COME CI IMPOVERISCE IL MITO DELLA RICCHEZZA INFINITA

Nel laboratorio di “intelligenza collettiva” in cui si lavora continuamente affinando la nuova teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”, anche i più critici ormai ammettono, la necessità di una qualche forma di “reddito di cittadinanza” per il futuro del nostro paese.

Questo è ancora più vero e imminente in vista dell’importante calo di posti di lavoro previsto da molti studi, proprio là dove aumenterà la produttività in seguito alla crescente automazione, (  per ogni nuovo posto creato se ne ipotizza una perdita media di 5).

 

Ma una discussione ancora più accesa e interessante si sta svolgendo intorno alla “seconda valvola di sicurezza” ovvero un limite di “reddito massimo socialmente sostenibile”.  Una misura strategica che dovrebbe impedire che ricchezze troppo grandi si trasformino da legittimo benessere per il loro portatore, a capacità manipolativa sul prossimo e, oltre certi grandi valori, anche capacità manipolatoria sul processo di formazione delle leggi e in definitiva sui governi e sull’intero “bene comune” in tutte le sue forme.

In effetti, anche un bambino capirebbe che consentire ricchezze, asservite al solo interesse privato, di valore tanto grande da condizionare il “bene comune” è una cosa assolutamente controproducente per tutti, forse addiritura, anche per i portatori di ricchezza stessi.

Ma i bambini hanno una elasticità mentale che viene a diminuire crescendo e spesso purtroppo l’età adulta ci vede assumere come fondamento del nostro equilibrio interno, assai più rigidi “ancoraggi psicologici”, che in questo contesto di cambiamenti sempre più veloci,  invece che aiutarci come in passato,  oggi possono costituire un ostacolo.

Questo tanto più in un mondo che si rivela sempre più complesso e interconnesso e dove l’effetto di decisioni prese in nome di interessi privati, condizionano spesso la vita personale di milioni di persone anche molto lontane da dove si prende quella decisione in oggetto.

D’altronde storicamente è vero che il comunismo sapeva redistribuire le ricchezze ma era pessimo nel produrle, come è vero che il capitalismo neoliberista è bravo nel produrle ma  è pessimo nel nella redistribuzione.

Oggi viviamo in un’era che vedrà, nel suo medio futuro, aumentare la produttività ma diminuire sia gli stipendi medi che i posti di lavoro disponibili e questo in uno scenario dove sarà sempre più facile produrre beni e servizi potenzialmente per tutti.

Dobbiamo inoltre fare i conti con l’esaurimento o i limiti delle risorse naturali del pianeta terra che, come sappiamo, sono messe a dura prova dal consumismo ma anche dalla crescita demografica mondiale che sta assumendo valori esponenziali.

Ricordiamo a questo fine che la popolazione mondiale è stata per millenni stabile intorno al mezzo miliardo di individui per poi crescere esponenzialmente fino agli attuali 7 miliardi e mezzo a partire dalla rivoluzione industriale avvenuta solo intorno alla metà del 1700.

Rimane quindi da mettere a punto un sistema che sappia produrre beni durevoli e meno “spreco”, ma che sappia anche redistribuirli in maniera da traghettare prima l’Italia e poi l’umanità dal desiderare la ricchezza a desiderare invece il benessere in senso molto più ampio.

Questo concetto è stato dimostrato da molti studi che hanno avuto tra i precursori il prof. Richard Easterlin che, fin dai lontani anni ’70 negli Stati Uniti, studiò quel che altri dopo di lui, hanno definito  ‘paradosso della felicità’, riscontrando che l’incremento di ‘felicità’ (benessere inteso come qualità della vita) è direttamente proporzionale all’incremento della ricchezza solo fino ad un certo valore, oltre questa soglia la qualità della vita non solo non aumenta con l’aumentare della ricchezza, ma anzi addiritura diminuisce!

Quindi dobbiamo costruire il mondo futuro che vorremmo non intorno al concetto erroneo di “ricchezza” ma  a quello di benessere .

Se puntiamo al benessere, sappiamo che questo si realizza quando si hanno congiuntamente diversi fattori, tra cui una disponibilità di mezzi sufficiente, la disponibilità di tempo per goderne e soprattutto un contesto sociale e ambientale intorno a noi che ci permetta una positiva interazione e non ultimo, di valorizzare i nostri talenti.

Questo semplice ma fondamentale concetto risulta, purtroppo, ancora ostico a molti.

Ma dobbiamo ricordarci che del nostro mondo siamo sempre più interconnessi e interdipendenti e la mancanza di consapevolezza di molte persone riguardo a questi temi, inevitabilmente condizionerà anche noi, ed è per questo che dovremmo adoperarci perche anche il nostro “vicino di casa” aumenti il suo livello di cultura e consapevolezza.

