APPROFONDIMENTI A 5 STELLE.

SFATARE GLI EQUIVOCI SU COSA VUOL DIRE ESSERE POST IDEOLOGICI.

Fin dall’inizio il movimento 5 stelle si è autodefinito, né di destra né di sinistra e comunque post ideologico. Nel tempo, però, molti – sia dentro che fuori al movimento- hanno equivocato questo importante concetto; proviamo a rifletterci un attimo insieme.

Tutti sappiamo che per migliorare noi stessi e i gruppi a cui apparteniamo, è necessario compiere un percorso che ci faccia fare delle esperienze in base alle quali possiamo sperimentare, crescere e migliorarci. Alcuni addirittura, arrivano a pensare che sia questo uno degli scopi principali della nostra vita, o (per chi ci crede) anche della nostra anima.

Il percorso della nostra vita, ci fa vivere, inevitabilmente, sia gioie che dolori di varia gradazione. Capita che queste esperienze vissute, a volte, ci facciano anche cambiare idea su alcune cose, piccole o grandi che siano.

E questo, anche se costa momentaneo squilibrio, è un bene perché ci rende, ogni giorno vissuto, di un passo più vicini alla verità delle cose. Anche il metodo scientifico, in definitiva, si basa sul concetto per cui, si postula una ipotesi, poi si sperimenta e, se la sperimentazione non si accorda con quanto postulato, si cambia idea (l’ipotesi) , in un processo infinito che, in definitiva, ci ha donato tutte le scoperte scientifiche di cui oggi godiamo e una qualità della vita che i nostri avi nemmeno potevano immaginare.

Questa dinamica agisce in numerosi ambiti della nostra vita, sia individuale che collettiva e ha forse uno dei suoi più importanti aspetti anche nella politica.

Il movimento 5 stelle, ad esempio,è nato, sconfessando le ideologie sia di destra che di sinistra e utilizzando come aggregante o ancoraggio mentale, il concetto di onestà e implicitamente , anche buon senso nell’interesse collettivo.

Un qualche ancoraggio mentale, aggregante (o come lo si voglia chiamare), è infatti indispensabile per raggruppare un sufficiente numero di cittadini al fine di ottenere un qualunque effetto di cambiamento sulla nostra società.

Nel movimento 5 stelle, fin dagli albori dei vaffa-day di Beppe Grillo questo aggregante che potremo chiamare (inspirandosi al non-statuto), anche “non ideale” , è stato costituito dal concetto di Onestà inteso nel’ interesse della collettività. E’ questo che ha permesso a ciascun attivista di dichiararsi “post ideologico”. In realtà questo aggregante, pur innovativo e costruttivo è risultato sufficiente solo finché la scalata al potere del movimento non lo ha portato in posizioni di governo. Situazione in cui questo aggregante, pur fondamentale, da solo non basta più. Il motivo è che durante una positiva azione di governo, è spesso necessario, prendere decisioni difficili che possono allontanare una parte importante della base del movimento che, a torto o a ragione , si sente tradita.

Per portare a termine riforme strutturali importanti, serve un consenso duraturo di un numero sufficientemente grande di comuni cittadini. Ma, per “resistere” tanto da fare il bene della nazione, serve un “collante” che tenga insieme l’elettorato e gli attivisti in numero sufficiente. Nei vecchi partiti questo ruolo di collante era svolto dalle ideologie , in nome delle quali si rimaneva uniti. Tuttavia è indubbiamente vero che una fede troppo cieca nelle ideologie ha storicamente generato mostri assolutisti.

Lo studio della biologia ci insegna che un corpo fatto da innumerevoli cellule viventi è “vivo” quando è in un equilibrio dinamico tra i due estremi di assoluto ordine e assoluto caos, che costituiscono, se raggiunti, entrambi la morte del sistema.

Così anche in politica, dove una importanza troppo grande, ma anche troppo piccola, data all’ideologia ( o all’aggregante) del momento impedisce di raggiungere risultati duraturi nel tempo e di realizzare un vero salto evolutivo della nostra società.

Tuttavia, se un “obbiettivo verso cui navigare” è necessario per avere la forza di compiere un percorso e rimanere uniti, è indubbiamente vero che le vecchie ideologie, sia di destra che di sinistra, risultano ormai superate se non obsolete. E’ dunque necessario costruire una nuova “non ideologia” che funga però da collante nel tempo e proponga una visione coerente e coordinata di un possibile mondo migliore che vogliamo realizzare per il bene di tutti.

Naturalmente è fondamentale non compiere gli errori delle vecchie ideologie e non assumere questo nuovo ancoraggio mentale come una fede cieca che ci impedisca di compiere gli inevitabili aggiustamenti del caso. Aggiustamenti che anche durante un percorso positivo sicuramente si renderanno necessari.

Per fare un paragone è un po’ come se il movimento 5 stelle fosse una nave in mezzo al mare che per arrivare al giusto porto ha bisogno di un obbiettivo verso cui navigare e dirigere le forze. Nonostante la buona fede dell’intento e l’accuratezza delle scelte , mettiamo in conto che l’obbiettivo scelto si possa dimostrare, durante il percorso, non corretto. Sarà allora necessario correggere la rotta anche più volte; fino alla fine, a raggiungere il giusto porto e realizzare lo scopo che ci eravamo posti all’inizio. Comunque l’avere una chiara meta ci avrà tenuti in moto e l’attingere continuamente a un processo di “intelligenza collettiva” ci avrà fornito le correzioni di rotta necessarie.

In sintesi diciamo che al movimento 5 stelle, per una proficua e duratura azione di governo, serve adesso un ‘non-ideale’ che eviti i fanatismi e sia capace di auto correggersi in corso d’opera con un fondamentale e sempre migliorato, processo di intelligenza collettiva.

Questo è effettivamente un elevato salto qualitativo che richiede lo sforzo, non certo di poche centinaia di parlamentari, ma di una vasta fetta di popolo.

Noi dell’associazione “Nuovo orientamento culturale”, pensiamo che questo ‘non- ideale’ possa essere la teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” ormai pubblicata fin dal 2016.

Ma, se anche questa non fosse condivisibile per una maggioranza di persone, l’importante è che si scelga una qualunque visione coerente di un mondo migliore da realizzare a lungo termine, che funga appunto da “collante” e tenga insieme il movimento, fino a raggiungimento del vero risultato: costruire un mondo migliore.

Molti pensano che il semplice concetto di Onestà sia sufficiente; ma purtroppo questo non è vero. Il motivo è che anche da ricerche universitarie, è risultato che questi tre concetti sono assai relativi e persone diverse ne hanno spesso concetti molto diversi.

Ad esempio una ampia ricerca su migliaia di persone della Brunel University in Gran Bretagna; ci racconta che il 31% delle persone intervistate considera disonesto raccogliere dei soldi trovati per strada, ma solo l’8% sarebbe capace di accusare qualcuno di un simile reato. Per non parlare della musica a pagamento di cui il 97% ritiene disonesto appropriarsi senza pagare, ma che poi il 58% ammette di scaricare da siti pirata gratuitamente. Per continuare col furto sul lavoro di penne e carta, che il 66% ammette di aver fatto, cosa che l’82% ritiene però disonesta, o credere disonesto (43% del campione) corrompere un parente anziano per farsi nominare beneficiario dell’eredità, cosa che invece farebbe il 21% dei partecipanti, e cosi via……

Recentemente, un’altra ricerca ha dimostrato che l’onestà è qualcosa di genetico o innato nel cervello e chi ne è dotato non ha bisogno di trattenersi dall’imbrogliare ma si comporta in modo naturalmente corretto, senza sforzi. Lo studio di Joshua Greene e Joseph Paxton della Harvard University di Boston, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha persino permesso di mettere a punto un “test dell’onestà” per capire (se bene solo indicativamente) chi è onesto di indole e chi invece, tende a imbrogliare. Ma a quanto pare la soggettività dell’essere umano è molto più forte dell’oggettività della chimica neuronale. E questo solo per fare qualche esempio.

In definitiva l’onestà come aggregante, andava bene quando il movimento 5 stelle era all’opposizione; ma ora che è al governo , la sola onestà (anche se comunque indispensabile) non è più sufficiente. All’onestà va affiancata una visione coerente e coordinata di un mondo migliore da realizzare a lunga scadenza. Questa , a nostra proposta, potrebbe essere la teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” teoria facilmente reperibile su internet con qualunque motore di ricerca.

Per chi volesse ulteriormente approfondire anche solo qualcuno di questi concetti, suggeriamo un nostro precedente articolo del gennaio 2019 al seguente link :

http://www.nuovorientamentoculturale.it/2019/01/07/uno-dei-punti-chiave-per-costruire-un-mondo-migliore/

Sperando di non avervi annoiato e di poter aver contribuito ad una crescita collettiva,

Ermanno Cavallini

RECENSIONE SERIE TV COLONY (voto 8,5/10)

Con un indice di gradimento del pubblico che si attesta oltre l’80%, parliamo oggi della serie tv Colony distribuita nelle sue due prime stagioni da netflix in Italia nel 2019.

Ideata da Carlton Cuse e Ryan J. Condal, la serie è ambientata in un presente alternativo dove una razza di alieni (poco visibile e distante), attraverso un regime umano di collaborazionisti; occupa una terra divisa in blocchi da altissimi muri zeppi di micidiali difese che creano un isolamento quasi totale tra le varie città.

