LE FAKE NEWS DI STATO – IL REDDITO DI INCLUSIONE ATTIVA (REI)

Dal 1° Dicembre 2017 L’attuale governo italiano ha dato il via alla possibilità di fare domanda per il   REI   (Reddito di Inclusione Attiva) .

File lunghissime si sono subito formate di fronte agli sportelli dei comuni, con la mancanza tra l’altro di ogni forma di privacy che invece era stata promessa.

La lunghezza di queste file ha colto di sorpresa tutto l’apparato burocratico che vittima di una errata percezione della realtà non si aspettava tutta questa affluenza, tanto che in molti casi si è dovuto correre ai ripari aprendo nuovi sportelli o estendendo gli orari di quelli esistenti.

Ma la cosa più grave è che solo una una piccolissima percentuale delle richieste sarà accolta per il semplice motivo che comunque lo stanziamento reso disponibile dal governo è di soli 1,7 miliardi, sufficiente a coprire solo il 20-25% delle famiglie oggi ufficialmente ritenute in povertà.

Un altro grosso motivo di delusione inaspettato ai più, é il doppio sbarramento di accesso al REI previsto dal governo, che prevede un ISEE inferiore a 6000 euro ma soprattutto un   ISRE (contenuto nello stesso ISEE) talmente basso da essere per una famiglia di tre persone con un minore di soli 4950 euro.

Il che in soldoni, vuol dire che una famiglia di tre persone con minore per “conquistarsi” un sussidio di soli 382,5 euro deve avere da spendere ogni mese per sopravvivere solo 412,5 euro, oltretutto calcolati sulla realtà del 2015-16 che oggi in molti casi è invece ulteriormente precipitata.

L’impiegata di un CAAF a cui ci siamo rivolti ha dovuto ammettere con imbarazzo, che a 6 giorni dall’apertura delle domande, su 20 persone che si erano rivolte a lei (prima di presentarsi allo sportello comunale di competenza), NESSUNA rientrava nei parametri previsti proprio in riferimento all’ISR (quindi pur con un Isee idoneo).

Molte voci, tutte inascoltate, si sono già levate a denunciare la drammatica situazione; l’associazione nazionale consumatori ha definito la misura “ vergognosa “ e la platea “insufficiente” in quanto secondo i suoi dati le famiglie in effettiva povertà in Italia non sarebbero 1,6 milioni come stima il governo ma ben 4,5 milioni.

Sembra quasi una misura che più che combattere la povertà come dice il governo, innesca una “guerra tra poveri”, comprando i voti delle situazioni più disperate (o fasulle) e illudendo l’immaginario collettivo dei benpensanti, che si stia facendo qualcosa contro il progressivo impoverimento di una ampia fascia di classe media, raggiungendo invece l’effetto di smorzare la visibilità delle proteste verso quella fascia non ancora impoverita di cittadini.

L’impressione è che questa misura sia una gigantesca presa in giro, una sorta di Fake News di stato, volta a contrastare moti di rivolta anche solo culturale.

Il problema anche in questo caso, non è riconducibile solo alla malafede più o meno grande di chi ci governa, ma anche purtroppo, alla scarsa consapevolezza del comune cittadino.

Un “uomo della strada” che chiuso nella sua “isola umana” dedica poco o niente del suo tempo ad aggiornasi su cosa sta realmente succedendo al bene comune e non mette sufficientemente in discussione le regole del gioco; regole, forse divenute obsolete assai più velocemente di quanto immaginiamo.

Proprio per sopperire a questa drammatica carenza, stanno nascendo molte nuove proposte di varia estrazione, validità e lungimiranza.  Non nascondo certo che ritengo tra queste la più valida il  “capitalismo a doppia valvola di sicurezza”    rinominata recentemente anche “teoria del bene comune”  e che invito chi mi sta leggendo ad approfondire per dare una sua libera valutazione.

Ermanno Cavallini

5 risposte a “LE FAKE NEWS DI STATO – IL REDDITO DI INCLUSIONE ATTIVA (REI)”

  1. se lo beccheranno i soliti commercianti e artigiani e tutti quelli che evdono il fisco , ai veri poveri non andra’ niente.

  2. poi neanche rispettano i tempi, io ho fatto la domanda, il 5 dicembre 2017 oggi 18 gennaio 2018 nessuna risposta, scusate ma non erano 15 giorni il comune, per comunicare all’inps e 5 giorni l’inps per dare una risposta al cittadino? ho 65 anni senza nessun dendito, grazie alla fornero per una piccola pensione devo aspettare la fine del 2019 sempre se non cambiano le cose, che faccio da domani mi tacca andare a rubare, grazie governo italiano per averci ridotto cosi

  3. Io ho fatto domanda il 18 dicembre e oggi 27 gennaio non mi è arrivato niente!E il bello che neanchel’Inps ne sa niente al call center e alla sede di ventimiglia!Secondo me ci hanno preso per il culo alla grande!

  4. Salve, e non saluto con un buongiorno perché buongiorno proprio non è:
    Ieri ho presentato la richiesta per il REI con un isee di 4190,00 euro. L’assistente sociale mi fa notare che Isre è al di sopra di 3000 euro esattamente 4600 circa, perché mia moglie( lavora solo lei) ha un reddito annuo di circa 11000 euro. Abbiamo due figlie di 10 e 14 anni, ma per i buffoni che ci governano non abbiamo diritto al rei. È veramente scandaloso questo governo.

    1. Come hai potuto provare sulla tua pelle Stefano, il REI è una presa in giro perché globalmente, visti i sostegni che sostituisce diminuisce lo stanziamento globale per le famiglie in difficoltà economica invece che aumentarlo.

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