Per ora mi fermo qui, mi sembra che di “carne al fuoco” ce ne sia già molta, ora tocca a voi che mi leggete, commentare il presente articolo rafforzandolo o se credete dimostrandone l’errore.

Un grazie a tutti in ogni caso per la preziosa elaborazione condivisa

Ermanno Cavallini.                                                                

LA RESPONSABILITA’ DI ESSERE PREPARATI

Oltre alla responsabilità dei politici e di manipolatori vari davanti e dietro le quinte, esiste purtroppo anche una responsabilità di noi singoli cittadini.
La “colpa” se cosi possiamo definirla, sta nel non dedicare un tempo sufficiente all’autoformazione e alla costruzione di una necessaria visione d’insieme della realtà in cui ci troviamo a vivere.
E’ un po come se fossimo tutti passeggeri dello stesso “titanic” diretto verso l’Iceberg che però  troppi non vedono o non vogliono vedere per il dolore di doversi mettere troppo in discussione.
Questo è un lusso che semplicemente oggi, non possiamo piu permetterci.
La nuova sfida e la nuova responsabilità a cui tutti siamo chiamati è conoscere è valutare in coscienza nuove strade possibili al divenire della realà  per costruire un mondo davvero migliore.

ANCHE CHI E’ RICCO, QUANDO LUNGIMIRANTE, DESIDERA IL REDDITO DI CITTADINANZA.

Nel discorso di Mark Elliot Zuckerberg ad Harvard, Perfino il multimiliardario invita tutti, caldamente a riflettere sulla necessita di un reddito di cittadinanza.
Ma non si ferma qui!

Ribadisce la necessità di ridefinire uno scopo per tutti,  in un mondo che offrirà a causa della crescente automazione, sempre meno e più mutevoli lavori da svolgere.
Un cambiamento di paradigma culturale che vede anche come sua parte essenziale ( ma non sufficiente) , una redistribuzione più uniforme delle ricchezze disponibili.
Paradossalmente chi ha davvero una “visione d’insieme” arriva oggi a proporre soluzioni che a molti ancora inconsapevoli, sembrano inconcepibili o utopistiche come la limitazione grazie ad un nuovo sistema fiscale delle ricchezze private tanto grandi da influenzare il processo di formazione delle leggi o comunque il bene comune.

Ovviamente la nostra associazione ha mandato anche a lui una copia del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” l libro con la nuova teoria economica e sociale che potrebbe davvero cambiare il mondo.

Ermanno Cavallini

 

La nuova teoria economica diventa proposta di legge di iniziativa popolare

E’ uscita ieri 23 marzo 2017 in maniera ufficiale sul portale Rousseau la proposta di legge per riformare la tassazione sulle persone fisiche, per renderla realmente aderente allo spirito dell’articolo 53 della nostra costituzione.
La legge al di là del suo effetto più immediato è studiata per creare una serie di effetti concatenati detti di “retroazione” studiati per  modificare in meglio e in profondità la nostra società.
Ricordiamo che la nostra teoria economica e sociale non è  pregiudizialmente proposta ad una sola forza politica, ma al contrario è offerta a qualunque organizzazione  politica o meno, che  ne riconosca il valore o la ritenga anche solo meritevole di approfondimento ulteriore.
Dobbiamo però dire che al  momento solo il Movimento 5 stelle  con la pubblicazione sulla sua piattaforma ufficiale, ha  inteso proporre ai suoi sostenitori questa soluzione ai problemi che affliggono non solo il nostro paese;
Ribadiamo tuttavia che la nostra proposta rimane aperta a tutte le persone di buona volontà e che hanno a cuore il bene comune.
 
Ricordo a tutti gli amici  che iscrivendosi al portale Rousseau del movimento 5 stelle (che non equivale a prendere alcuna tessera di partito) , è possibile votare , commentare o emendare questa nuova, rivoluzionaria proposta di legge di iniziativa popolare.
In particolare invitiamo chi fosse già iscritto a questa piattaforma, di scaricare anche in forma gratuita (per chi fosse in difficoltà economica) il breve saggio relativo   “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” alla pagina relativa di questo stesso sito, e dopo opportuna riflessione esprimersi di conseguenza.
 

Come abbassare le tasse con il “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”

Grazie alle possibilità di confronto che da la rete, e sempre a caccia di interazione per attivare processi di elaborazione collettiva, mi è giunta una domanda riguardo ad una ipotetica raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che attui i principi proposti nel libro “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” .
La domanda sostanzialmente chiede come un eventuale raccoglitore di firme potrebbe rispondere ad un cittadino medio che gli chieda fino a che punto e quanto gli converrebbe una simile proposta.
Questa interessante domanda mi ha stimolato ad approfondire gli studi, arrivando perfino a fare una simulazione partendo dagli ultimi dati ufficiali pubblicati dal ministero delle finanze.
Ritengo che lo studio sia d’interesse generale per cui ho deciso di pubblicare la risposta sul sito dell’associazione.