L’occupazione è stata realizzata con la complicità di una parte della nostra stessa classe dirigente odierna, che ha ottenuto cosi ulteriori privilegi e potere. Tuttavia Questo regime di occupazione collaborazionista, se bene abbia un potere di vita o di morte su ogni singolo cittadino, è considerato solo uno strumento “sacrificabile” dagli stessi alieni.

Ma in realtà, questo contesto narrativo è forse la parte meno importante, che serve solo da cornice per analizzare invece, attualissimi conflitti umani che ognuno di noi può trovarsi a vivere, se pure in diverse e più attuali circostanze.

Il tema vero un po’ di tutta la serie è l’inganno; sia a livello di strumento di governo delle masse, sia a livello di gestione dei conflitti personali in scelte di tipo etico e quotidiano.

Molto interessante e realistica la trattazione dei profili psicologici dei vari personaggi, impreziosita anche dal’ interpretazione di un cast di tutto rispetto che vede come protagonisti Josh Holloway e Sarah Wayne Callies; nei panni di una coppia con tre figli costretta da un veloce mutare del contesto sociale a profondi cambiamenti e indesiderate maturazioni di nuove consapevolezze.

Notevole anche il livello di recitazione dei protagonisti secondari ( Peter Jacobson: Alan Snyder Amanda Righetti: Madeline Kenner Tory Kittles: Broussard Alex Neustaedter: Bram Bowman Isabella Crovetti-Cramp: Gracie ) che ci mostrano i vari punti di vista da cui si può vivere una manipolazione dell’immaginario collettivo di una intera collettività e le dinamiche psicologiche ad esso associate.

Insomma la fantascienza usata, in questo caso, come uno stratagemma (gli alieni praticamente non si vedono mai); per un importante stimolo di riflessione che aiuta a costruire un mondo migliore ed evitare pericolose involuzioni anche verso “dittature morbide ” antidemocratiche istituite poco a poco con la stessa nostra inconsapevole complicità .

Nella serie TV si mostra molto bene come una visione da “isola umana”, stimolata ad arte dal potere sulla massa dei cittadini, grazie a una visione solo nelle immediate vicinanze dell’individuo e proiettata assai a breve termine nel futuro, porti a un graduale totalitarismo e a una involuzione della nostra civiltà. Ed in fine anche al peggioramento della qualità della vita degli stessi oppressori che si ritrovano alla fine vittime pure loro dello stesso sistema che hanno contribuito a costruire.

Per finire, consigliando vivamente la visione di questa serie (il nostro voto è 8,5 su 10), vi ricordiamo il tentativo di costruire un mondo migliore attraverso la divulgazione verso la base dei comuni cittadini, della teoria economica e sociale del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” scopo principale della nostra associazione “Nuovo orientamento culturale”, che ci motiva anche a proporvi queste “recensioni scelte”.

Clicckando su questo link, potrete scaricare una copia omaggio del breve libro dal taglio volutamente divulgativo oggetto del nostro sforzo a favore del bene comune, in cui noi crediamo davvero moltissimo.

Ovviamente sarà gradita una vostra valutazione anche critica (ma speriamo costruttiva) del nostro lavoro.

Un augurio di buona visione e speriamo, successiva riflessione .

Ermanno Cavallini.

MOVIMENTO 5 STELLE, DI CHI FIDARSI E FINO A CHE PUNTO.

Alessandro Di Battista pur non avendo più alcun ruolo ufficiale nel movimento 5 stelle è sicuramente molto seguito tra la base e forse non solo. Oggi con un post su facebook, lui che per sua stessa ammissione “viene da sinistra”, ha esortato gli ex colleghi a “non fidarsi” del PD. Lo fa perché considera il PD “il partito più ipocrita d’Europa” e forse non c’è solo lui a pensarlo, soprattutto dopo il voto dei numerosi “franc

Ma, visto che il movimento, in questo momento storico, è al governo proprio con il PD, è davvero molto importante che non solo ogni sostenitore del movimento, ma a questo punto anche i semplici cittadini, si chiedano come gestire questa situazione che rischia di avere una importante ricaduta sulla qualità della vita di tutti.

C’è chi sostiene che basterà “tenere il fucile puntato”, ma personalmente non credo che sia né opportuno, né sufficiente. Forse serve una maggiore comprensione delle dinamiche che si sono venute a creare, per mettere in atto la migliore strategia possibile.

Come dice anche Di Battista, esiste un problema di “ipocrisia latente” che non è solo dei funzionari di un partito, ma di una vasta fascia di cittadini che li sostiene. Questi hanno l’illusione di essere “isole umane” che non subiranno gli effetti delle scelte sbagliate da loro fatte o sostenute per il bene comune. Ma non è cosi; la verità è che la nostra civiltà è in una trasformazione sempre più veloce e ogni giorno aumentano le interconnessioni ad ogni livello che fanno sì che il benessere individuale dipenda, molto più che in passato, dal buon funzionamento della collettività nel suo insieme.

Partendo dal riscaldamento globale, per passare all’ecologia e finire alle regole che regolano l’economia, ci rendiamo gradualmente conto come questi “grandi temi”, che sembrano molto lontani dal nostro quotidiano, determinino, invece, una diminuzione della qualità della nostra vita di tutti i giorni con tempi molto più brevi che in passato.

Se questa è la malattia, quale è la cura? Purtroppo, come diceva Aristotele “Ogni popolo ha il governo che si merita”, quindi la cura vera – a prescindere da limitate azioni di “pronto soccorso” – è aumentare la consapevolezza del cittadino medio. Maggiore sarà il livello di maturità , consapevolezza e partecipazione del cittadino medio, maggiore sarà la qualità di quello che chiederà ai propri leader per votarli; e questo a prescindere dal partito per il quale si decida di votare.

Questo è anche lo scopo del presente articolo e di tutta una serie di attività che la nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” mette in campo continuamente, per contribuire a costruire un mondo migliore per tutti.

il contributo di oggi , vista la situazione, sarà :

Il ruolo giocato dalla psicologia sociale sulle scelte che facciamo

La mente umana, semplicemente, non è in grado di percepire l’intera complessità dell’universo intorno a noi: ecco allora che la natura ci ha dotato di un meccanismo che ci permette di prendere decisioni, generalmente giuste, pur in presenza di una comprensione solo parziale di ciò che ci circonda. Questo meccanismo prevalentemente euristico, si basa, perlopiù, sull’ancoraggio ad uno ‘schema mentale di riferimento’ che ognuno di noi si sceglie, in base alle più diverse esigenze e capacità.

Consiste in una base di convinzioni non solo etiche, una semplificazione di un mondo assai più complesso, modellata anche sul grado di percezione delle cose intorno a noi, che varia da individuo a individuo e da situazione a situazione.

Questo ‘schema mentale di riferimento’, naturalmente, in alcuni è più rigido in altri molto più elastico, ma comunque ha una capacità di aggiornarsi e adattarsi non illimitata. Come, d’altra parte, è limitata la velocità di adattamento che rischia, in alcuni casi, di non tenere il passo con cambiamenti sempre più veloci della realtà in cui siamo immersi.

Forse, oggi, la sfida più grande sta proprio nel riuscire ad adattare il proprio ‘schema mentale di riferimento’ alle diverse e inedite condizioni che si stanno verificando, con sempre crescente velocità, nel nostro mondo.

Questo compito non è però affatto facile, visto che cambiare anche solo parte delle proprie convinzioni profonde, pur in presenza dell’evidenza dei fatti, costa all’individuo un considerevole “dolore psicologico”, perlopiù inconscio. Ciò anche perché il cambiamento, quanto è più profondo, tanto più crea un intenso, anche se temporaneo, disequilibrio psicologico, con dubbi e disorientamenti interni per niente gradevoli.

Questa condizione, però, è spesso necessaria per giungere, nel tempo, ad un superiore, nuovo livello di equilibrio interno. Albert Einstein ci ha indicato che:

sta proprio nel riuscire ad avere un pensiero diverso da quello che ha creato i problemi, il segreto per risolverli”.

Passando in rassegna alcuni sviluppi della psicologia sociale1, citerò molto sinteticamente alcune teorie e concetti che si riferiscono e interpretano appunto queste dinamiche.

Nel 1955, lo psicologo, matematico e pedagogista americano George Alexander Kelly, ideò la “Psicologia dei Costrutti Personali”2 che considera ogni persona componente la società, come una sorta di “scienziato ingenuo” che formula teorie cercandone nell’esperienza pratica una verifica o meno, ed eventualmente riformulando in modo da adattare la sua percezione del mondo alla realtà da lui osservata direttamente. Questa teoria si fonda sul riconoscimento del fatto che la realtà con cui abbiamo a che fare è tale perché noi l’abbiamo interpretata così, anche se spesso finiamo per dimenticarci di averlo fatto e ci neghiamo così la possibilità di vedere delle alternative.

Qualche anno dopo, nel 1958, lo psicologo austriaco Fritz Heider, pubblicava per la prima volta la “Teoria dell’attribuzione”3 , ancor oggi uno dei cardini della disciplina. In essa spiega come le persone interpretano le ragioni degli avvenimenti che gli accadono intorno, come percepiscono il proprio comportamento e quello degli altri: un aspetto fondamentale che emerge è la tendenza ad assegnare a fattori esterni i propri fallimenti e gli altrui successi, assegnando, viceversa, a fattori personali (interni), i propri successi e i fallimenti degli altri. Questo studio indaga, inoltre, il motivo per cui tendiamo a vedere nelle persone e anche in soggetti giuridici come istituzioni o grandi aziende, caratteristiche che si mantengono costanti, al di là del variare effettivo del loro reale comportamento.

