni del Novecento , il fondatore della cosiddetta psicologia analitica C. G. Jung , dopo una fitta serie di scambi con il premio nobel per la fisica Wolfgang Pauli, che si era rivolto a lui per diversi suoi disturbi, arriva a dire che “l’associazione simbolizzante nello psicotico diventa delirio, nel genio si fa sentire all’esterno solo come una più intensa esperienza vissuta”. I due nel 1952 arrivano addirittura a pubblicare un lavoro congiunto sull’importanza della sincronicità, dell’inconscio e degli archetipi nel pensiero scientifico.

Wolfgang Pauli

Una ulteriore conferma è arrivata da molte ricerche di diverse università dopo il 2000, che hanno confermato anche una correlazione statistica tra varie forme di disagio mentale e capacità di produrre innovazione e valore sia nella tecnica che nell’arte. La rivista “Nature Neuro science” pubblica ad esempio, nel 2015, una ricerca condotta in Islanda, Svezia e Olanda, dal prof. Kari Stefansoon, che dimostra l’importante correlazione tra le anomalie nei processi cognitivi di persone affette da schizofrenia e disturbo bipolare e la maggiore probabilità che hanno questi soggetti di essere artisti o inventori. Grazie ad un enorme database raccolto , i ricercatori hanno evidenziato una correlazione tra chi ha i geni più a rischio di queste patologie e chi nella sua vita ha prodotto innovazione significativa in un qualche settore della conoscenza umana. Questo sembra spiegare come le opere migliori sono spesso dettate da sentimenti di profonda malinconia o, al contrario, da picchi improvvisi di euforia. Pare che la maggiore esposizione a queste emozioni aumenti, anche a parità di altri parametri, la creatività.

,Per capire quale meccanismo sia in effetti in atto, un team di psicologi svedesi del Karolinska Instituteha utilizzato un registro con 1,2 milioni di pazienti psichiatrici e ha scoperto che le persone che lavorano in settori creativi, tra cui ballerini, fotografi e autori, avevano l’8% in più di probabilità di vivere con disturbo bipolare. Percentuale che sale per gli scrittori al 21% e che pone per l’intero campione quasi il 50% in più di probabilità di commettere suicidio rispetto alla popolazione generale.

Una scoperta interessante è stata fatta utilizzando il test del pensiero divergente , che ha permesso di isolare i volontari più fantasiosi e capaci. Questi, pur essendo sani, hanno evidenziato un sistema dopaminergico con molte similitudini con quello rilevato negli schizofrenici. In particolare mancherebbe il ricettore d2 della dopamina in entrambi i casi.

Passando ad un altra considerazione, dobbiamo ricordare che la moderna ricerca scientifica ci presenta il nostro mondo come un “sistema complesso” dove un numero in continua crescita di interazioni in qualche modo ci lega tutti. Un sistema complesso dove come indica la teoria del caos, una variazione anche minima del sistema ( come la semplice esistenza di una di queste persone in difficoltà) può portare ad evoluzioni enormi, quanto imprevedibili in un futuro anche non lontanissimo.

Ricordo che in matematica e fisica la teoria del caos è lo studio, attraverso modelli propri della fisica matematica, dei sistemi dinamici che esibiscono una sensibilità esponenziale rispetto alle condizioni iniziali.

l’effetto farfalla previsto dalla teoria del caos

Tutto questo per ricordare anche a chi, volesse considerare queste persone svantaggiate “improduttive”, quanto invece anche loro contribuiscano , a volte anche con la loro semplice esistenza, ad una fitta rete di interazioni complesse che permette a sua volta alla nostra civiltà di evolvere . Anche – e forse soprattutto – queste persone, possono dare un contributo ai processi di “intelligenza collettiva” che il nostro mondo sempre più spesso presenta e che rappresentano la nostra principale speranza per costruire un mondo migliore.

Personalmente considero tutte le persone ed anche me stesso, come parti di qualcosa di più grande in continua evoluzione. Sono convinto che prenderci cura di queste persone in qualche modo sia come prenderci cura di noi stessi. Credo che oltre che etico sia anche utile per l’evoluzione collettiva dell’intero sistema.

E’ anche per questo motivo che, ad un certo punto della mia vita, ho voluto fare esperienza lavorativa diretta in questo settore. Un esperienza che se da un lato non mi porta certo grandi ritorni economici, mi da dall’altro grandi soddisfazione umana.

Ermanno Cavallini

LA VITA, LA MORTE E LA RESPONSABILITÀ, NON SOLO UNA QUESTIONE DI FEDE.