Per prima cosa sono andato a calcolare i valori delle due “valvole di sicurezza” ( reddito di cittadinanza e reddito massimo socialmente sostenibile) in funzione delle varie forbici sociali intorno alla proposta originaria che fu già di Adriano olivetti, intorno al valore di 1:40. Questa tabella ne è il risultato assumendo come prima valvola fissa la soglia di povertà considerata dalla comunità europea di 750 euro mensili.

Questo per dare un idea dell’escursione dei redditi ammessi intorno al parametro centrale proposto dalla nuova teoria economica e sociale, quale la forbice sociale variabile ogni anno in funzione del pareggio di bilancio.
Prendendo come base dati il 2014, di cui al momento sono al meglio riuscito a reperire i dati, e considerando il numero dei contribuenti soggetti ad imposta sulle persone fisiche in Italia, ho provato a generare due tabelle indicative, di cui a sinistra si può leggere come sarebbe applicando la nostra teoria e a destra come in effetti oggi  è ( i valori sono in reddito annuo).
Da precisare che mentre la base dati dei contribuenti è reale, il calcolo del gettito fiscale assume da ambo le parti la semplificazione del calcolo al valore massimo per quella fascia di reddito, cosa che in realtà non è, perché per precisione assoluta si dovrebbe conoscere quanto ogni singolo contribuente ha pagato in dettaglio per tutti i gli oltre 40 milioni di italiani considerati, cosa purtroppo impossibile con i limitati mezzi di un foglio di calcolo casalingo.

Comunque ai nostri fini di comparazione dei due sistemi questo parametro è ininfluente perché adottato da ambo le parti, ed è solo per questo che il gettito fiscale totale ad oggi viene più grande del reale, ma le tendenze e gli effetti sul contribuente dei due sistemi rimangono inalterate.

Come esempio di lettura vi invito a verificare in tabella la condizione di un contribuente che stia nella fascia da 15.000 a 20.000 euro che  pagherebbe invece degli attuali 5.400 solo 3.796 , con uno sgravio di 1604 euro.

Tabella di confronto tra sistema attuale e sistema con forbice sociale vincolata a 1:40

Come potete vedere con questa configurazione a parità di entrate per lo stato, ci sarebbe un surplus di diversi miliardi di euro da destinare prima alla prima “valvola di sicurezza” che altri non è che una forma di reddito di cittadinanza, e per l’eccedenza alla diminuzione del debito pubblico che però per vastità di trattazione sarà trattato in un prossimo articolo.

Per il momento possiamo dire che il gettito fiscale in più sarebbe destinato ad una minore emissione di titoli dello stato con conseguenti minori interessi da pagare in futuro e quindi un minor debito pubblico con beneficio per i servizi resi ai cittadini dallo stato.

Ritornando alla nostra simulazione fiscale, se facciamo una nuova simulazione assumendo non più 1:40 ma 1:15 il valore ammissibile della forbice sociale otterremmo:

tabella di confronto tra sistema di tassazione attuale e sistema con forbice sociale vincolata a 1:15

Come si vede a fronte di una riduzione del “reddito massimo socialmente sostenibile” da 360.000 a 135.000 euro annui, la diminuzione delle tasse per la fascia sotto i 70.000 euro lordi  ( giro di boa in entrambi i casi) pur presente non crescerebbe molto per i più svantaggiati.

La formula utilizzata nella simulazione con forbice sociale di 1 a 40 è:

tasse pagate = reddito lordo diviso 96 elevato alla 1,55

mentre invece per la forbice sociale di 1 a 15 è:

tasse pagate = reddito lordo diviso 98,12 elevato alla 1,55

Questo metodo di calcolo delle tasse andrebbe a a sostituire l’attuale sistema a scaglioni rendendo possibile sapere in modo preventivo e senza alcun intermediario quanto si  andrebbe a pagare di tasse per ogni euro di reddito lordo.

Naturalmente ho calcolato anche tutte le formule per i valori di forbici sociali intermedie tra i due casi e anche in eccedenza. Casi che qui non elenco per brevità ma che eventualmente posso fornire a chiunque volesse approfondire gli studi.

Concludendo, posso rispondere alla domanda del mio interlocutore dicendo che quello che ogni cittadino risparmierebbe di tasse è indicato nelle tabelle che ho prodotto e che la convenienza di tassazione è reale  fino alla soglia di 70.000 ero annui, cifra al di sotto della quale sta circa l’ 86, 79% dei contribuenti.