Secondo questa teoria, infatti, l’individuo si sente a disagio ogni qualvolta faccia esperienza di incoerenza tra il suo “schema mentale di riferimento” (convinzioni interne) e sentimenti che prova e sia spinto, appunto, da questo disagio a correggere le sue convinzioni interne.

Studi successivi evidenziarono quel modo sistematico di distorcere la realtà nell’interpretare il comportamento altrui, che dal sociologo americano Lee D.Ross fu indicato, nel 1977, come errore fondamentale di attribuzione, che spiega, sia nel bene che nel male, in che modo siamo portati a giudicare il nostro comportamento come relativo a particolari situazioni esterne e invece quello altrui come conseguente a scelte o carenze individuali.

Nel 1991, Shelley Elizabeth Taylor, consolida il concetto, ormai universalmente accettato, di ‘economizzatore di risorse cognitive’4, secondo cui le persone tendono ad economizzare, appunto, il più possibile le proprie risorse cognitive ed a prendere decisioni, anche su problemi complessi, utilizzando una procedura euristica, che consiste appunto nello sfruttare al meglio possibile la limitata capacità umana di valutare sistemi complessi, semplificandoli al massimo possibile e tralasciando una parte dei dati analizzabili. Se da un punto di vista statistico e probabilistico questa si rivela una buona strategia, in molti casi specifici però induce in errori spesso anche molto gravi di valutazione o addirittura fatali, per cui molto dipende dal livello d’importanza che l’individuo attribuisce a quel particolare processo decisionale in esame.

Tutto questo per ricordarci che non possiamo aspettarci, dalla maggior parte delle persone, sempre una valutazione attenta e al massimo delle loro capacità su dinamiche o problemi che non sentono di loro immediato interesse. Ciò spiega come mai si compiano, in alcuni casi anche a livello di percezione di massa, clamorosi errori di valutazione. Questi errori di valutazione sono sfruttati da tecniche di manipolazione di massa come “The Overton window”5 o quella rappresentata dal “Principio della rana bollita” di Noam Chomsky: tecniche di persuasione di massa che, attraverso un graduale e pilotato cambiamento degli stimoli, portano potenzialmente intere masse popolari ad accettare come normale ciò che all’inizio sarebbe risultato inaccettabile.

Sperando di aver piantato un altro piccolo seme di quella che diventerà una grande foresta, vi ringrazio della vostra attenzione e vi do’ appuntamento al prossimo “stimolo di riflessione per creare un mondo migliore” , sempre su questo blog.

Ermanno Cavallini

NOTE:

1) Disciplina che studia l’interazione tra individuo e gruppi;

2) G.A.Kelly, “The Psychology of Personal Constructs” (1955);

3) In “The Psychology of Interpersonal Relationships” (1958);

4) In: Fiske S.T. e Taylor S.E. “Social Cognition” (1991) ;

5) Modello elaborato negli anni ‘90 da Joseph Overton (1960-2003), vicepresidente del Centro di analisi americano per le politiche pubbliche (il Mackinac Center for Public Policy.

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M5S CAPIRE COSA CI STA SUCCEDENDO IN QUESTA FASE STORICA.

Indubbiamente e nonostante la fermezza dei nostri principi, stiamo assistendo ad un adattamento degli ancoraggi mentali anche dentro il movimento 5 stelle, vediamo di riflettere insieme sulla dinamica in atto.

Con il governo giallo-verde anche la base del movimento, sia pure in modo non omogeneo, aveva interagito con gli ideali portati avanti dalla lega generando una qualche influenza reciproca con la base leghista. Si era compiuto un percorso che aveva portato a generare un nuovo ancoraggio mentale di riferimento sia in una base che nell’ altra, avvicinando due visioni del mondo che pure sono rimaste molto diverse. Un simile processo sta avvenendo adesso con il partito democratico e la sua base.

Credo che sia molto importante essere ben consci di questa influenza reciproca, che nel bene e nel male non potrà che influenzare il voto sia dentro la piattaforma Rousseau che, più in generale, nelle prossime elezioni anche locali.

Questo in cui si passa dal vecchio al nuovo “ancoraggio mentale” è un momento delicato e importante, dove le persone alla base investono una notevole energia psicologica ad elaborare la nuova situazione e, in qualche modo, a costruire un nuovo e inedito schema mentale di riferimento, che dia coerenza a una situazione divenuta psicologicamente destabilizzante.

Giustificare ed elaborare una collaborazione che rischia, anche involontariamente, di essere vissuta come una vera alleanza, costa uno sforzo psicologico assai notevole a molti.

Ovviamente in entrambe le basi ci sono dei “duri e puri” che rifiutano la nuova situazione e fuoriescono dai due soggetti politici, ma la maggioranza compie questo sforzo di adattamento su nuovi parametri.

Questo è il momento opportuno per proporre un ancoraggio mentale che potrebbe integrare le visioni, se non di tutti i vertici, almeno della base dei due soggetti politici.

Una integrazione dal cui successo dipende buona parte della governabilità del paese e della possibilità di portare a termine la legislatura senza premature elezioni.

Questo “uovo di colombo” o ‘quadra’, che dir si voglia, potrebbe seriamente essere la teoria economica e sociale del “capitalismo a doppia valvola di sicurezza” sostenuta anche da quella parte del mondo cattolico che si rifà a Papa Francesco e alla sua enciclica “Laudato si”, dove si propone un economia al servizio dell’uomo e non viceversa.

L’adozione di questa teoria che prevede un incentivo all’economia reale e una limitazione alla grande finanza speculativa, che attualmente condiziona governi e parlamenti, potrebbe davvero creare una unità d’intenti, necessaria ad una omogenea azione di governo ed al consenso di cui questa necessita.

Naturalmente in una prima fase è necessario che questo nuovo orientamento culturale sia conosciuto e sviscerato da una elaborazione collettiva nelle rispettive basi elettorali e, soprattutto, dalla massa di cittadini che non sono andati a votare.

Questa nuova teoria che trae le origini dal pensiero di molti importanti personaggi sia del passato che del presente come Adriano olivetti, il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz o lo stesso Papa Francesco, in sintesi propone di aggirare il meccanismo di drenaggio monetario, in atto non solo nel nostro pese, modificando la legge sulla tassazione delle persone fisiche che per calcolato effetto a catena,comporterebbe nell’arco di pochi anni, dei cambiamenti strutturali tali da migliorare la qualità della vita di tutti, paradossalmente non solo di chi sta peggio e della classe media, ma anche dei cittadini italiani più facoltosi.

A questo fine abbiamo deciso di rendere gratuitamente scaricabile il breve testo sintetico di riferimento che è stato pensato con un taglio volutamente divulgativo, senza troppe formule per essere compreso veramente da tutti. Potrete trovarlo, scegliendo dal menù di questo sito la pagina “scarica gratis il nostro libro”.

Speriamo con questo di aver dato un importante contributo al futuro del Paese che ha bisogno, oggi più che mai, di una rotta chiara verso cui far veleggiare una azione di governo che sarebbe tragico trovare contraddittoria.

Ermanno Cavallini

portavoce dell’associazione “Nuovo orientamento culturale”.

M5S-PD UN ‘OCCASIONE UNICA DI REALIZZARE NON SOLO UN GOVERNO, MA UNA SVOLTA EPOCALE.

Parte l’esperimento di un governo ibrido M5S-PD , molti sono i rischi come molte sono, però, anche le possibilità di dare una vera svolta positiva. Tutto dipenderà non solo dalle mosse dei leader politici, ma soprattutto dall’andamento dei continui sondaggi dell’elettorato e, in definitiva, dal livello di consapevolezza e dai desiderata della base di queste due forze politiche.

Sui sostenitori e gli attivisti sia del M5S che del PD, ricade la grande responsabilità di cercare di far adottare, dai rispettivi vertici e dal governo, la teoria economica e Sociale del Bene comune (già Capitalismo a doppia valvola di sicurezza): attualmente esistono sostenitori di questo nuovo orientamento culturale nella base di entrambe le forze politiche di governo, anche se purtroppo sono minoritari. Ma se queste minoranze riusciranno in uno sforzo divulgativo verso i loro colleghi, noi siamo convinti che si potrebbe veramente aprire una nuova e potente opportunità di crescita non solo dell’economia reale, ma del benessere diffuso tra tutti i cittadini italiani.

Come è noto, il “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” unisce l’intento di incentivare la produttività delle aziende medio-piccole all’intento di favorire e garantire una capacità di spesa interna da parte del cittadino medio, la quale farebbe esplodere l’economia reale e riporterebbe alle giuste proporzioni la finanza speculativa, cresciuta ormai in maniera abnorme, fino a diventare un cancro che rischia di uccidere il benessere collettivo.

In una estrema sintesi, si propone accanto al potenziamento del reddito di cittadinanza, allargato a tutti i “nuovi poveri“, una riforma del sistema di tassazione delle persone fisiche che non pagheranno più a scaglioni come adesso , ma solo a partire da un reddito effettivo di 1000 euro al mese e con un andamento esponenziale ( la classe media pagherà molto meno di adesso) , fino ad uno sbarramento massimo, che si alzi e si abbassi ogni anno raggiungendo un pareggio di bilancio senza emissione di titoli di stato che, come è noto, generano un debito pubblico in euro il quale, a sua volta, costituisce un “drenaggio di valore” crescente a favore dei grandi potentati economico-speculativi internazionali.