Tutti sanno che la fede, qualunque tipo di fede, per definizione trascende il solo aspetto razionale. Una razionalità che pure deve mantenere la sua importanza, coinvolgendo però anche aspetti psicologici e a volte anche spirituali, di cui ancora non si conoscono bene i limiti né la portata.

Se è vero che più impariamo e più ci rendiamo conto di non conoscere ancora molte cose dell’universo in cui pure viviamo, è anche vero che alcune intuizioni che ci vengono da dentro ci portano consapevolezze difficilmente spiegabili con la sola ragione o con le conoscenze che oggi abbiamo, ma ciò non di meno dimostrano prima o poi la loro validità.

Alcuni ad esempio credono che possa esistere una forma di vita anche dopo la morte, anche io sono tra questi. Ovviamente questo non è dimostrabile anche se qualche indizio in effetti esiste, ma del resto è anche vero il contrario e cioè che, ad oggi, non è scientificamente dimostrabile che non esista una qualche forma di consapevolezza, intelligenza o spirito, che possa procedere anche dopo la morte fisica di una persona o di un qualunque essere senziente.

In questo contesto voglio oggi parlarvi di alcune consapevolezze a dire il vero non solo mie, che mi vengono confermate da molti e ripetuti sogni che ho fatto e sto facendo durante la mia vita.

In uno in particolare mi vedo come un soldato che, dopo la morte, si trova con altri fantasmi a condividere un fortissimo rimpianto, un rimpianto che li lega alla terra. Questo è il rimpianto di essersi fatti ingannare da vari tipi di manipolatori che, usando ideali in sé giusti ma parziali, li hanno spinti in guerra l’uno contro l’altro e soprattutto li hanno indotti a fare milioni di vittime innocenti.

L’autore durante il suo servizio nelle forze armate nel 1983

Nel sogno, i fantasmi, sono combattenti di diverse fazioni e epoche, alcuni indossano divise tedesche altri americane, inglesi o a me sconosciute, altri invece sono in abiti civili ma in qualche modo, mi ricordano partigiani di varie provenienze.

Ci troviamo a discutere animatamente in una lingua che non so cogliere, del come e del se possiamo in qualche modo riparare al male fatto verso noi stessi e verso gli altri, e poter quindi proseguire nella luce.

Un riscatto fortemente voluto da tutti, ma sul quale,nonostante gli sforzi, non riusciamo a trovare un’ idea per realizzarlo.

Nel sogno, dopo una discussione che sembra infinita, viene infine deciso che uno di noi dovrà rinascere sulla terra per trovare un modo, un obbiettivo verso cui dirigere gli sforzi di tutti. Un impegno comune, per conquistarsi il riscatto.

Un riscatto che abbraccia tutta una collettività di spiriti che sono morti in nome di un ideale in cui onestamente credevano. Un ideale per cui erano disposti a dare la vita, ma che poi si è rivelato solo uno strumento in mano a diversi manipolatori, che rappresentano a loro volta il “lato oscuro” della stessa umanità.

Nel sogno, i fantasmi hanno coscienza che i manipolatori di cui sono stati vittime in vita, ricoprono vari livelli nella società e che spesso non sono del tutto consapevoli del loro stesso ruolo.

Un ruolo che, di fatto impedisce all’umanità di compiere il prossimo salto evolutivo, avvicinandosi di un ulteriore passo alla luce.

Nel sogno poi, per dare fine alla discussione, si svolge in fine, una estrazione a sorte con il metodo della pagliuzza più corta. Tocca proprio a me, con mio grande sconcerto, estrarla. Tutti gli altri spiriti mi fissano; sento che ripongono in me una grande aspettativa e io provo una grande paura di non essere all’altezza del compito.

Stanno per andarsene quando io li richiamo ponendo loro una condizione per accettare l’incarico.

Nel sogno, La condizione è che quando e se troverò un modo, loro debbano accorrere ad un mio richiamo, impegnandosi ad ascoltare prima e nel caso appoggiare dopo, l’azione prospettata.

Se decideranno di si, dovranno tornare a combattere, questa volta in modo non violento ma senza risparmiarsi, mettendosi in gioco fino in fondo, per ottenere insieme la possibilità di procedere oltre.

Mi fissano ancora, leggo nei loro occhi sconcerto e ritrosia, ma è come se già sapessero che in fondo anche questa era una condizione necessaria. Si guardano tra loro, nelle loro divise stracciate di varie epoche ed eserciti, poi di nuovo, tutti guardano me. Non ci sono parole ma la consapevolezza ci raggiunge tutti come una onda fortissima, in vita siamo stati a volte nemici ma qui saremo tutti uniti per uno scopo superiore, combattere perché chi è ancora vivo non compia gli stessi errori che furono anche i loro e possano guadagnarsi così la luce.