Tuttavia questo esercizio di calcolo mi ha confermato una volta di più che l’aspetto ridistribuivo non è il principale “principio attivo” di questa teoria, che investe forse maggiormente l’aspetto di “retroazione sistemica” che quello meramente economico.
La differente tassazione in realtà è solo una sorta di catalizzatore, un “motorino d’avviamento” pensato per innescare una trasformazione psicologica e culturale assai ampia, che abbraccia tantissimi aspetti del “sistema complesso” in cui viviamo e di cui l’economia è solo una delle tante facce.

Tra queste forse quelle più immediatamente afferrabili sono le motivazioni  verso il bene comune principalmente della classe dirigente , che è poi quella che determina la maggior parte delle decisioni che condizionano l’andamento dell’economia. Ma anche il resto della popolazione ne è ampiamente investita: la diminuzione (ma non la scomparsa) della competizione a favore di una maggiore collaborazione, è pensata per determinare a sua volta una trasformazione dell’immaginario collettivo che dall’essere orientato verso la massima ricchezza dell’individuo possibile, come è oggi,  passerebbe al cercare di tendere, invece, alla massima qualità della vita, concetto in realtà profondamente diverso.

In definitiva, anche da questa ulteriore verifica la teoria del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” esce se possibile ancor più rafforzata e si evidenzia ancora di più l’importanza della sua diffusione, nonché ulteriore e continua elaborazione in una fondamentale ottica di “intelligenza collettiva”.

Ermanno Cavallini

Le molte vie attraverso cui giungere a nuove e più corrette consapevolezze.

La tesi dell’economista Herman Daly sostiene e rafforza la nuova teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” che partendo da considerazioni simili arriva a individuare un livello di “ricchezza massima sostenibile” da integrare nelle politiche fiscali di ogni paese.
Questo in qualche modo dimostra che se effettivamente una soluzione è valida, si può arrivare ad essa pur partendo da esperienze e studi molto lontani tra loro.

Herman Daly è oggi il più noto economista ecologico al mondo. Ex allievo di Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, è associate director dell’Istituto per l’economia ecologica (Eie) e professore emerito alla School of public affairs dell’università del Maryland. Prima di coprire quest’incarico, Daly è stato senior economist del dipartimento Ambiente della Banca Mondiale, contribuendo a sviluppare le linee guida legate allo sviluppo sostenibile. È co-fondatore e associate editor della rivista Ecological Economics, edita dall’International society for ecological economics. Partecipa a Eco2-Ecoquadro, l’Eco tank di greenreport.it, come membro emerito.

Herman Daly e i paradossi dell’economia: quando la crescita ci rende più poveri?

La ricchezza massima socialmente sostenibile, Un concetto fondamentale senza il quale non sarà possibile alcun futuro davvero migliore.

Dopo anni di studi, libri e articoli scritti e letti sul tema e confronti a volte anche estenuanti con le persone più diverse, mi sono reso conto che alla radice di tantissimi mali, tra cui le guerre, le crisi economiche e anche di un immaginario collettivo deviato, sta principalmente un solo, unico determinante fattore;
Il potere manipolatorio sul “bene comune” che una eccessiva ricchezza privata comporta.

I media nel 2016 ci hanno raccontato che gli 8 uomini più ricchi del mondo, guadagnano da soli come metà dell’intera popolazione globale di circa 3,5 miliardi di abitanti.
Solo questa informazione dovrebbe farci saltare agli occhi come la ricchezza non sia tutta uguale ne tutta ammissibile.
Esiste una ricchezza “sana” dell’individuo, che si traduce in benessere per se e per gli altri, come nel caso dei medi e piccoli imprenditori, che generano anche il reddito per i loro dipendenti.
Ma esiste anche una ricchezza “malata” molto più grande della prima, che da principalmente potere sugli altri uomini e in casi estremi anche su grandi collettività.
Dovrebbe saltare agli occhi di qualunque cittadino come sia terribilmente pericoloso che scelte che condizioneranno grandi masse di persone, possano esser prese più o meno dietro le quinte, da un numero ristretto di persone mosse principalmente dall’interesse personale.
E questo a prescindere da quanto onestamente siano state raccolte le ricchezze che permettono le azioni di lobby o nei casi peggiori la corruzione vera e propria a danno del bene comune.
Questo è quello che oggi avviene purtroppo, in un mondo in cui il potere economico di fatto prevale su quello politico in modo sempre più evidente e importante.
E’ chiaro perfino ad un bambino che in molti casi l’interesse della grande finanza internazionale non può coincide con quello dei popoli, eppure nessuno sembra voler sollevare il problema.
Come è evidente che “il mercato” a cui gli stati consegnano ormai più della metà delle tasse raccolte dei loro cittadini, sia ogni giorno sempre più governato attraverso un sistema di scatole cinesi sempre da un numero più ristretto di persone.