Questa innovativa soluzione, pur premiando, giustamente, chi si da più da fare, limiterebbe il potere manipolatorio se non corruttivo, dei grandi potentati economici internazionali, distribuendo in maniera naturale e non coercitiva il benessere derivante dalla quarta rivoluzione industriale già in atto. Rivoluzione industriale legata alla tecnologia e all’intelligenza artificiale che invece, adesso, rischia di aumentare ulteriormente (e di molto) il divario tra più poveri e più ricchi.

Il rapporto della OXFAM 2019 ci documenta ( in una rilevazione fatta a metà 2018) che il 72% della ricchezza esistente in Italia è detenuta dal 20% degli italiani più ricchi, mentre al restante 80% della popolazione rimane solo il 28% della ricchezza. Ma la cosa davvero preoccupante, che si registra rispetto agli anni precedenti, è un trend di ulteriore divario che porterà in breve una vasta classe media impoverita a divenire sempre più “ricattabile” da un numero sempre più ristretto di persone, che ormai sono ben oltre la soglia in cui la ricchezza cessa di essere benessere personale e diventa potere manipolativo sul prossimo.

Questa diminuzione indiretta ma estremamente efficace di democrazia è arrestabile e anzi invertibile, vincolando tutta la classe dirigente, in riferimento al livello di tassazione dei redditi personali, all’andamento dei conti dello stato: più i conti dello stato saranno in attivo e minore sarà la loro tassazione; al contrario, se i conti dello stato saranno in passivo (come adesso), il livello di tassazione della classe dirigente aumenterà. Il tutto lasciando, invece, invariato un livello di tassazione assai più basso di quello di adesso per il ceto medio e soprattutto per i più poveri.

La teoria del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”, inoltre, prevede di creare una zona franca tra i 780 euro del reddito di cittadinanza e i 1000 euro di reddito per chi apre nuove attività, in modo da incentivare ulteriormente l’economia reale, che sola ci fornisce i beni e i servizi indispensabili per realizzare un alta qualità della vita.

Il tutto sostituendo l’obbiettivo sociale attuale di una massima ricchezza personale in una massima qualità della vita, concetti solo superficialmente coincidenti e in realtà assai diversi.

Questo articolo costituisce una esplicita lettera aperta a tutti i sostenitori dell’attuale governo, affinché prima si studino la proposta e poi facciano sentire la loro voce e influenzino i vertici per adottarla: il sistema proposto potrebbe davvero creare una nuova “età dell’oro”, prima in Italia e poi in tutto il mondo.

A chi obietta che i “poteri forti” saranno sempre contrari a simili proposte, ricordo che qualunque idea realmente migliorativa non potrà che essere da loro avversata. Se non altro perchè comunque diminuirebbe il loro attuale potere. Ma per fortuna loro sono pochissimi mentre noi siamo tantissimi . Mi permetto di ricordare a tutti noi che senza impegno e lotta non violenta non potremo mai consegnare un mondo migliore ai nostri figli, quindi ognuno ha la responsabilità di fare la propria parte per piccola che sia.

Ermanno Cavallini

PERCHÉ È IMPORTANTE CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE RIMANGA AL GOVERNO FINO ALLA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA ANCHE PER CHI NON È SUO SIMPATIZZANTE.

Nonostante io sia un convinto sostenitore del movimento 5 stelle – e tanto più in questo particolare contesto – non ho alcuna difficoltà ad ammettere che molti 5 stelle sono ancora focalizzati su aspetti singoli e mancano di una vera visione d’insieme. Una visione coerente ed organica di un mondo migliore, senza la quale un vero viaggio, che porti ad una trasformazione strutturale della nostra società, non può procedere spedito.

Ma è altrettanto vero che nel movimento 5 stelle, sia i vertici che gli attivisti – oltre che onesti (e non è certo cosa da poco!)- sono la parte più dinamica e disposta a mettere in discussione molti vecchi ancoraggi psicologici che ci zavorrano pesantemente al passato.

Dobbiamo non solo votare e sostenere il M5S, ma soprattutto stimolare al suo interno un processo di trasformazione culturale: una trasformazione che conduca, anche, ad individuare il prossimo vero e più importante nemico nella grande finanza speculativa internazionale, che vede gruppi privati avere oggettivamente e spesso dietro le quinte, più potere di molti stati e governi, sul bene comune e alla fine sulla qualità delle nostre vite.

Fonte Rapporto Oxfam 2018

Se si ha chiaro il “vero scopo” di costruire un mondo migliore per tutti, meno competitivo e più collaborativo, senza abnormi diseguaglianze, si capisce anche, di conseguenza, su cosa mediare e su cosa no. Quale problema è causa e quale effetto delle sofferenze che gravano la vita di ognuno di noi.

Il movimento 5 stelle ha valore e deve rimanere al governo a prescindere dalle dinamiche politiche consuete, proprio perché costituisce la migliore opportunità per compiere un salto evolutivo.

Un miglioramento anche dell’immaginario collettivo, oggi spesso deviato, che influisce grandemente sul consenso e sulle scelte che oggi sono in vari modi pilotate da forze non sempre facilmente identificabili, ma non per questo meno potenti.

Migliorando ulteriormente la maturità e la consapevolezza del cittadino medio, migliorerà anche l’effettivo benessere dell’intera società.

Per riuscirci, però, oltre che rimanere al governo portando a termine tante importanti dinamiche e scongiurando il disastro di una finanziaria che potrebbe far salire l’IVA a livelli disastrosi, il Movimento 5 stelle deve anche utilizzare parte della sua capacità comunicativa non tanto, come fa Salvini, per inseguire la “pancia” del cittadino medio, quanto per aiutarlo ad auto-formarsi in un contesto di intelligenza collettiva.

In modo da consolidare una base elettorale che poi sarà determinante in occasione di riforme strutturali successive, ancora più importanti e, perciò ,ancora più critiche di quelle già iniziate.

Il movimento 5 stelle con i recenti miglioramenti della Piattaforma Rousseau ha già intrapreso questo cammino, che però è ancora troppo timido e a mio avviso va potenziato ulteriormente.

Prima si metterà in condizione il cittadino medio di partecipare ad un vero processo di intelligenza collettiva, prima lo si responsabilizzerà ulteriormente, vedendolo ritornare costruttivo verso una politica riformata e diversa da quella che oggi purtroppo conosciamo.

Per dirla in altri termini, è necessario che il movimento 5 stelle compia la scelta strategica, non di inseguire l’attuale status quo sul suo terreno, ma di portarlo su un suo nuovo e non convenzionale terreno che dobbiamo iniziare a costruirci.

Solo così si annullerà l’innegabile vantaggio di un sistema politico ormai incancrenito e allontanatosi dai suoi veri scopi.

Invito anche i lettori che non si sentono oggi appartenenti o simpatizzanti del movimento 5 stelle, a contribuire a questo processo di trasformazione e miglioramento collettivo con critiche costruttive.

Ricordo a tutti, ma soprattutto ai miei, che il movimento 5 stelle deve essere, come hanno ripetuto più volte sia Grillo che Casaleggio, “mezzo e non fine” per costruire un mondo migliore: alla fine non conterà la bandiera che ci sventola sulla testa, ma quanto saremo stati in grado di dare un contributo per realizzarlo. Questo è il “vero scopo” la cosa davvero importante che determinerà quale senso abbiano avuto le nostre vite.

Come associazione “Nuovo orientamento culturale”, cerchiamo di dare il nostro miglior contributo ad un processo di intelligenza collettiva che funzioni anche come “meme” e crei una nuova e maggiore consapevolezza diffusa della realtà come sistema complesso, ogni giorno più fittamente interconnesso.

Lo facciamo in molti modi, ma soprattutto con una innovativa teoria economica e sociale, che lungi dal ritenere perfetta, riteniamo però sia fondamentale per il prossimo salto evolutivo della società.

Un salto evolutivo e di coscienza condivisa che creerà a sua volta un muovo contesto in cui matureranno ulteriori e ancora migliori proposte.

La teoria oggi ribattezzata del “Bene comune” nasce dalla ulteriore evoluzione del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” , che crediamo sia un importante anello in un processo di crescita dell’intera società.

Consci che, come diceva Aristotele, alla fine solo un popolo divenuto migliore si meriterà ( e sarà in grado di proteggere), un governo effettivamente migliore.

Ermanno Cavallini

IL NUOVO GOVERNO CHE VERRÀ, L’IMPORTANZA DI COGLIERE UNA OPPORTUNITÀ.

Dopo le parole del ministro Matteo Salvini, si chiude una pagina importante del cammino dell’Italia e se ne apre un ‘altra densa di rischi ma anche opportunità. Certamente conteranno le scelte dei singoli politici, ma ancora di più conterà quello che chiederanno ad essi i loro elettori.

E’ vero infatti, che qualunque idea abbia un qualunque politico, questa, senza adeguato consenso popolare, non potrà essere concretamente attuata.

Certamente massicce azioni di lobby (spesso anche dietro le quinte), promosse dal grande potere economico, possono influenzare sia le azioni dei politici che il mutare dell’opinione pubblica che li supporta. Ed è per questo che il peso delle lobby economiche, almeno nelle scelte relative al bene comune, va visto con una certa diffidenza e, a mio avviso, in qualche modo limitato.

Non dobbiamo mai dimenticare, però, che in fondo la libertà – e dunque anche la responsabilità – di scelta è solo nostra, di noi comuni cittadini: siamo noi che, consapevolmente o meno, costruiamo il nostro futuro, buono o brutto che sia.

L’importanza di schierarsi e soprattutto di far sentire la propria voce presso chi abbiamo deciso di supportare, è spesso colpevolmente, sottovalutata da troppe persone.