Circola un occhiata che non lascia dubbi, Il patto è stretto, l’armata fantasma è costituita, ognuno si ritira aspettando il giorno in cui tornerà a combattere in un modo che mai avrebbe pensato. Questa volta sarà per aiutare veramente a costruire un mondo migliore in terra e conquistarsi, così, di poter proseguire il cammino.

Tutti si allontanano e pian piano svaniscono, io sento come un precipitare verso qualcosa e poi mi sveglio….

Molti anni ho vissuto la mia vita chiedendomi che senso mai avesse questo sogno, qualche volta cercandovi anche simboli di chissà quale altro significato, ma tutto rimaneva relegato in un angolino ben nascosto dentro di me.

cimitero di guerra

La mia vita è scorsa, ho fatto moltissime esperienze, permettendomi anche il raro lusso di fare lavori che di volta in volta preferivo per il mio cammino e che spesso non erano quelli che economicamente mi convenivano. Mi sono sposato, separato e poi riaccompagnato, il cielo mi ha donato tre meravigliosi figli e figlie e ho speso 35 dei miei 55 anni a volare con piccoli aerei, facendo anche l’istruttore nei cieli – non solo italiani – e nelle situazioni a volte più imprevedibili, anche con aeromobili sperimentali.

devastazione di Dresda 2 guerra mondiale

Oggi penso di aver trovato forse un modo per guadagnare il riscatto mio e di tutti gli spiriti dell’armata fantasma.

In fondo al cuore tutti sappiamo che l’uomo non è in grado di sopportare il peso di tutta la complessità dell’universo in cui vive in tempo reale. Ecco allora che si crea degli “ancoraggi mentali”, delle semplificazioni della realtà valide nelle sue immediate vicinanze e che gli permettono di prendere decisioni senza esserne dilaniati e vivere la propria vita.

Il problema è che il mondo sta cambiando sotto i nostri piedi in maniera più veloce di quanto noi riusciamo ad adattare i nostri ancoraggi mentali. Il progresso tecnologico e demografico infittisce ogni giorno le interconnessioni del “sistema complesso” che è la nostra società ed il nostro pianeta.

Stiamo attraversando una crisi globale, che assomiglia moltissimo alle crisi distruttive a cui il pianeta ha assistito prima di ogni potenziale salto evolutivo. Solo che la crisi, come quella che stiamo vivendo, può sì preludere ad un salto evolutivo che vedrà un mondo migliore, ma anche evolvere in un’era buia ed oscurantista in cui la retta via sarà smarrita per secoli, o addirittura all’estinzione di intere specie come già fu per i dinosauri e non solo.

Sta a noi, ad ognuno di noi, fare le giuste scelte e le giuste azioni affinché si evolva invece di precipitare nel baratro; e, forse, in questa lotta c’è posto anche per l’armata fantasma, che potrà così guadagnarsi il suo agognato riscatto.

Dopo un lungo percorso di studi e confronti, credo di aver trovato una chiave, una proposta catalizzante che cambi le menti e apra le “isole umane” in cui le persone sono oggi, perlopiù, rinchiuse.

Questa è la teoria del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” poi rinominata dal mio gruppo di supporto, “Teoria del BENE COMUNE”. Vi prego – voi che siete arrivati a leggere sino a questo punto – di investire un po’ del vostro tempo a conoscerla, farla sedimentare un po’ nel vostro inconscio e poi onestamente valutarla, senza pregiudizi. Se ho ragione, abbiamo trovato come salvare il mondo. Per parte mia, nei miei sogni, trasmetterò questa nuova causa all’armata fantasma, esortandoli a dare il loro contributo, aspettando la loro decisione.

Se anche gli spiriti decideranno di combattere per questa causa comune ne vedremo delle belle.

Vorrei inviare, un po’ come in “Canto di Natale “ di Dickens, un fantasma a contattare nei suoi sogni notturni ogni singolo manipolatore, grande o piccolo che sia, oggi esistente. Che gli facciano provare il dolore e la disperazione che ogni spirito ha provato in punto di morte fino a quando avrà capito …

Così, i fantasmi potranno proseguire il cammino e noi potremo andare avanti evitando il baratro e costruendo invece un mondo migliore.

Naturalmente, ognuno di voi che mi sta leggendo è parte in causa e deve compiere la sua scelta, facendo la sua parte, che consiste, intanto, nello scaricare e nel leggere questo breve libro scaricabile del tutto gratuitamente in formato pdf.

Che il cielo rimetta a noi le nostre responsabilità……

Con affetto e rispetto per tutti, Ermanno Cavallini