Dobbiamo essere onesti, In questa dinamica esiste però anche una responsabilità dei singoli cittadini che spesso preferiscono più o meno consapevolmente, una “servitù volontaria” alla responsabilità di doversi mettere in gioco e prendere in mano la vera responsabilità della propria vita.
Ha ragione chi sostiene che in fondo “ogni popolo ha la classe dirigente e il governo che si merita”.

E’ ora giunto quindi il momento di riuscire a meritarsi anche come semplici cittadini, un futuro migliore.
Come farlo? Con piccoli passi, tuttavia coerenti e tenaci di cui il primo può anche solo essere riflettere e far riflettere su questo semplice ma basilare concetto;

Non è accettabile che privati cittadini siano talmente ricchi da condizionare l’interesse della intera collettività.

Un concetto cardine della nuova teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” che stiamo proponendo come stimolo di riflessione anche ad ognuno di voi che in questo momento ci legge.

Questa teoria si può trovare su qualunque motore di ricerca o leggendo l’omonimo libro pubblicato nel 2016.

Lo store dove è possibile acquistare il libro.

Ermanno Cavallini

L’ importanza della sostenibilità ambientale e la nuova teoria economica e sociale del “capitalismo a doppia valvola di sicurezza”

Dalle molte e-mail o messaggi che mi stanno arrivando dopo la pubblicazione del libro “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” ho capito che a troppi che pur lo hanno letto, e nonostante i miei sforzi che sono evidentemente insufficienti, è sfuggita l’importanza della parte dove si affrontano le fondamentali ricadute positive sull’ambiente e la sostenibilità della civiltà umana, che una attuazione di questa proposta avrebbe per l’intero ecosistema terrestre.

A troppi è sfuggito forse che uno dei molti effetti positivi ma complessi della “seconda valvola di sicurezza” sarebbe quello, in pratica, di decapitare ogni tipo di speculazione non solo puramente finanziaria, riagganciando gradualmente il sistema da un lato all’economia reale e dall’altro ed una eco-sostenibilità oggi difficile anche solo da immaginare.
L’idea che nessun privato cittadino possa, in un tal sistema, avere un reddito superiore ad un valore di “ricchezza massima socialmente sostenibile”, se da un lato garantirebbe la piena compatibilità con quello che ora viene percepito come il “piccolo capitalismo” delle PMI agganciato all’economia reale (ricordo che la forbice sociale potrebbe fluttuare intorno ad un valore di 1:40), dall’altro metterebbe fuori legge, e nel tempo farebbe scomparire del tutto, quel capitalismo tossico fatto di grandissime ricchezze private che oggi hanno inevitabilmente più potere degli stessi Stati condizionandoli infatti assai inopportunamente se non del tutto illecitamente..
Non una gerarchia di pochi ricchissimi – vittime inconsapevoli della “sindrome di hubris” – che arrivano perfino a sentirsi “illuminati”, ma piuttosto un processo graduale di “intelligenza collettiva” potrà sottendere l’azione di governo che, a sua volta, potrà fornire soluzioni al “sistema complesso” che la nostra civiltà oggi è diventata.
Invito tutti a riflettere sulle conseguenze di un limite al reddito personale raggiungibile. Il primo effetto sarebbe che non converrebbe più adoperarsi a sfruttare il prossimo e l’ambiente come oggi.
Da questo un meccanismo di effetti a catena che portano ad un cambiamento graduale ma sostanziale e assolutamente strutturale!
Pensate ad esempio al cambiamento nella progettazione di molti beni, oggi per motivi consumistici volutamente pensati per diventare obsoleti o rompersi dopo un certo numero di anni che varia in genere da 5 a 10. Oppure a dinamiche di mercato in cui, non dovendo più massimizzare oltre una certa soglia il profitto, non converrebbe più spingere sulla produzione energetica a mezzo fossili o nucleare, ma solo sulle rinnovabili.
In realtà ci sarebbero moltissimi altri aspetti oltre a questi e sicuramente un grandissimo lavoro è ancora da fare, siamo solo al seme dell’idea, ma credo sinceramente che questa nuova teoria economica e sociale, se adeguatamente fatta conoscere al grande pubblico, al punto in cui siamo arrivati possa essere l’unica vera speranza di poter realizzare un mondo migliore per i nostri figli e le generazioni che verranno, gradualmente e pacificamente.
Ricordo che una versione aggiorna della nuova teoria è reperibile su internet anche al seguente indirizzo:

http://www.youcanprint.it/scienze-sociali/scienze-sociali-saggi/capitalismo-a-doppia-valvola-di-sicurezza-9788893329132.html

Ermanno Cavallini.