E’ ora di assumersi l’impegno e la piena responsabilità di influire sulle pubbliche scelte, e non semplicemente rinchiudersi nella propria “isola umana” o nell’interesse illusoriamente privatistico.

Ormai la nostra qualità della vita come individui dipende in modo sempre crescente dal buono o cattivo funzionamento della società nel suo insieme.

E’ fondamentale che si partecipi tutti, fino all’ultimo dei cittadini, ad un processo di “intelligenza collettiva” che prevede anche fasi di analisi e di ripensamento di tante posizioni precostituite.

Posizioni che spesso hanno una loro validità solo in una visione ristretta, ma che viene meno, in presenza di una necessaria visione d’insieme del funzionamento della società.

Società che progredendo incessantemente, muta e assomiglia sempre di più ad un “corpo sociale”, una sorta di macro-essere semi consapevole, di cui come individui, siamo parte integrante.

Definita ora la nostra libertà/responsabilità di scelta andiamo a vedere cosa possiamo fare per meritarci un governo migliore, come diceva il celebre adagio di Aristotele.

Per prima cosa a mio avviso dobbiamo proporre e supportare un nuovo governo a guida Giuseppe Conte, che ha dimostrato doti di mediazione ed equilibrio non comuni sulla scena politica italiana da davvero moltissimi anni.

Conte inoltre è capace di catalizzare il consenso di un’area vasta quanto trasversale , sia di elettorato che di referenti internazionali, contribuendo a migliorare notevolmente l’immagine dell’Italia nel mondo.

Questo governo a mio avviso dovrebbe evitare elezioni troppo frettolose e premature sotto moltissimi aspetti.

Mi appello a questo fine ad ogni comune cittadino e non solo alla forza politica di cui sono, pur costruttivamente, critico sostenitore.

Che sia varato un governo semi-tecnico a guida Conte con chiunque ci stia, questo porterà a termine gli iter lasciati a metà e affronterà la finanziaria di autunno che è importantissima per gli sviluppi futuri non solo italiani.

Ci sarà tempo poi per una analisi più approfondita e il “corpo sociale” nel suo insieme avrà il tempo per riflettere su se stesso e decidere in modo ponderato il proprio futuro.

Indubbiamente Matteo Salvini è bravo come comunicatore e riesce a mutare le sue esternazioni inseguendo la “pancia” del suo elettorato. Non credo sia altrettanto capace come statista, né che abbia una vera visione d’insieme di un mondo migliore da realizzare. Salvini è probabilmente un buon tattico ma un pessimo stratega, continuamente tirato per la giacca da una miriade di pressioni sotto banco.

Questa impressione mi è nata non solo e non tanto da quello che dice ma dalla sua espressione mentre lo dice. Non ho potuto fare a meno infatti di scorgere un certo smarrimento nello sguardo di Salvini di fronte alle telecamere. Quasi come se dicesse a se stesso “ma siamo sicuri che non sto facendo un colossale errore? Speriamo che me la cavo…..”. Forse in effetti Salvini si sta trovando in una situazione più grande di lui, una situazione pericolosa che facilmente potrà sfuggirgli di mano mentre l’ha intrapresa credendo di poterla gestire. Speriamo almeno che i suoi elettori per primi glielo facciano capire.

Mi appello, infine – da ultimo ma non per minore importanza – a ciascun mio concittadino perché rifletta più a lungo termine sulla visione coerente di un mondo migliore che propone anche (ma non solo) l’associazione Nuovo Orientamento Culturale, di cui sono portavoce.

Potrete trovare la nostra proposta cliccando al seguente link: oppure leggendo il breve libro dal taglio volutamente divulgativo che abbiamo pubblicato dal provvisorio e controverso nome: Capitalismo a doppia valvola di sicurezza.

Con i migliori auguri di poter contribuire a costruire insieme un mondo migliore.

Ermanno Cavallini

Recensione serie televisiva Humans. 5 stelle per gestire il prossimo futuro.

Come i nostri lettori abituali già sanno, dedichiamo le nostre recensioni solo ed esclusivamente a film o serie tv dal particolare valore etico o che offrono spunti di riflessione per costruire un mondo migliore per tutti: obiettivo principale della nostra associazione no profit “Nuovo orientamento culturale” , che gestisce questo blog.

Oggi vi proponiamo la serie tv Humans, (reso graficamente HUM∀NS) , un grande successo inglese del 2015, a sua volta un rifacimento della originale serie svedese Real Humans del novembre 2011.

Niska, interpretata da Emily Berrington.
Synth programmato per essere una prostituta

Ambientata in un presente parallelo o più probabilmente nel nostro imminente futuro, la serie analizza l’universo di interrelazioni sociali e psicologiche tra noi esseri umani e la tecnologia. Una tecnologia che, evolvendo ulteriormente lo smartphone , giunge a offrirci addirittura dei robot-androidi domestici che in una certa misura imitano l’uomo.

Leo, interpretato da Colin Morgan.
È il figlio del programmatore che ha creato il codice che consente ai robot di sviluppare una propria libera volontà.

Il fatto che effettivamente nella nostra realtà esistano già notevoli studi e qualche prototipo di questa evoluzione tecnologica, unita al tema dei continui progressi dell’intelligenza artificiale e al progredire della quarta rivoluzione industriale, rende estremamente interessante questo prodotto multimediale, che può aiutarci a comprendere cosa dovremmo trovarci a gestire solo tra 10-20 anni.

La serie si articola in 3 stagioni, in cui si affrontano tematiche diverse ma collegate tra loro.

Nella prima serie si affronta soprattutto il tema di quali modifiche si generino in noi esseri umani , nell’interagire con questi androidi detti Synth, pensati soprattutto come assistenti domestici, badanti o ausilio per anziani.

Nella seconda serie si approfondisce il tema, già emerso progressivamente nella prima serie, di un manipolo di Synth modificati da uno scienziato geniale per colmare il trauma della morte del figlio e del suicidio conseguente della moglie.

Questi sei Synth, esternamente simili a milioni di altri, sono resi autocoscienti e capaci di provare sentimenti da un software di intelligenza artificiale creato dallo stesso scienziato.

In quella che al momento è l’ultima serie, si affronta il tema della interazione dell’uomo con il diverso, su scala di massa. Alla fine appare anche, solo accennato, il tema di una più vasta intelligenza artificiale nata e distribuita solo sulla rete internet e non interessata a risiedere, se non in minima parte, in un corpo fisico, tanto meno in un androide.

Tre diverse fazioni con tre diversi punti di vista da cui guardare il mondo e l’universo.

Premiata dalla critica sia per la regia che per l’alta qualità della sceneggiatura e per l’interpretazione del nutrito cast, la serie Humans ha registrato un record di ascolti sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti. In Italia è reperibile su Timvision o scaricabile in streaming su vari siti non ufficiali.

Consiglio caldamente la visione a chiunque voglia in qualche modo giungere meno impreparato di fronte ai prossimi cambiamenti tecnologici e invito a riflettere su quanto questa transizione sarebbe economicamente resa meno problematica se fosse attuata la teoria economica e sociale del BENE COMUNE, che già è stata pensata anche per questo tipo di interazioni uomo-tecnologia.

Ermanno Cavallini

FACEBOOK LANCIA LA LIBRA, LA LEGA VUOLE I MINI-BOT ED IL MOVIMENTO 5 STELLE HA ALLO STUDIO UN ULTERIORE TIPO DI MONETA COMPLEMENTARE LOCALE: scopriamo perché le grandi banche si oppongono solo agli ultimi due.

Pienamente operativa dal 2020, la “libra”- che non a caso prende il nome dall’unità di conto dell’impero romano (allora il più esteso conosciuto) – è una via di mezzo tra le cripto-valute (come i Bitcoin) e una moneta di emissione privata, non più ancorata direttamente a nessun governo.

Avrà la snellezza e la sicurezza della blockchain, ma sarà ancorata, nel suo valore, ad un paniere delle maggiori valute emesse dagli Stati, come il dollaro, l’euro e lo yen.

Oltre a Facebook, un apposito consorzio, dal nome Libra Association, riunisce anche altri 27 grandi nomi come Mastercard, Visa, Vodafone, Iliad, Booking, Uber, eBay, Spotify, PayPal, ma anche società che si occupano delle criptovalute come Coinbase, Anchorage, Xapo Holdings Ltd o Bison Trails: ciascuno di questi potrà da una parte integrare Libra nei servizi di cui già dispone e, dall’altra, svilupparne di dedicati. Tutti potranno utilizzare la nuova moneta mondiale privata, con le conseguenze che oggi molti non riescono nemmeno a prevedere.

Già questo potrebbe far capire come la portata di questo accordo sia di enorme impatto sulle nostre vite, ma ancora di più fa riflettere come mai le banche centrali tacciano, quando invece iniziative assai più limitate come i mini-bot proposti dalla lega, o la nuova moneta complementare nazionale allo studio tra i parlamentari del movimento 5 stelle, sono fin dal loro nascere ostacolate in ogni modo dal mondo della grande finanza speculativa internazionale.

La verità è che è in gioco il “dragaggio di valore” dall’economia reale a quella speculativa, che oggi garantisce, attraverso una serie di scatole cinesi, non solo la ricchezza, ma soprattutto il potere di un numero di ricchissimi sempre più concentrato.

Stiamo lentamente passando dalla democrazia ad una forma, seppure indiretta, di governo oligarchico mondiale, ma davvero pochi se ne stanno accorgendo.