Fano 9 febbraio 2017,

il diario della seconda colonna diretta verso Accumuli 28 gennaio 2017

Bruno  “l’organizzatore dell’autocolonna dei matt” (cosi si autodefinisce) che per modestia non vuole essere integralmente nominato, mi invia questo articolo che pubblico su sua richiesta.
Questo, racconta la storia della seconda autocolonna quella diretta verso Accumuli e da lui coordinata.

Qui sotto alcune foto relative a quando le due colonne erano ancora unite.

Il 28 gennaio presso l’area di servizio Metauro ovest si dividono i due rami della spedizione di aiuti, mentre quella dove stava Ermanno va verso Pieve Torina , l’altra capitanata da Bruno continua il suo viaggio alla volta della salaria.

Questa importante arteria che attraversa tutta la zona del primo cratere,  collega  le Marche al Lazio  e tocca i comuni primari Acquasanta, Arquata, Pescara del Tronto per le Marche, Accumoli e Amatrice con tutte le loro piccole frazioni collegate.

 Ore 09.00 circa l’arrivo ad Acquasanta dove viene consegnata alla sig. Valentina della LIDAA materiale vario di supporto per animali inviati dall’ass.”Aiuto Animali Terremoto Modena” O.I.P.A. Sempre ad Acquasanta si inizia la distribuzione dei pacchi alimentari preparati con l’aiuto di amici che si sono fatti in quattro per assemblarli con le donazioni di centinaia di cittadini riminesi e raccolti dalla Paola che ha messo a disposizione la sua attività come punto di raccolta, qui è la signora Nunzia comune di Rocca Fluviona .

 

Si riparte alla volta di Trisungo dove  si giunge intorno alle 10,40 circa, qui ci sono i comuni delle Marche spazzati via dalla furia del sisma sia del 24 Agosto che le successive scosse di ottobre che poi apriranno il secondo cratere. Arquata, Pescara del Tronto e una frazione in particolare che ha una storia fiabesca Pretare il paesino delle fate o regno delle Sibille che scende a o dai Sibillini.  Qui abbiamo incontrato Maurizio di Pretare insieme al figlio giovane mentre l’altro figlio è un vigile del fuoco sempre sulla breccia. Maurizio è un allevatore di bestiame a seguire ci ha raggiunto anche Franco anche lui non è riuscito a lasciare questa terra, a loro sempre pacchi alimentari e prodotti di prima necessità, tenete presente che queste aree non hanno più servizi anche trovare sale, o semplicemente della carta igienica è impossibile senza fare almeno una trentina di km.

alle 11.30 entriamo nel Lazio il check Point con le frazioni di Terracino di Paganico e di Accumoli è ad uno slargo nei pressi del sano,  uno stabilimento di produzione di insaccati che ha resistito al terremoto e dove le autorità hanno costituito il C.O.C. (Centro Coordinamento dei Soccorsi) per la zona terremotata.  Qui avevamo diversi appuntamenti Santino di Cesaventre il cognato di Gianpiero di Paganico, Roberto di Terracino che è uno che si è fatto in quattro per aiutare i superstiti del sisma del suo paese, e ognuno di loro ritirava gli aiuti anche per quelli che non sono potuti venire perché intenti ad accudire gli animali o a sistemare le loro abitazioni provvisori, poi si sono fermate altre persone che vedendo che stavamo distribuendo aiuti hanno chiesto se potevano usufruirne anche loro, una coppia moglie e marito di Accumoli una coppia di piccoli allevatori di carne Bio he avevano bisogno di alcune tipologie di prodotti tra cui gli igienici ed ognuno aveva la sua storia di dolore da raccontarci tra lacrime e una storicità forte, anche dare conforto morale è importante in queste missioni .

Verso le 13,40 l’appuntamento era presso la sistemazione della Barbara e di Luigi e del loro piccolo figlio, loro hanno perso davvero tutto, casa e attività.

Sin dal 24 Agosto nella frazione di Scai avevano la loro abitazione e sotto il loro agriturismo con ristorante “LA Grotta” oggi si sono costruiti un rifugio in un terreno adiacente a dove era sorto il “Campo Scai Lazio” ci hanno gentilmente permesso di convocare famiglie di Scai per distribuire loro i nostri aiuti .

Tra queste il sig.Fortunato che un giorno di metà Ottobre appena chiusi i campi profughi avevamo incontrato per donargli una stufetta bioetanolo e un deumidificatore , e lui per ringraziarti ci ha regalato un pezzo della sua vita. La vita del sig, Fortunato non è stata fortunata è forse un giorno ve la racconterò.

Poi siamo tornati sulla salaria con due mezzi per fare la consegna a Ramiro che nella mattinata era ad un incontro con altri proprietari di case, a lui aggregate  per la ricostruzione. Gli abbiamo consegnato quattro pacchi alimentari e generi di prima necessità e materiale mandato da Modena che comprendeva alimenti per animali da aia

A questo punto le consegne erano terminate il materiale non consegnato sarebbe stato lasciato a Colli del Tronto al magazzino delle BSA.

A questo punto i miei compagni hanno chiesto di andare ad Amatrice così ci siamo diretti lungo la Romanella in quella direzione  per andare a San Cipriano allo Spaccio Solidale che le BSA hanno ad Amatrice.  Usciti dalla Romanella ci siamo fermati al paese di Configno erano le 15.00 il paese è stato evacuato per i gravi danni subiti ma sapevo abitato da molti gatti quindi a piedi siamo scesi al paese con diversi sacchetti di crocchette è abbiamo dato da mangiare a quei poveri animali.

Arrivati allo spaccio solidale abbiamo consegnato loro le cose che gli mancavano e poi sono state distribuite altre cose ai terremotati nelle casine intorno al centro

Non volendo rifare la Romanella in quanto con il clarence del sole sarebbe stata pericolosa per il gelo ci siamo diretti verso Collepagliuca per fare un ultima consegna alla alla famiglia di Fabio stavamo ripartendo quando abbiamo ricevuto un sonoro saluto dalla terra che ha ha tremato con la scossa delle 17.00 di 3.5 .

 Abbiamo capito che era ora di tornare a casa ci siamo diretti verso la Salaria, dove ci hanno informati che la strada più breve era interrotta , così ci siamo goduti a nostro malgrado il giro delle frazioni alte di Amatrice che con la penombra che avanzava apparivano ancora più spettrali con le loro macerie ricoperte di neve assumevano strane forme …………

Poi la A14 e Inseriamo anche le foto di Altamontagna bio che ci ha inviato per farci rendere conto di che situazione hanno vissuto fino a pochi giorni prima.

La nostra missione era terminata, felici ci sismo incamminati verso casa.

Diario di una missione di aiuto ai terremotati del centro Italia.

Oggi sabato 28 Gennaio 2017, sono stato inviato dalle associazioni no profit MO.MA.5, Nuovo orientamento culturale e Uno vale uno – rispettivamente di Marotta Fano e Pesaro – in missione di ricognizione e assistenza per appurare di quale e di quanto supporto ci sia ancora bisogno nelle molte piccole frazioni rimaste perlopiù fuori dai circuiti di aiuto delle varie istituzioni operanti nel cratere del terremoto.

Avevamo avuto informazioni fortemente contrastanti e in effetti abbiamo dovuto constatare che se la macchina dei soccorsi è tutto sommato attiva nei principali centri comunali, molto è ancora da fare nelle tante piccole frazioni che si trovano a vivere spesso situazioni drammatiche.

Tra le tante abbiamo scelto, grazie ad alcune segnalazioni di privati, la frazione di Aschio (26 abitanti) nel comune di Vischio nel sud delle Marche.

Alle 06.40 Silvano e Luisa provenienti da Modena, mi hanno raccolto al casello autostradale di Fano con la loro jeep carrellata, carica di rifornimenti provenienti dalle loro zone.

Erano stati  mercoledi scorso  a portare due containers per permettere alla ferramenta della signora Gabriella di poter almeno sommariamente operare. Il suo negozio infatti è stato dichiarato “non agibile”, come la maggioranza degli immobili del comune di Pieve Torina che solo ad una analisi superficiale sembrano intatti; in realtà -ci hanno poi spiegato- molti crolli e lesioni sono interne e determinano spesso addirittura la necessità di demolire per poi eventualmente ricostruire ex novo gli immobili.

Alle 7.00 ci siamo riuniti in un’area di servizio con il resto dell’autocolonna composta da una decina tra furgoni e fuoristrada e da un grosso camion quest’ultimo carico di balle di fieno per il bestiame.

Mi ha molto colpito il fatto che tranne il mio caso, non era presente alcuna associazione e ogni volontario era lì a titolo rigorosamente privato di semplice cittadino.

Un approccio spontaneo e vagamente anarchico che devo ammettere ha trasmesso in tutti noi un entusiasmo e un senso di valore oggi difficilmente sperimentabile nella vita quotidiana, i volontari provenivano da Modena, Rimini, S.Marino Pesaro e Fano.

Dopo aver trasferito le varie merci per formare un mix adatto a due differenti colonne destinate a due differenti zone, siamo partiti alla volta di Aschio.

Con 2 jeep 1 furgone e a chiusura il grosso camion siamo giunti alle 09.30 circa presso il punto d’incontro stabilito presso la “Locanda del re” lungo la strada principale. Lì abbiamo incontrato Roberta, la figlia di un allevatore della zona, che su nostra richiesta ha dato appuntamento ai residenti della sua frazione nella struttura che ha fatto da centro di smistamento.