Se questa nuova moneta elettronica mondiale non sarà riportata, fin dal suo nascere, sotto il controllo dei governi legittimi, in breve non solo ogni tipo di moneta complementare, ma perfino le valute ufficiali, diventeranno gradualmente obsolete rispetto a questa nuova moneta senza più confini.

Questa moneta privata globale, va nella direzione di consolidare un mondo dove pochi, sempre più ricchi e potenti, controllano masse sterminate di “nuovi poveri”, tenuti appositamente in questa condizione per essere ricattabili.

La nostra associazione propone una nuova teoria economica e sociale detta del BENE COMUNE (già “capitalismo a doppia valvola di sicurezza”) che va esattamente in una direzione opposta. Questa teoria è pensata per modellare il prossimo futuro su un mondo basato sul concetto di eguaglianza e intelligenza collettiva. Un mondo non più centrato sul profitto, ma sulla qualità della vita come valore centrale.

Temo che pochi si rendano conto di cosa sta succedendo e della portata delle dinamiche in atto, ma credo che chi è consapevole abbia il dovere morale e l’urgenza di far sentire la sua voce presso i parlamentari e i governi di ogni nazione. Il futuro dipende da noi, da ognuno di noi, sia nel bene che nel male.

Ermanno Cavallini.

I MINI-B.O.T. , CAPIAMO BENE TUTTE LE LORO IMPLICAZIONI.

il 28 maggio 2019 la Camera dei deputati ha approvato una mozione che impegna il governo a varare i cosiddetti minibot.  Questi  sono presenti  anche  nel contratto Lega-M5s  e perfino Forza Italia e altre forze politiche li hanno menzionati più volte in passato. Ma cerchiamo di capire perché questa mozione, approvata addirittura all’unanimità, ha creato a distanza di pochi giorni, improvvisi quanto clamorosi retromarcia di più soggetti politici e non.

Tutti sappiamo che ormai dai lontani anni ’70 nessuna moneta del mondo occidentale ha più un sottostante valore in beni materiali che rappresenta. Nessuna riserva di oro o di altri beni garantisce più, da molti anni, né la cartamoneta stampata, né le emissioni di moneta elettronica della BCE, quali il quantitative easingIl dollaro, come l’euro o lo yen, sono accettati fondamentalmente perché i rispettivi stati li designano moneta ufficiale e li accettano in pagamento delle tasse.

Precedentemente le monete erano “pagabili al portatore” mentre invece oggi sono a “corso forzoso” . Capito questo, si capisce bene come una espansione della massa monetaria, senza un eguale crescita dell’economia reale, fatta di beni e servizi realmente fruibili, di fatto, innesca un enorme drenaggio di valore a danno dell’economia reale e a vantaggio di quella finanziario-speculativa. Una massa enorme di moneta emessa dalle banche centrali, che finisce prevalentemente nel mondo delle grandi banche e dell’alta finanza e, solo in piccolissima misura, nell’economia reale che interessa il cittadino comune.

In questa realtà che si è venuta a creare, l’emissione, da parte dello stato italiano, di una importante quantità di MINI-BOT, con taglio “al portatore” da 5 a 500 euro senza né scadenza né rendimento, di fatto, pur non violando nessun trattato, creerebbe una sorta di moneta nazionale utilizzabile solo nel mercato interno e solo nell’economia reale. Quanto più questi MINI-BOT dovessero diffondersi, tanto più verrebbe a ridursi il drenaggio di valore verso l’economia speculativa, salvaguardando l’economia reale italiana.

Naturalmente tutti i più ricchi, che traggono profitto dalla grande finanza speculativa, non possono che tentare in tutti i modi di evitare questo tipo di misura, che vedrebbe diminuire il loro potere reale sulle altre persone. Ecco allora che iniziano già a “mettere le mani avanti” , utilizzando tutta la loro notevolissima influenza , per evitare che questa misura si faccia.

Ma chiariamo meglio cosa s’intende per “dragaggio di valore”, con un semplice esempio: mettiamo che i comuni cittadini vadano a spendere 100 euro in una struttura della grande distribuzione, controllata da un gruppo quotato in borsa, ad esempio un ipermercato. Di questi 100 euro spesi, solo 30 mediamente vengono spesi sul territorio, in stipendi o prodotti del luogo. Gli altri 70 andranno via dal territorio, in parte a grandi fornitori stranieri e in parte, attraverso le Borse dove questi colossi sono quotati, verso l’alta finanza speculativa. Se poi ci aggiungiamo che anche molti grandi fornitori sono pure S.p.A. , capiamo bene quanto denaro viene sottratto all’economia reale e finisce, attraverso la finanza speculativa, nelle tasche di pochi super-ricchi. In realtà molti altri meccanismi concorrono a sottrarre denaro all’economia reale a favore di quella speculativa, ma questo è sicuramente uno di quelli più importanti.

Naturalmente anche i MINI-BOT, qualora riuscissero a concretizzarsi, non sono che una misura provvisoria e incompleta per costruire un mondo migliore, capace anche di vincere le sfide poste dalla quarta rivoluzione industriale, ma comunque nella giusta direzione.

Una vera soluzione però, vinta questa prima battaglia, potrebbe concretizzarsi solo con un completo riassetto della tassazione, non delle proprietà ma dei redditi. Un modello come quello proposto da diverse teorie economiche e sociali tra cui quella del “BENE COMUNE” già “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza”.

Ermanno Cavallini

Movimento 5 stelle, riflettiamo insieme sulla riorganizzazione in atto.

In questi giorni spesso si parla della riorganizzazione interna al movimento 5 stelle. Molti si lamentano della cattiva comunicazione tra base e vertici e dei “cerchi magici” che, a macchia di leopardo, un po’ su tutto il territorio nazionale, sono presenti. Un’ altra criticità emersa, arriva dalle lamentele di molti parlamentari del movimento che sentono mancargli la “borsa degli attrezzi” per svolgere pienamente il loro ruolo pubblico, semi imbavagliati come sono, da uno staff comunicazioni forse troppo rigido e poco elastico o comunque con tempi di reazione eccessivamente lunghi, almeno nei loro confronti. Un ulteriore problema è quello relativo all’utilizzo della capacità comunicativa verso il grande pubblico, utilizzata più per ricercare il consenso che per educare la base ad un minimo di partecipazione attiva e responsabile.

Il problema onestamente non è solo di alcune zone: io vivo a Fano, nelle marche ma sono toscano di nascita, e conosco anche i gruppi e le dinamiche a 5 stelle in toscana e, per motivi di lavoro, anche di altri territori. Un po’ dappertutto, un nucleo di persone con reali capacità organizzative e burocratiche si è accaparrato la direzione locale, a volte facendo bene, a volte meno. Questi, in effetti, vedendo il basso livello di partecipazione della base , anche per tirare avanti il carro, hanno preso, senza un ascolto della base, le decisioni che gli sembravano più giuste. Il problema è che anche questi gruppi oligarchici si sono convinti di avere una sufficiente visione strategica, quando, invece, la loro è solo una abilità tattica, buona forse solo per una lista civica locale, ma non per una forza politica distribuita sul territorio e addirittura al governo.

Non si può certo negare che questi “cerchi magici” di tipo oligarchico abbiano delle colpe, a volte anche gravi; ma va sempre ricordato che comunque hanno fatto anche delle cose buone, sia pure a livello locale. Quello che manca è un vero processo di intelligenza collettiva che spazi e integri dal livello locale a quello provinciale, poi regionale e infine nazionale. Questo si, è il vero problema! Risolto il quale, i “cerchi magici” perderebbero naturalmente di importanza. Per sintetizzare in una frase : Perché spariscano i cerchi magici è necessario che il popolo maturi e partecipi maggiormente . La nostra associazione “nuovo orientamento culturale” cerca di aiutare questo processo con diversi “stimoli di riflessione” di vario genere. Aderiamo, inoltre, ad ogni iniziativa promossa da chiunque in questa direzione.

Riguardo al problema dell’utilizzo strategico e non solo tattico della potenza comunicativa del movimento 5 stelle, auspichiamo che in futuro una parte delle energie sia impiegata a scopo educativo, per accrescere la capacità del cittadino comune di partecipare a processi di intelligenza collettiva realmente efficaci. A titolo puramente indicativo, basterebbe che solo il 15-20% del flusso dello staff comunicazioni nazionale verso i media, fosse impiegata a fini formativi del cittadino comune, mentre la restante parte , come adesso, potrebbe occuparsi di trasmettere tutte le cose che facciamo e preoccuparsi quindi di mantenere il consenso necessario a portare a temine le dinamiche iniziate.

Ermanno Cavallini

Darsi una nuova organizzazione interna, una occasione per il movimento 5 stelle.

Recentemente, nella mia veste di attivista del movimento 5 stelle, sto riflettendo sulla tematica che è emersa dopo il forte calo elettorale del 26 maggio.

Sia dai vertici che dai gruppi comunali come anche alle riunioni provinciali, a cui ho recentemente partecipato, emerge la necessità forte di darsi una nuova struttura organizzativa interna.

Il movimento 5 stelle vuole e deve darsi una struttura che coniughi efficienza organizzativa e tempi di reazione rapidi per fronteggiare situazioni sempre nuove, con la necessità di un reale processo di intelligenza collettiva.

Tutti, alle riunioni di qualunque livello, vogliono che sia migliorata la comunicazione e l’interscambio sia dai vertici fino alla base, come dalla base verso tutti i livelli superiori.

Tuttavia, nonostante una marea di interventi a cui ho assistito, sembra che nessuno abbia davvero e fino in fondo chiaro come questo si possa ottenere.

A questo punto vorrei lanciare una idea innovativa e che credo potrebbe essere risolutiva.

Perché, partendo dai parlamentari o dal capo politico del movimento, non indiciamo un pubblico bando, aperto sia alle università che a qualunque altra risorsa della società civile fino al singolo cittadino, per un progetto operativo di struttura organizzativa che supporti al meglio possibile l’intelligenza collettiva, da adottare nel movimento stesso?

Sarebbe un grande esperimento sociale e scientifico, che potrebbe sorprenderci positivamente nei risultati, oltre le nostre più rosee aspettative. Potremmo trasformare addirittura quello che oggi è un problema in un punto di forza.

Si potrebbe pubblicare un bando che, con scadenza di 30 giorni, raccolga tutte le proposte possibili.

Alla fine del mese concesso, una commissione interna al movimento 5 stelle, sceglierà le 10 migliori proposte emerse che saranno poi ovviamente messe al voto sulla piattaforma Rousseau, magari coll’innovativo sistema di voto duale che permette risultati molto superiori ai metodi di voto convenzionali.

La piattaforma Rousseau potrebbe, anzi, avere un ruolo determinante anche nel raccogliere e via via filtrare le varie proposte, prevedendo anche una fase intermedia di discussione e confronto, per permettere a tutta la base di riflettere e anche imparare da un civile confronto reciproco.

Simili mezzi sono noti all’estero come Open innovation e sono già utilizzati da anni anche in alcune grandi organizzazioni, che vanno dal mondo aziendale fino a quello della ricerca scientifica.

Un esempio di questo è la celebre piattaforma on line Innocentine che, grazie alla varietà di punti di vista presenti, ha risolto problemi che i più quotati staff specialistici non erano riusciti a districare.

La visione dei problemi “a molti occhi” in diversi casi è la chiave della soluzione dove i sistemi convenzionali hanno fallito.

Questo fenomeno passa sotto più definizioni, alcuni lo chiamano “Innovazione Aperta”, altri lo chiamano “Crowdsourcing”, ma in ogni caso è risultato molto efficace.

Gli studiosi dell’innovazione Lars Bo Jeppesen  e Karim R. Lakhani  hanno analizzato oltre 160 problemi scientifici postati su questa piattaforma, tutti grossi ostacoli per le strutture e le istituzioni proponenti; su questi sono risultate 49 le soluzioni considerate soddisfacenti. La “folla” eterogenea ha risolto circa il 30% di tutti i problemi proposti, ed è risultato che le persone con una maggiore lontananza di esperienza nel campo teorico del problema dato, avevano maggiori probabilità di risolverlo.

Direi che potrebbe essere una iniziativa assolutamente in linea con lo spirito del movimento 5 stelle che non vuole e non può essere troppo simile ad un partito convenzionale, ma trova soluzioni dove altri non le vedono.

per approfondimenti ulteriori, cliccare su questo link:

Ermanno Cavallini

MOVIMENTO 5 STELLE, RISULTATI ELETTORALI 2019; LE CORREZIONI ORA NECESSARIE

E’ innegabile che il movimento 5 stelle abbia avuto un calo elettorale che deve far riflettere.

Noi attivisti del movimento non dobbiamo ora limitarci a una sorta di “tifo” a oltranza; ma sforzarci di dare un nostro contributo costruttivo.

L’idea è di comportarci come cellule di un più vasto processo di Intelligenza collettiva.

In questa ottica, mai distruttiva e sempre costruttiva, mi permetto di dare il mio contributo anche come ex presidente dell’associazione disoccupati della provincia di Pesaro-Urbino e come operatore in ambito sociale.

In ordine di importanza uno dei primi punti che dovremmo correggere è quello relativo ai meccanismi burocratici interni all’INPS che determinano l’assegnazione o meno del reddito di cittadinanza. Attualmente moltissimi voti sono andati persi appunto per il motivo che quando un cittadino povero ma non poverissimo va a presentare domanda, viene falciato dallo sbarramento (ai più ignoto ) del DSU a 12.500 euro.

Questo in pratica, determina che non si raggiunge la massa critica di persone che trasformano ( come nei progetti originali di Beppe Grillo e Casaleggio ), la misura da un mero mezzo di contrasto alla povertà a una vera e propria manovra economica strutturale, intesa a aumentare i consumi e a far ripartire l’economia reale interna al paese.

Se infatti non otteniamo che una quantità adeguata di classe media impoverita riprenda a poter spendere, non ripartirà la domanda interna di beni e servizi, che a sua volta genera sia nuovi posti di lavoro che un ulteriore gettito fiscale. Gettito fiscale che, grazie ad un fattore di trascinamento moltiplicativo, sarebbe poi in grado di finanziare nel tempo lo stesso aumento di riceventi il reddito di cittadinanza.

Molti non sanno che attualmente il PIL del nostro paese (che peraltro non costituisce automaticamente un indicatore di benessere), beneficia di una produzione che oggi va soprattutto all’estero, ma che non si rivolge in maniera sufficiente all’interno del paese.

L’azione correttiva da fare come forza di governo è eliminare, o almeno momentaneamente raddoppiare a 23000 euro annui, lo sbarramento della DSU (somma dei redditi familiari) nella procedura, burocratica, di assegnazione del reddito di cittadinanza; la somma dei redditi familiari, infatti, è già considerata ai fini della definizione dell’Indicatore ISEE.

Questa misura, che potremmo definire di immediato “pronto soccorso”, consentirebbe non solo, di incidere davvero sulla lotta alla povertà ma contemporaneamente di innescare una ripresa economica assai più vasta e strutturale. Inoltre questo, permetterebbe anche di ridurre il disagio psicologico (quando non psichiatrico) dentro molte famiglie, generando oltre che una diminuzione delle spese sanitarie nazionali, anche un forte senso di efficacia per l’azione di governo del Movimento 5 stelle, che riporterebbe tantissimi voti dalla parte del movimento stesso.

Oltre a questa misura immediata, poi è necessario potenziare dentro le dinamiche decisionali del movimento 5 stelle, l’aspetto visionario che era ben rappresentato nelle origini da Gianroberto Casaleggio, uno dei padri senza il quale forse oggi il movimento 5 stelle nemmeno esisterebbe.

Attualmente, infatti, si è assistito ad una corsa solo in parte giusta, verso le “competenze”. Scordando che un “competente” se da un lato ha delle conoscenze utili, dall’altro è portato a vedere i problemi da punti di vista convenzionali, mentre invece molti problemi sono risolvibili in maniera brillante solo cambiando l’approccio mentale . A questo proposito celebre la frase di Albert Einstein “ per risolvere un problema serve un approccio mentale diverso da quello che lo ha creato.

A parità di intelligenza e preparazione, inoltre, ha assai più possibilità di trovare nuove soluzioni ai problemi del paese chi ha nel suo curriculum esperienze variegate. Chi ha fatto sia l’operaio, che il quadro che il dirigente e anche il libero professionista, magari operando in settori diversi tra loro, ha una maggiore possibilità di “inventare” nuove soluzioni ai problemi italiani e forse del mondo intero. E’ prova della validità di questo approccio il successo che sta avendo il celebre sito Innocentive e le molte altre iniziative simili che stanno sbocciando in tutto il mondo e persino in Cina.

Ed è esattamente questo che serve, in questo momento di riflessione, al Movimento 5 stelle, perché di persone competenti ma ‘convenzionali’, per fortuna ne abbiamo già a sufficienza.

Per finire, come collante per una azione di governo a lungo termine del movimento 5 stelle, serve una nuova teoria economica e sociale, che dopo l’innovazione del “non statuto” costituisca una sorta di “non ideale” utile a trattenere i voti di tutti quelli che inevitabilmente, resteranno delusi da alcune decisioni che il governo 5 stelle dovrà per forza di cose, prendere e che si riveleranno giuste solo a distanza di tempo. Questo “non ideale” può essere la teoria economica e sociale del “Bene Comune” già del “Capitalismo a doppia valvola di sicurezza” di cui offriamo in maniera del tutto gratuita una copia al seguente link: http://www.nuovorientamentoculturale.it/scarica-gratis-il-nostro-libro/

Ermanno Cavallini

LETTERA APERTA A DI MAIO E A TUTTI I PARLAMENTARI A 5 STELLE SUL REDDITO DI CITTADINANZA

A circa un mese dall’applicazione concreta del reddito di cittadinanza è importante, soprattutto all’interno del movimento 5 stelle, fare un bilancio, dopo aver “provato su strada” la nuova misura a contrasto della povertà.

Anche al fine di raccogliere dati in prima persona su questa misura, pur sapendo che comunque ne avrei beneficiato molto poco (adesso lavoro in una cooperativa sociale con i minori non accompagnati e percepisco circa 600 euro al mese). Ho provato a fare domanda per il reddito di cittadinanza, forte del fatto che per il 2017 (anno di riferimento Isee richiesto) avevo un valore molto basso, inferiore a 8000 euro.

Dopo aver approcciato il sito appositamente aperto per la misura (www.redditodicittadinanza.gov.it ) ho compilato diligentemente tutti i quadri dopo aver letto tutte le informazioni di supporto.

la card su cui viene erogato il reddito di cittadinanza.

Devo dire che anche se lungo e articolato il processo si è rivelato tutto sommato semplice ed anche lineare; esprimo quindi un giudizio positivo pari a 7,5 su 10 per il portale e tutta la procedura connessa all’INPS che ci sta dietro.

Compilato il primo giorno utile, non avendo ancora ad oggi (14 maggio 2019) ricevuto alcuna risposta, mi reco alla competente sede INPS per avere chiarimenti.