Per prima cosa abbiamo scaricato il fieno in modo di lasciare libero il camion di rientrare immediatamente.

Mi sono subito reso conto che per poter garantire sia la trasparenza che l’equità della distribuzione senza sprechi è necessario che le persone bisognose della zona si riuniscano in associazione, in modo da fungere da referenti dei nostri aiuti e si facciano carico sia di richiederci cosa realmente necessiti, sia della distribuzione nelle molte, distanti piccole frazioni della zona.

Infatti, le associazioni che provvedono a fornire aiuti necessitano di poter garantire la “tracciabilità” di quanto inviano, anche a mezzo di adeguati documenti di trasporto e di essere in grado di determinare, nell’eventualità di qualunque controllo, sia cosa esattamente è andato e a chi, sia che ogni persona aiutata si trovi in reale stato di bisogno, senza sovrapposizioni o sprechi.

Roberta ci ha quindi accompagnato con parte del materiale alla frazione di Aschio, dove abbiamo potuto constatare la pressoché totale inagibilità di ogni immobile e il crollo anche di diverse stalle che ha causato la morte di diversi animali.

Abbiamo potuto vedere le mucche costrette a rimanere all’aperto con il rischio di ulteriori decessi e di dover forse chiudere l’allevamento.

Dopo aver parlato con i pochi abitanti rimasti, alloggiati ancora nelle casette di legno montate in seguito al terremoto del 1997, siamo tornati nel largo piazzale del ristorante, a valle, dove abbiamo parlato anche con diversi esercenti della zona riunitisi per l’occasione.

Tutti ci hanno trasmesso il timore di dover ridimensionare se non addirittura chiudere del tutto i loro esercizi a causa del trasferimento sulla costa di 1300 dei 1500 abitanti del comune che, visto lo stato delle case, difficilmente potranno tutti tornare in un prossimo futuro nei comuni originari.

Loro valutazioni stimano in circa il 50% le persone che potrebbero rientrare, comunque non prima della bella stagione.

Abbiamo concluso la distribuzione agli ultimi ritardatari e dopo aver pranzato, siamo tornati alle rispettive basi di partenza distribuite tra Marotta, Fano, Pesaro, S.Marino e Modena.

Qui di seguito il dettaglio dei generi distribuiti in questa giornata:

Mele 5 casse

Arance 1 cassa

Susine 12 casse

Pere 2 casse

Kiwi 6 casse

medicinali di prima necessità 1 scatolone

pane fresco 12 Kg

piedine 1 scatolone

pasta per uso umano 3 scatoloni

pacchi alimentari preconfezionati 9

carne fresca  1 contenitore termico

calzature per neve 3 paia

Scatoloni indumenti invernali assortiti 10 scatoloni.

piumoni per letto matrimoniale  3 pezzi

Pale da neve 4

Balle fieno 60 quintali

Foraggio per conigli 2 quintali

mele per animali 2 sacchi

scatole da 400 g umido per cani 30

pasta precotta per cani 4 scatole

sacchetti riso soffiato 15

sacchi da 25 kg cibo per cani 10

Mangime gatti 1 sacco

Mangime cani 1 sacco

detersivi bucato 1 scatolone

detergenti igiene personale 3 scatole

teloni 3

allego una galleria di foto scattate durante la missione e i video delle interviste

Fatte ai residenti sul posto che hanno beneficiato dei nostri aiuti.

Ermanno Cavallini

la verità sugli aiuti ai terremotati

Domani mattina partenza alle 06.40 per la piccola frazione di Aschio nel comune di Visso, in provincia di Macerata.
La missione è quella di portare viveri e generi di conforto per gli abitanti di questa piccola frazione, secondo le nostre informazioni rimasta tagliata fuori come molte altre località secondarie, dai grandi flussi di aiuto che altrove sono giunti per la neve ed il terremoto.
Domani incontreremo Roberta Sbardellati, una delle 26 persone li residenti, che si è fatta carico di fare da terminale per gli aiuti che porteremo.

Alla cordata partecipano oltre alla nostra associazione anche  l’ass. MO.MA.5 di cui io pure faccio parte , insieme ad una ampia gamma di altre associazioni e semplici privati della provincia di Pesaro-Urbino tra cui l’associazione del movimento 5 stelle di Pesaro UNO VALE UNO.
Abbiamo avuto notizia di eccessi in alcune zone più facilmente raggiungibili e di carenze enormi in zone più isolate.

Purtroppo dai media e dalle informazioni contrastanti che ci arrivano, non siamo sicuri di quale sia la verità delle cose.
Domani sapremo raccontarvelo.

Ermanno Cavallini

presidente ass.  Nuovo orientamento culturale