Dopo circa due ore e mezza di attesa, causa apertura di uno solo dei tre sportelli (la fila era mediamente di 20 persone), parlo finalmente con una impiegata, devo dire, gentile e molto competente.

L’impiegata, scavando nella mia pratica, mi spiega che sebbene non abbia immobili di proprietà, viva in affitto e il mio Isee 2019 sia sotto la soglia prevista, non ho diritto al reddito di cittadinanza.

Il motivo è che superati questi primi paletti, ce ne sono altri interni relativi al DSU (somma dei redditi del nucleo familiare), che impongono uno sbarramento a circa 12.500 euro.

Io nel 2017 ero disoccupato ma la mia compagna ha e aveva un lavoro da impiegata, per cui la nostra DSU arriva a circa 20.000 euro ampiamente oltre lo sbarramento previsto.

Testato e capito bene il meccanismo, arriva la consapevolezza che il reddito di cittadinanza nella attuale forma, coglie e per di più in modo incompleto, solo uno dei previsti tre obbiettivi della misura.

Il reddito di cittadinanza, quando è stato concepito in seno al movimento 5 stelle di qualche anno fa (anche chi scrive partecipò in una qualche misura), doveva centrare quattro simultanei obbiettivi:

1) essere una misura di contrasto alla povertà

2) aumentare la capacità di spesa di una massa critica di “nuovi poveri” sufficiente a far ripartire l’economia interna italiana

3) rendere non più conveniente il lavoro nero e quindi far emergere l’economia sommersa e come conseguenza aumentare il gettito fiscale in entrata nelle casse dello stato, che a sua volta avrebbe sostenuto a lungo temine la misura stessa.

4) tutelare la dignità e la salute delle persone soprattutto all’interno dei nuclei familiari, dove anche chi fosse senza lavoro tornasse ad avere un reddito percepito come suo personale contributo al benessere della famiglia.

Con la attuale norma purtroppo, si raggiunge solo – e solo molto parzialmente – il primo obbiettivo.

Si dà atto che rispetto al precedente REI (reddito di inclusione) con il RDC (reddito di cittadinanza ) la gamma di poverissimi assistiti è aumentata, ma questa rimane assai sotto la soglia critica necessaria per innescare la crescita dell’economia reale che invece è stata prevista nella finanziaria!

Da attivista storico del movimento 5 stelle (iscritto a Rousseau del 2012) mi auguro fortemente per il bene del paese e del movimento stesso, che si abbia il coraggio, la lungimiranza e la saggezza di eliminare o almeno modificare il prima possibile lo sbarramento DSU (reddito complessivo del nucleo familiare). L’ipotesi è di eliminare del tutto questo ulteriore sbarramento (il DSU serve già a calcolare il modello ISEE).

Se questo da un lato aumenterà i costi della misura, dall’altro innescherà un “effetto domino” che non solo farà riprendere la crescita dell’economia reale interna, ma soprattutto genererà un supplemento di gettito fiscale indispensabile a sostenere nel tempo la misura stessa!

Infine (ma non per ultimo) l’aspetto sulla salute psicologica all’interno dei nuclei familiari di quella larga fetta di classe media che si è impoverita e continua ad impoverirsi, restando esclusa anche dal reddito di cittadinanza. Nuclei familiari che rischiano di non percepire nel Paese un cambiamento sufficiente e quindi di cambiare ancora preferenze di voto, non permettendo al movimento 5 stelle di completare le riforme strutturali necessarie.

In fede credo che questo oggi sia un rischio molto serio e prego Luigi Di Maio e tutti i parlamentari del movimento 5 stelle di prendere seriamente in esame la dinamica denunciata in questa lettera aperta.

Ermanno Cavallini

Attivista 5 stelle

responsabile ass. Nuovo Orientamento Culturale

ANANDA, TRA ORIENTE E OCCIDENTE UNA POSSIBILE SINTESI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE

Come sanno bene i nostri lettori, la nostra associazione “Nuovo orientamento culturale” è costantemente in cerca di realtà da cui si possa trarre qualche spunto per costruire un mondo realmente migliore. Lo scopo di queste missioni esplorative è anche quello di mettere in contatto tra loro realtà che, sia pur nella diversità, tendono ad un progresso umano e sociale di cui, a nostro avviso, oggi c’è un estremo bisogno.

Oggi parleremo dell’associazione ANANDA , una delle realtà storiche di questo settore che ormai vanta più di trent’anni di attività solo in Italia.

Dopo aver concordato una visita in un giorno feriale (nei festivi sono sommersi di attività dedicate ad un pubblico esterno con corsi, seminari e molte altre attività di vario genere), ci rechiamo presso la sede italiana della loro rete di comunità nel comune di Nocera Umbra, in via Montecchio, al numero 61.

La nostra delegazione in visita esplorativa.

Appena giunti, veniamo accolti da Deodan, nome assunto, al proprio ingresso nella comunità, dall’incaricato alle pubbliche relazioni (che svolge anche altri compiti).

Gentilissimo ed estremamente disponibile, si offre subito alle nostre varie curiosità sulla loro realtà.

Deodan ci illustra le varie attività di ANANDA; a sinistra Angela Marcantognini parte della nostra delegazione.

Su nostra richiesta ci racconta come, da impiegato di una grande azienda per la gestione dei condomini, compie un percorso che, per gradi, lo porta a trasferirsi in una delle numerose case vicine alla struttura ricettiva di Ananda e a trovare qui anche un nuovo lavoro.

Deodan precisa che guadagnava molto bene con il vecchio lavoro e che stava pure facendo carriera, ma non aveva tempo per sé e si sentiva immerso in una dinamica che profondamente non lo appagava.

Da sinistra: Deodan di ANANDA, Loris Asoli di Comunità Nuovo Mondo ed io di Nuovo orientamento culturale.

Racconta che, appena messo piede ad Ananda, sentì subito di essere toccato da qualcosa di più grande, qualcosa che, fino a quel momento, era mancato nella sua vita.

Deodan continua oggi a coltivare la sua passione come arbitro di calcio che aveva fin da giovanissimo e, a testimonianza della ottima integrazione di Ananda con il territorio, sta anche candidandosi in una lista civica di uno dei comuni limitrofi.

ANANDA immersa nella natura.

In quella che ormai è diventata una tavola rotonda, presento la nostra associazione e gli altri che mi hanno voluto accompagnare, tra cui Loris Asoli che a sua volta illustra la realtà della Comunità Nuovo Mondo, di cui è socio fondatore.

In breve, si realizza un fitto scambio di esperienze tra le nostre tre associazioni, arricchendoci tutti reciprocamente.

Finita questa fase veniamo invitati a pranzo nella loro struttura, che offre un’ottima cucina vegetariana. Un pasto lungo e amichevole dove facciamo la conoscenza praticamente di tutti i dirigenti di Ananda, che ci spiegano bene sia il funzionamento della struttura, che i loro vari ruoli nel contesto: chi si occupa di amministrazione, chi di raccolta fondi, altri ancora delle tre aziende agricole, dei vari corsi di Ananda yoga o delle accademie artistiche qui presenti.

Ci raccontano dell’asilo e della scuola elementare – per il momento situati in altri comuni Umbri – che seguono il loro metodo; veniamo anche presentati ai due direttori spirituali.

ANANDA-Assisi è un centro con funzioni ricettive, spirituali e culturali, intorno a cui si sviluppa una comunità residenziale diffusa nel raggio di alcuni chilometri, con appartamenti e case.

Ci riferiscono che sta partendo una ulteriore attività agricola, con oltre settantacinque ettari aggiuntivi, in cui si realizzerà, finalmente, il tanto atteso eco-villaggio, costruito secondo i migliori dettami della bioedilizia e della sostenibilità.

Visitiamo successivamente una delle tre aziende agricole, gestite dalla loro fondazione, nei cui laboratori di trasformazione ci fanno assaggiare dei biscotti di loro produzione, davvero ottimi.

Attualmente, lavorano ad Ananda circa ottanta persone, di cui sessanta residenti nelle immediate vicinanze.

Le piattaforme per le tende immerse nella natura.

Ananda-Assisi è il terminale europeo di una rete composta da altre sei comunità principali negli Stati Uniti, una in India, più una miriade di altre realtà minori in tutto il mondo.

Ananda-Assisi, costituisce il centro europeo di diffusione degli insegnamenti del loro fondatore Swami Kriyananda, a sua volta discepolo diretto di Paramhansa Yogananda, il celebre autore di Autobiografia di uno yogi .

La nostra delegazione in visita al tempio di ANANDA, sopra il quale, insieme a quella di altri Maestri, campeggia anche l’ immagine di Gesù, che è considerato uno dei loro profeti,

I membri residenti di Ananda si impegnano a portare la spiritualità in ogni aspetto della loro vita: lavoro, famiglia, rapporti interpersonali, educazione dei figli, autoguarigione, arte, musica, creatività, come risolvere i problemi e superare le crisi e molto altro.

Prima di congedarci dai nostri ospiti, abbiamo fatto dono a tutta la comunità, attraverso Deodan, del link da cui scaricare la nostra teoria economica e sociale, a nostro avviso assolutamente complementare all’attività del centro che abbiamo avuto il piacere di visitare.

È stata una piacevolissima esperienza e, quando le condizioni saranno favorevoli, pensiamo di ritornare ad Ananda per uno dei loro seminari di approfondimento.

Ermanno Cavallini

responsabile ass. Nuovo Orientamento culturale.